Pontili, Bolkestein, qualità delle acque: ecco com’è andato il confronto tra candidati ospitato dall’Anmi lericina

Tematiche legate al mare al centro del dibattito tra candidati a sindaco ieri al Circolo Anmi di Lerici. Da una parte Aurora Minichini, al timone della lista “Lerici domani”, dall’altra il vice sindaco uscente Marco Russo, candidato di “Per Lerici e i suoi borghi”, lista che cerca la terza conferma consecutiva dopo le affermazioni che hanno instradato i due mandati del sindaco Leonardo Paoletti. Introdotto dal presidente del circolo Carlo Moracchioli, l’incontro, seguito da un numeroso pubblico e il cui video è disponibile integralmente a questo link, è stato moderato da Marco Pagano, che prima del via ha voluto ricordare insieme alla sala il comandante Filippo De Benedetti.
Primo tema toccato, quello della qualità delle acque. “Dovremo partire da un discorso di monitoraggio costante e vedere se possano esistere pratiche ulteriori rispetto a quelle già in essere”, ha detto in merito Minichini, la quale ha poi posto sul tema una serie di punti: “E’ necessario avere un rapporto chiaro con Acam Acque, rapporto che in questi anni ha avuto problemi non da poco. C’è poi l’aspetto dei canali: occorre procedere immediatamente con attività di controllo, verifica e pulizia. Doveroso anche intervenire sul numero elevatissimo di imbarcazioni che stazionano davanti alle spiagge, consentendo libero accesso ai natanti di nuova generazione ma regolamentando l’ormeggio di quelli di vecchia”. Minichini ha fatto infine cenno alla possibilità di fare ricorso anche “a determinate piante acquatiche in grado di migliorare la qualità del mare, aspetto di cui parla anche un recente studio Enea”. Palla quindi a Russo: “Negli ultimi anni non sono stati più emessi divieti di balneazione: non è fortuna ma il frutto di un lavoro costante di questa amministrazione, partito dieci anni fa con l’istituzione dello sportello scarichi idrici”, ha esordito l’attuale vice sindaco, che ha dunque menzionato una serie di azioni amministrative, da “l’attività molto corposa con Acam Acque”, al “percorso intrapreso con l’Ato idrico facendo sì che nel piano degli interventi della Provincia venissero inserite importanti opere sul nostro comune”, ai “controlli puntuali sui canali grazie a uno apposito staff”, riferendo altresì di alcune opere sia fronte Ato, sia intraprese dall’ente con gli oneri di urbanizzazione.

Pagano ha poi sondato i candidati in materia di manutenzione e difesa della costa. “Un tema prioritario – ha detto Russo -. In questi anni abbiamo avviato un percorso che ha visto la redazione di uno studio sul litorale, da Santa Teresa a Tellaro, che individua le criticità della costa e modelli progettuali che, trovando le fonti di finanziamento, potranno essere realizzati per il consolidamenteo delle scogliere esistenti o la loro modifica; pensiamo ad esempio alla scogliera di San Terenzo, il cui insabbiamento è legato molto anche alle correnti del mare; o ancora ci saranno da affrontare determinate tematiche per quanto riguarda la scogliera della Venere azzurra, come ci sono interventi da fare al molo di Lerici, per il quale lo studio individua un intervento di consolidamento e ripristino che sarà anche opportunità per studiare il fenomeno dell’insabbiamento nella zona di Rotonda Vasssallo, Hotel Shelley e delle Palme e Lido”. Mentre per le zone soggette a erosione, come quella di Fiascherino, “lo studio – ha aggiunto – individua soluzioni che prevedono fenomeni naturali di ripascimento”. Microfono poi a Minichini, che ha esordito esprimendo generale condivisione rispetto a quanto sollevato dal competitor. “Occorrerà valutare se sia necessario aggiornare lo studio, visto che il clima evolve molto velocemente – ha poi osservato – nonché provvedere nell’immediato dove c’è insabbiamento, ad esempio con dei dragaggi, e allo stesso modo valutare interventi sull’erosione, ad esempio ricorrendo a particolari piantumazioni”. Per quanto concerne le opere di difesa della costa, la candidata di centrosinistra ha parlato in particolare del muraglione del molo, osservando in particolare che “bisogna trovare un polmone che abbia la funzione che aveva la vecchia spiaggetta”, e ha aggiunto che, “per quanto riguarda le dighe, a seguito di una apposita valutazione, è possibile sia necessario riallocarle”.

Terzo argomento, l’accessibilità delle spiagge. “La fruizione delle spiagge è un aspetto fondamentale, spiagge che in primis devono essere fruibili per i residenti, perché se i residenti stanno bene, i turisti stanno anche meglio. Occorre riaprire tutti i varchi, nonché operare perché le spiagge siano accessibili anche alle persone con disabilità”, ha detto Minichini, osservando altresì che “i temi del mare e dell’accesso alle spiagge vanno inseriti in un discorso di pianificazione urbanistica, che deve essere integrata e strategica”. Nel medesimo intervento l’ex segretaria del Pd lericino ha lanciato l’idea di una candidatura di Lerici a capitale del mare, singolarmente o in rete con altre realtà. “La fruizione di spiagge e scogliere è fondamentale”, ha detto Russo, rilevando che “in passato si sono verificate delle situazioni in cui alcune aree sono state privatizzate”. Per quanto poi concerne l’accessibilità dei diversamente abili, l’attuale assessore ai Lavori pubblici ha menzionato l’approvazione, nel ’24, del Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche), “che tratta anche gli accessi al mare”, menzionando Russo a questo proposito la rampa recentemente realizzata alla Venere. Il candidato ha infine ravvisato che “l’obbiettivo è andare in direzione del miglioramento dell’accessibilità” e che “è necessario intervenire, come fatto in occasione dello scoping del Puc, per andare a limitare le costruzioni e quelle che sono le opportunità che il ‘Piano casa’ ha permesso e permette”.

Confronto Minichini/Russo al Circolo Anmi Lerici

 

Quarto capitolo, l’orientamento dei candidati in merito all’applicazione da parte del Comune della direttiva Bolkestein, che stabilisce la messa a gara delle concessioni demaniali balneari. “Quest’anno si dovrà andare a gara per i nuovi affidamenti delle concessioni demaniali balneari. Bisognerà sicuramente tutelare le condizioni di qualità dell’offerta e sarà importante mantenere ciò che è inserito all’interno del Pud – Piano di utilizzo del demanio, quindi garantire le percentuali di spiaggia libera, spiaggia libera attrezzata e concessioni demaniali”, ha detto Russo. “Ben venga il regime di concorrenza – ha aggiunto -, ma l’identità dei luoghi è fondamentale; alcuni requisiti quindi andranno elaborati e studiati per fare sì che le nostre spiagge mantengano un’identità locale”. Altro aspetto è invece quello delle spiagge libere attrezzate, messe a gara dal Comune nel 2016, chiudendo l’esperienza della Lerici mare: “Un percorso con cui il Comune è stato precursore della Bolkestein, pur non trattandosi di concessioni demaniali, e attraverso il quale sono stati raggiunti obiettivi importanti”, ha detto Russo. Parola poi alla sfidante: “Nessuno di noi vuole favorire speculazioni o buttare tutto per aria”, ha affermato Minichini, per la quale “occorrerà predisporre criteri che tengano conto, più che del rialzo economico, di aspetti quali la sostenibilità ambientale, la professionalità, la storicità. I bandi non dovranno regalare niente a nessuno, ma servirà molta oculatezza”. Mentre sulle libere attrezzate l’avvocatessa Dem ha affermato che “è necessario vigilare in maniera molto costante sulla serietà degli assegnatari”.

Tenuto per il finale il tema della risistemazione della rada, oggetto di dibattiti anche molto accesi in questi anni. “C’è in primis da affrontare il problema dell’insabbiamento, sia a Lerici, sia a San Terenzo”, ha detto Minichini, ipotizzando ad esempio la possibilità di valutare una riallocazione del pennello di Lerici. La candidata è poi passata ai posti barca: “Una riorganizzazione è inevitabile. Bisognerà fare un ragionamento, anche di concerto con le associazioni interessate, e, se c’è la necessità di ridurre i posti, operare un censimento di quelli effettivamente utilizzati”. Quindi sulla possibilità di realizzare pontili: “Progetti di questo tipo non erano e non sono sostenibili in questo momento storico, per ragioni di cambiamento climatico”, ha detto Minichini, che poi, con alla mano il parere del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sul progetto portato avanti dall’attuale amministrazione, ha affermato che “il Mase dice che le valutazioni fatte sono parametrate a un periodo non attuale. Se vuoi fare un progetto del genere serve uno studio recente”. E ha aggiunto che “si è partiti tanti anni fa con gli studi, si è proseguito e non c’è stata conclusione positiva: evidentemente c’è un problema tecnico”. Minichini ha inoltre guardato verso Calata Mazzini: “Ci piacerebbe che il molo tornasse alla balneabilità, ad esempio togliendo la parte dell’ormeggio estivo, realizzando per le barche in transito un pontile, anche rimuovibile”. Testimone poi a Russo. “Sulla risistemazione della rada c’è tanta disinformazione – ha detto -. Il progetto pontili presentato al Mase è stato valutato assoggettabile a Valutazione di impatto ambientale e quindi bisogna fare questa procedura, servono integrazioni e approfondimenti: ma non è stato bocciato alcun progetto”. E a proposito dell’attualità o meno delle valutazioni alla base del progetto, Russo ha ribattuto osservando che “nel 2025 è stato riaggiornato uno studio proprio per avere dati freschi che possano concorrere all’esecuzione delle opere”. “Il Piano della costa di Regione Liguria – ha continuato il candidato di Per Lerici e i suoi borghi – contiene chiaramente l’indicazione della riduzione dello specchio acqueo occupato, per il quale noi abbiamo prooposto il progetto pontili. Uno può anche dire: comincio a togliere le barche agli utenti delle associazioni; un’azione del genere implica cancellazione delle liste di attesa e che qualcuno resti senza barca, mentre il progetto pontili consente di mantenere la nautica sociale così com’è, permettendo altresì di liberare spazio che permetta di ricavare posti per le barche in transito, possibile volano economico. Un percorso importante che non intacca la socialità”. L’assessore ha inoltre ravvisato la necessità di intervenire sul già menzionato aspetto dell’insabbiamento nonché “il bisogno di una assoluta riqualificazione per Calata Mazzini, mantenendo l’area di balneazione attualmente presente, il campo di canoa polo, i pescherecci e i noli”.

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