“Noi sconosciuti, accomunati da un sentimento. Ci ritroveremo su quel viale finché avremo vita”

“Ho rivisto quel viale.

Le stesse piante, gli stesi muri a limitare l’espandersi dell’asfalto e ad unire tutta una serie di ricordi in una successione armonica di fatti lieti e tristi. Ancora il verde delle foglie; ancora l’erba che copre quel lato fuori strada dove l’acqua ha attirato sempre il senso di avventura dei più piccoli. Ma in quei brevi prati, la nostra passione di dar calci ad un pallone di cuoio, ha preso forma e si è alimentata in proporzione inversa al consumo delle scarpe, eterna spina dei nostri parenti ossessionati.

Poi la folla che ogni domenica invade per un attimo quel viale, ha preso anche noi. Ci ha sommerso come un mare in tempesta. Ci ha fatto tumultuare il cuore ed avvinghiato in un sacro fuoco reso ancora più ardente dal più acceso campanilismo. E nulla è cambiato, tutto è rimasto circoscritto negli stessi termini ed il viale è ancora là, testimonio muto della nostra passione sportiva, come quando tentavamo di cogliere l’alloro del più illustre campione, sull’erba di quel prato in miniatura.




I 120 anni dello Spezia Calcio


 

Siamo ormai adulti ed il tempo del gioco è passato. E’ passato quel tempo, e forse non si spegnerà, se non quando il nostro corpo non avrà più vita. E continuiamo ancora a percorrere quel viale, a parlare degli stessi argomenti, a magnificare quell’atleta, a ricordare quell’altro. Siamo sempre sportivi nel pieno senso della parola e nulla potrà ormai allontanarci da quel campo che assorbe, da troppo tempo, le nostre ore libere della domenica.

Saremo ancora lì, gli stessi visi, le stesse voci a gridare tutto il nostro entusiasmo ed il nostro disappunto, a cogliere in quei novanta minuti il frutto della nostra passione. Poi ripercorreremo il viale per ritrovarci in città, mescolati in una promiscuità anonima, noi sconosciuti, ma riconoscibili per il battito all’unisono del cuore, per un sentimento che va al di là di ogni ideologia e che ci accomuna, almeno una volta alla settimana, sugli spalti di quei campo tanto famigliare, che ormai fa parte di noi stessi”.

 

Franco “Odo” Odone

(lo scritto risale a qualche anno fa e ci è stato recapitato dalla nuora in occasione dei 120 anni dello Spezia Calcio)

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