Porto, Avena: “Investimenti, lavoro e coesione per la competitività dello scalo”

Il porto della Spezia si prepara a una fase nuova e decisiva. Gli investimenti pubblici e privati programmati nei settori commerciale e crocieristico rappresentano un’opportunità concreta, ma richiedono una strategia condivisa per rafforzare la capacità operativa dello scalo, consolidarne la proiezione internazionale e trasformare la crescita portuale in sviluppo, buona occupazione e valore per il territorio.
Le opere previste dall’Autorità di sistema portuale, insieme agli interventi di Lsct e Tarros e allo sviluppo delle infrastrutture crocieristiche, possono imprimere una svolta alla competitività del sistema spezzino. Non si tratta soltanto di ampliare strutture e servizi, ma di creare nuove condizioni di crescita per le imprese, i lavoratori e la comunità locale.

“In questo percorso è stata determinante l’azione dei vertici dell’Autorità di sistema portuale. In pochi mesi – sottolinea Salvatore Avena, vicepresidente di Confindustria La Spezia – l’ente ha assunto la regia di procedure complesse, superato ostacoli rilevanti e creato le condizioni per l’avvio dei cantieri, a partire dai dragaggi. Un’accelerazione indispensabile per dare attuazione alle opere previste dal Piano regolatore portuale e trasformare la programmazione in risultati concreti.
Siamo davanti a una prospettiva che deve suscitare fiducia ed entusiasmo. Il porto dispone delle competenze, della cultura operativa, del lavoro e della capacità imprenditoriale necessarie per affrontare da protagonista il nuovo scenario internazionale. Ora dobbiamo tradurre questa forza in una visione condivisa, capace di integrare infrastrutture, industria, logistica, lavoro e innovazione”.

La centralità della sfida è confermata dai numeri: secondo il Centro studi di Confindustria, l’economia del mare genera il 17,4% del valore aggiunto provinciale, collocando la Spezia ai vertici nazionali. Il porto commerciale e la filiera logistica sono quindi fattori essenziali per l’occupazione, la competitività delle imprese e la capacità del territorio di attrarre nuovi investimenti.
“L’ottimismo deve tuttavia accompagnarsi alla responsabilità. Le infrastrutture sono fondamentali per lo sviluppo, ma da sole non garantiscono il successo: occorre collegare porto, retroporto e rete logistica, accelerare la digitalizzazione, migliorare i servizi e investire nelle competenze. Ogni soggetto – afferma Avena – è chiamato a fare la propria parte, con decisioni tempestive, obiettivi chiari e la disponibilità a superare gli interessi particolari in nome di una strategia comune.
La nuova fase sarà impegnativa anche sul piano operativo. Realizzare opere complesse in uno scalo dagli spazi limitati richiederà coordinamento e programmazione, per assicurare la continuità delle attività, contenere le interferenze e salvaguardare l’efficienza. Qualità del lavoro, sicurezza e formazione dovranno essere condizioni imprescindibili.
Istituzioni, imprese, operatori logistici, lavoratori e organizzazioni sindacali sono quindi chiamati a una responsabilità comune: governare la trasformazione senza ritardi, attraverso un confronto serio, concreto e orientato alle soluzioni. Solo così la crescita potrà tradursi in efficienza, occupazione qualificata e nuove opportunità professionali”.

La coesione della comunità portuale è stata una delle ragioni del successo della Spezia, ma non può essere considerata un risultato acquisito. Va rinnovata attraverso l’ascolto, il rispetto dei ruoli e la capacità di assumere impegni verificabili. In una fase destinata a cambiare il volto dello scalo, rallentare le scelte o sottrarsi alle proprie responsabilità significherebbe indebolire un’occasione storica.
“Gli investimenti dei grandi operatori e dell’Autorità di sistema portuale sono il motore di questa trasformazione. Ma il porto che nascerà non potrà appartenere a pochi: dovrà essere la casa di tutti e per tutti, aperta, inclusiva e capace di distribuire opportunità, lavoro e valore all’intera comunità portuale e al territorio. Questa è la sfida: trasformare risorse, progetti e competenze in un patto concreto, fondato su tempi certi, responsabilità chiare e impegni verificabili.
Confindustria sarà in campo, come sempre, per contribuire alla definizione delle azioni necessarie e fornire il proprio sostegno, affinché questa trasformazione si traduca in un successo concreto e condiviso. Integrando investimenti, innovazione, lavoro e coesione, la Spezia potrà consolidare il proprio ruolo nella portualità e nella logistica italiana, creando opportunità di sviluppo per le nuove generazioni”, conclude Avena.

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