Il porto resta il cuore economico della città, ma il futuro della Spezia passa da un sistema sempre più integrato tra logistica, turismo e nautica. Ne è convinta Maria Grazia Frijia, vice sindaco e membro della commissione Trasporti della Camera, ospite della trasmissione Blue Talk.
“Il sistema portuale e la Blue Economy rappresentano un settore strategico per la città”, ha spiegato questa mattina la deputata di Fratelli d’Italia nel corso della trasmissione di Rlv condotta da Matteo Cantile, sottolineando come negli ultimi anni si sia ampliato il ventaglio delle opportunità economiche, con il turismo in crescita ma senza mettere in discussione la centralità dello scalo marittimo.
Il porto spezzino continua a distinguersi per efficienza e innovazione. Con circa 1,2 milioni di Teu movimentati e una quota di trasporto ferroviario delle merci che supera il 30%, ben oltre la media nazionale, “è una realtà piccola rispetto ad altri scali ma estremamente performante”. Un risultato costruito anche grazie a forti investimenti privati e a interventi tecnologici come il cold ironing e il dragaggio.
“Le merci vanno dove trovano un sistema più veloce ed efficace”, ha ricordato Frijia, evidenziando come proprio questa capacità di risposta al mercato renda la Spezia competitiva anche a livello nazionale.
Il vero punto critico resta però quello delle infrastrutture. La ferrovia è considerata un asset fondamentale per un porto fortemente orientato all’intermodalità. “Serve come minimo il completamento del Terzo Valico”, ha spiegato, per migliorare i collegamenti con gli hub logistici del Nord Italia. Sul fronte della Pontremolese, invece, la prospettiva di un completamento appare ancora lontana.
Nel frattempo, si lavora a soluzioni intermedie: “Stiamo ragionando su un progetto innovativo che possa rendere più efficace da subito il trasporto merci su quella linea, con interventi sostenibili sia economicamente sia dal punto di vista ambientale”.
Altro pilastro è il traffico crocieristico, che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante.
“I crocieristi lasciano sul territorio tra i 70 e gli 80 euro a persona”, ha ricordato Frijia, sottolineando come nel 2025 siano stati oltre 600mila gli arrivi. Un dato reso ancora più significativo dal fatto che la maggioranza dei turisti visita la città in autonomia, generando ricadute dirette sull’economia locale.
Non solo: il turismo crocieristico rappresenta anche una leva di promozione. “Chi arriva spesso torna”, ha aggiunto, evidenziando il valore dell’esperienza diretta del territorio.
Tra le sfide principali c’è quella ambientale, a partire dall’elettrificazione delle banchine. Il cold ironing – ovvero la possibilità per le navi di spegnere i motori e alimentarsi da terra – è oggi tecnicamente possibile, ma resta il nodo dei costi energetici. “Serve un intervento del governo per rendere le tariffe competitive”, ha spiegato, citando anche il tema degli ETS europei e della concorrenza con porti extra Ue.
Infine, la nautica da diporto e la cantieristica rappresentano un altro asse strategico di sviluppo.
“La Spezia è una capitale della nautica”, ha affermato Frijia, ricordando l’importanza sia dei grandi cantieri sia della piccola nautica, con tutto l’indotto legato al refitting, agli ormeggi e ai servizi.
Tra i temi aperti, quello degli spazi: “Stiamo lavorando sull’utilizzo delle aree disponibili, comprese quelle Enel e militari, anche in ottica dual use”.
A rafforzare il sistema mare c’è anche il nascente polo nazionale della subacquea, destinato a diventare un ulteriore volano economico.
“La Blue Economy nel suo complesso – portualità, crociere, nautica e underwater – è un settore su cui non possiamo permetterci di rimanere indietro”, ha concluso. “Dobbiamo continuare a sostenerlo e farlo crescere”.