Amianto in Arsenale: ministero della Difesa condannato a risarcire 500mila euro alla famiglia di un ex calderaio

Il ministero della Difesa è stato condannato dal tribunale di Genova a risarcire con oltre 500 mila euro gli eredi di un ex dipendente dell’arsenale della marina militare della Spezia, deceduto a causa di un mesotelioma peritoneale dovuto all’esposizione all’amianto. Lo riporta l’agenzia Ansa.

La sentenza stabilisce l’indennizzo a favore della figlia e dei due nipoti dell’uomo, che in servizio svolgeva le mansioni di calderaio e fucinatore, assistiti dall’avvocato Pietro Frisani. I giudici hanno ravvisato la responsabilità del ministero della Difesa, in qualità di datore di lavoro, per la mancata adozione delle misure di prevenzione e protezione necessarie a tutelare la salute del lavoratore.

Nel corso del procedimento è stato accertato il nesso causale tra l’esposizione professionale e l’insorgenza della patologia, manifestatasi a distanza di circa trent’anni, un intervallo temporale giudicato compatibile con le caratteristiche del mesotelioma. Come evidenziato dal legale della famiglia, il provvedimento ribadisce il principio secondo cui i datori di lavoro pubblici rispondono della tutela della salute dei dipendenti alla stregua dei soggetti privati.

Il caso segue una pronuncia analoga della Cassazione che, un anno fa, aveva confermato la condanna del ministero al risarcimento di 600 mila euro destinati alla famiglia di un carpentiere navale, anch’egli impiegato nello stabilimento militare spezzino e deceduto per un mesotelioma pleurico.

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