Pensionati contro la manovra Meloni: “Aumentate le spese militari, tagli a sanità e welfare”

Questa mattina oltre 300 persone – dato degli organizzatori – hanno partecipato al presidio organizzato dallo Spi Cgil della Spezia sotto la prefettura, nell’ambito della mobilitazione nazionale del sindacato dei pensionati contro la manovra del governo. Alla manifestazione era presente anche il segretario regionale dello Spi Cgil, Ivano Bosco. “La legge di bilancio aumenta le spese militari mentre taglia su sanità, welfare e pensioni” afferma Laura Ruocco, segretaria generale dello Spi spezzino.

Ruocco ricorda come quasi 6 milioni di persone abbiano rinunciato alle cure quest’anno e come l’Italia continui a investire nella sanità pubblica meno del 6% del Pil, contro il 10% di Francia e Germania. “Una distanza enorme che alimenta disuguaglianze e costringe troppe famiglie a scegliere tra curarsi e arrivare a fine mese.”

La segretaria generale richiama anche la situazione della non autosufficienza: “Abbiamo 4 milioni di persone non autosufficienti e un fondo nazionale insufficiente, che se distribuito equamente equivarrebbe a 70 centesimi al giorno. Servono RSA accessibili, un welfare pubblico e un adeguamento dell’indennità di accompagnamento.”

Pensionati contro la manovra economica del governo Meloni

 

Sul fronte delle pensioni, Ruocco sottolinea che negli ultimi due anni ai pensionati sono stati sottratti oltre 7 miliardi per il mancato adeguamento all’inflazione: “Se non si interviene, arriveremo a 60 miliardi di tagli entro il 2032. Serve la piena rivalutazione, pensioni di garanzia, il pagamento immediato di TFS/TFR e una vera flessibilità in uscita, con attenzione particolare alle donne”.

Ruocco ribadisce anche la necessità di ampliare la platea e gli importi della quattordicesima, fermi dal 2017. “La mobilitazione nazionale dello Spi Cgil si riconosce nello slogan scelto per queste iniziative: “La lotta non ha età, unisciti a noi.”

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