La portaeromobili Garibaldi passerà gratuitamente alla Marina militare della Repubblica di Indonesia entro l’anno. Il governo ha presentato la proposta elaborata dallo Stato Maggiore della Difesa per la cessione di quella che è stata l’unità di bandiera della Marina Militare per due decenni, prima dell’arrivo del Cavour, fuori servizio dal 2024 e oggi a Taranto in attesa di un futuro che ormai sembra chiaro. Continuerà a navigare con la bandiera del Paese del sud-est asiatico, la cui marina ha negli scorsi anni già perfezionato l’acquisto di due pattugliatori polivalenti d’altura, l’ultimo dei quali ha lasciato la Spezia poche settimane fa. Uno schema oggetto di un decreto interministeriale tra Difesa e Affari esteri che sarà sottoposto prossimamente al parere delle Commissioni difesa di Camera e Senato.
La cessione a titolo gratuito – la nave, ormai obsoleta per gli standard nazionali, è valutata oggi 54 milioni di euro – permetterebbe alla Marina Militare di risparmiare innanzitutto i costi di mantenimento, quantificati nel 2025 in cinque milioni di euro tra fabbisogno di energia elettrica, vigilanza, sicurezza e mantenimento dell’integrità. La forza armata vuole inoltre evitare di occuparsi dell’alienazione di un’unità da 180 metri di lunghezza per 14mila tonnellate di stazza. Un’operazione “la cui durata è stimata in non meno di 24 mesi, con costi complessivi valutabili in circa 18,7 milioni di euro”, sottolinea il dossier del reparto logistica e infrastrutture dello Stato Maggiore.
“A tali oneri potrebbero inoltre aggiungersi ulteriori costi a carico dell’amministrazione nel caso in cui la demolizione dovesse avvenire a titolo oneroso, qualora – come già riscontrato in precedenti esperienze – nessun operatore economico presentasse offerte valide per l’acquisizione dello scafo destinato alla demolizione”, si legge ancora nel documento. Un aspetto questo con cui ci si è già scontrati nel tentativo di disfarsi dei relitti nella zona San Vito e Varicella della base navale spezzina per liberare gli spazi per il progetto Basi Blu.
All’orizzonte ci sarebbero inoltre nuove commesse. L’Indonesia acquisterebbe nei prossimi anni sei sommergibili classe Dgk prodotti dalla Drass per 480 milioni di euro, 24 aerei d’addestramento M346 di Leonardo per circa 600 milioni di euro e tre aerei da pattugliamento ATR72 per 450 milioni di euro. Inoltre il Garibaldi dovrebbe andare incontro a una serie di lavori prima di essere trasferita in Asia, con coinvolgimento di Fincantieri e dei suoi cantieri italiani, per quanto al momento non vi siano ulteriori dettagli. L’unità verrebbe infatti “resa disponibile priva di capacità operative offensive in quanto i sistemi d’arma presenti non sono funzionanti”.
“Il governo indonesiano non ha ancora stanziato un budget per il retrofitting della nave”, ha affermato in queste ore il generale Rico Ricardo Sirait, capo dell’ufficio informazioni del ministero della difesa indonesiano. I lavori dovrebbero riguardare sistema di propulsione, avionica, certificazioni di sicurezza e integrazione di sensoristica e sistemi d’arma “per poter essere utilizzata in accordo con le necessità della Marina Indonesiana”. Alla fine dell’operazione, il Garibaldi dovrebbe rinascere come portaelicotteri e portadroni. Il governo italiano prevede di finalizzare la cessione entro il dicembre del 2026, mentre l’Indonesia spera di averlo a Giacarta entro il 5 ottobre, anniversario della fondazione delle forze armate che sarà celebrato con una parata.