Le associazioni critiche nei confronti delle politiche portuali e industriali del territorio tornano all’attacco dopo il convegno “Liguria Orientale 2030 – Porto, infrastrutture e sostenibilità come motore di sviluppo territoriale”, che si è svolto nei giorni scorsi alla Spezia. Attraverso due distinti comunicati, il Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia e la Rete Ambiente Altro Turismo contestano le posizioni espresse dalle istituzioni e denunciano quella che definiscono una sostanziale assenza di confronto sui temi ambientali e della sicurezza.
Il Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia punta il dito contro i rappresentanti delle istituzioni intervenuti al convegno, accusandoli di aver ignorato le osservazioni avanzate dai cittadini. Nel documento il comitato sostiene che Prefettura, Regione, Comune e Autorità di sistema portuale abbiano confermato il loro “fastidio” nei confronti delle posizioni critiche sul terminale Gnl di Panigaglia, evitando di affrontare gli argomenti presentati.
Secondo il comitato, si sarebbe assistito a un atteggiamento “imbarazzante”, caratterizzato dal rifiuto di un confronto pubblico sulle questioni legate alla sicurezza dell’impianto. I rappresentanti dell’associazione ricordano che il rigassificatore è soggetto alla direttiva Seveso in quanto impianto a rischio di incidente rilevante e sottolineano come, a loro giudizio, le guerre in corso abbiano dimostrato la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche considerate obiettivi sensibili.
Il comitato contesta inoltre la definizione del rigassificatore come infrastruttura strategica per il Paese, sostenendo che l’impianto non sarebbe determinante per l’approvvigionamento nazionale di gas. “Tutte le istituzioni sono state fornite di precisa documentazione”, affermano gli esponenti del comitato, aggiungendo che la collocazione dell’impianto nella baia di Panigaglia lo renderebbe particolarmente esposto sotto il profilo della sicurezza.
Nello stesso comunicato viene criticata anche l’attività del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che recentemente ha disposto un rafforzamento dei controlli sulla navigazione commerciale e turistica. Secondo il comitato, l’attenzione sarebbe concentrata su aspetti legati alla sicurezza nautica, mentre le questioni riguardanti il rigassificatore, le metaniere e le attività di truck loading verrebbero considerate prive di criticità.
Critica anche la posizione della Rete Ambiente Altro Turismo, che giudica la sostenibilità “la grande assente” del convegno. L’associazione riconosce che il tema sia stato richiamato più volte negli interventi, ma ritiene che sia mancata una concreta declinazione delle sue dimensioni ambientale, sociale ed economica.
Nel documento viene affrontato anche il tema del cold ironing. Pur riconoscendo all’Autorità portuale un ruolo anticipatore rispetto ad altri scali italiani, la rete osserva che l’efficacia del sistema dovrà essere verificata nella pratica e che l’obbligo di collegamento delle navi alla rete elettrica entrerà pienamente in vigore soltanto dal 2030. “Abbiamo davanti almeno altri quattro anni di fumo libero”, sostengono gli ambientalisti, lamentando controlli ritenuti insufficienti e ricordando che il cold ironing non elimina le emissioni durante le fasi di manovra e navigazione.
La Rete Ambiente Altro Turismo evidenzia inoltre l’impatto delle attività portuali sulla qualità della vita dei quartieri vicini al porto. Pur riconoscendo il ruolo strategico dello scalo spezzino nel traffico container, gli ambientalisti sottolineano che una parte significativa della flotta impiegata sarebbe obsoleta e responsabile di emissioni nocive. Analoga preoccupazione viene espressa per il traffico crocieristico, con la richiesta di maggiori controlli sui fumi emessi dalle navi attraverso l’utilizzo di tecnologie come gli “sniffer drones”.
Nel lungo elenco delle criticità ambientali segnalate rientrano anche il progetto Basi Blu, la mancata bonifica del Campo in Ferro, la situazione del retroporto di Santo Stefano Magra e la Zona logistica semplificata. Tra i temi ritenuti più delicati figura ancora una volta il rigassificatore di Panigaglia. La rete evidenzia infatti la presenza dell’impianto “tra le case”, richiamando le attività di truck loading già in corso e il futuro vessel reloading, che a suo giudizio richiederebbero una maggiore informazione alla popolazione sui rischi connessi.
Nonostante le critiche, la Rete Ambiente Altro Turismo individua un elemento positivo nella disponibilità al dialogo manifestata dall’Autorità di sistema portuale e auspica che un confronto analogo possa svilupparsi anche con la Capitaneria di porto. Più severo invece il giudizio nei confronti dell’amministrazione comunale, definita “solitamente chiusa a riccio” sui temi ambientali legati allo sviluppo portuale.
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