Petizione contro i disagi causati dal potenziamento della stazione di Migliarina. I firmatari: “Chiediamo che l’hub per le Cinque Terre sia compatibile col quartiere”

Il Comitato spontaneo dei residenti di via Lunigiana e quartiere Mazzetta rompe il silenzio dopo il deposito ufficiale della petizione (90 firme) indirizzata a Comune, Rfi e Arpal.
In risposta alle recenti critiche apparse sui social e sulla stampa da parte di esponenti del mondo ferroviario, che hanno definito la protesta un “falso problema dettato dall’ignoranza”, il portavoce Gabriele Del Gaudio interviene con fermezza.
“Abbiamo letto con rammarico tentativi di sminuire un disagio che 90 famiglie vivono ogni giorno sulla propria pelle – dichiara Del Gaudio – . Comprendiamo che chi ha dedicato una vita allo studio della storia ferroviaria, o chi collabora con la Fondazione Fs, senta il dovere di difendere l’ente e l’infrastruttura. Tuttavia, il romanticismo che autorevoli studiosi e appassionati della storia della ferrovia hanno dimostrato, si scontra con la realtà di chi, alle 5 del mattino, viene svegliato da annunci ad alto volume o convive con treni fermi a motori accesi per quasi un’ora sotto le proprie finestre”.

Il Comitato ribadisce che la petizione non è un attacco allo sviluppo ferroviario, ma una richiesta di legalità.
“Non siamo ‘ignoranti’ perché chiediamo il rispetto della Legge Quadro 447/1995 sull’inquinamento acustico – prosegue il portavoce -. Chiediamo che il nuovo hub turistico per le Cinque Terre sia compatibile con la vita del quartiere. Se la stazione è storica, la tecnologia per mitigare rumore e vibrazioni deve essere moderna: barriere fonoassorbenti, gestione intelligente degli altoparlanti e tutela dei parcheggi per i residenti, oggi invasi dal turismo selvaggio.”
Il Comitato invita ufficialmente chi parla di “falso problema” a passare una notte nelle abitazioni più esposte del quartiere.
“Invece di liquidare la sofferenza altrui come politica o ignoranza, invitiamo Rfi e l’amministrazione a un confronto serio sui dati tecnici di Arpal che abbiamo richiesto. La salute dei cittadini è un diritto costituzionale che vale più di qualsiasi difesa d’ufficio”.

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