Parte la rivoluzione dei robot nei cantieri navali, i sindacati: “Ma non a scapito del lavoro umano”

Il mondo della cantieristica navale è alla soglia della rivoluzione dei robot. L’11 febbraio scorso Fincantieri e Generative Robotics, spin off dell’Istituto Italiano di Tecnologia, hanno annunciato una partnership mirata allo sviluppo e introduzione di robot umanoidi autonomi destinati a lavorare fianco a fianco con gli operai saldatori umani. Il terreno di prova sarà il cantiere di Sestri Ponente, che opera nel settore civile, ma presto l’innovazione potrebbe essere allargata a tutti i siti produttivi del gruppo, compreso il Muggiano.

Ad entrare in cantiere sarà Gene.01, robot tutto italiano progettato e realizzato da Generative Robotics e frutto di vent’anni di ricerca. L’intelligenza artificiale gli permetterà di interagire con il contesto circostante anche grazie a una sorta di ‘pelle’ artificiale sensibile, la sue caratteristiche costruttive di gestire carichi pesanti e muoversi in un ambiente particolare come un sito industriale, i suoi sensori di valutare magari la qualità di una saldatura che, in termini di costruzioni navali, sono un aspetto critico. “Un amplificatore delle capacità umane – spiegava Daniele Pucci, ceo di Generative Robotics durante la presentazione a Las Vegas pochi mesi fa -. Abbiamo costruito delle scarpe sensorizzate affinché possano comprendere il livello di fatica degli umani e migliorare la collaborazione con l’uomo, che rimane al centro”.

Il cantiere Fincantieri del Muggiano

 

Una prospettiva che genera speranze per gli aspetti del miglioramento dei livelli di sicurezza nei cantieri tra i sindacati. Ma anche preoccupazione per l’eventuale perdita di posti di lavoro. “La modernizzazione è un aspetto importante perché fa evolvere il lavoro. Ma quello che chiediamo è che il lavoro dei robot non sostituisce le persone. Robotizzazione e intelligenza artificiale andranno normate e codificate affinché non si vada a perdere ancora manodopera. Ben venga l’aiuto, senza sostituzione”, dice Salvatore Balestrino, segretario generale di Uiltec Liguria. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Carro, segretario provinciale Cisl: “Cogliamo anche questa nuova sfida, dobbiamo stare al passo con i tempi e con le altre nazioni che si muovono nella stessa direzione – dice -. Servono però regole che preservino i posti di lavoro, integrando capacità e competenze senza perdite di posti di lavoro. Un percorso da tramutare in valore aggiuntivo, che si integri con il lavoro degli operai in un’ottica di un aumento qualitativo”.

Oltre a sviluppare le macchine, altro aspetto che interroga i sindacati è la formazione dei lavoratori che con le nuove tecnologie si troveranno a collaborare. “L’innovazione è un elemento sempre importante, a patto di governarlo – sottolinea Luca Comiti, segretario generale Cgil La Spezia -. Rischiamo di trovarci di fronte ad alcune mansioni completamente estromesse dal ciclo produttivo. Ne stiamo parlando a livello nazionale e pensiamo serva formazione continua affinché a chi è già introdotto nei contesti lavorativi sia permesso rimanere al passo e acquisire nuove competenze. Senza formazione si creerà un gap tra i giovani che entrano e chi oggi ha magari quarant’anni e competenze acquisite rischia di rimanere indietro”.

Arsenale marittimo

 

La sperimentazione a Sestri Ponente inizierà entro la fine dell’anno. Fincantieri ha confermato durante il Capital Markets Day 2026 di puntare decisamente sulla tecnologia nel piano industriale al 2030 grazie a una “costruzione il più possibile automatizzata attraverso linee automatiche, cobot e robot umanoidi guidati da pacchetti di lavoro digitali”. E un domani chissà che i robot non entrino anche in arsenale, vista l’intenzione di allestire una nuova linea di produzione di sottomarini.

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