Aumentano nello Spezzino le richieste di vaccinazione contro il morbillo da parte degli adulti. Tra chi si rivolge ai servizi dell’Asl 5 ci sono anche donne in età fertile, indirizzate dai ginecologi, per le quali la protezione dal virus assume particolare importanza in vista di una possibile gravidanza.
Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), ripresi dall’Ansa, l’Italia è il Paese con il maggior numero di casi di morbillo tra quelli dell’Unione europea: 651 nei dodici mesi fino a settembre 2026, oltre un quarto delle infezioni complessivamente registrate. Restano inoltre alcune criticità sul fronte vaccinale. Secondo un’elaborazione della Società italiana di pediatria sui dati del Ministero della Salute, tra il 2016 e il 2024 la copertura con la prima dose è passata dall’87,3 per cento al 94,8 per cento, avvicinandosi all’obiettivo del 95 per cento. Quella con la seconda dose è invece cresciuta molto meno, dall’82,2 per cento all’84,4 per cento, rimanendo distante dalla soglia raccomandata. Alla Spezia, invece, nel corso del 2026 non sono stati segnalati nuovi casi. L’ultimo risale al 2024 e ha riguardato una persona adulta. Dei rischi dell’infezione, delle possibili complicanze in età adulta e delle strategie di prevenzione, interviene interpellata da Città della Spezia, la dottoressa Francesca Torracca, direttore della Struttura complessa Igiene e sanità pubblica dell’Asl 5.
Il quadro locale: dalla nota diffusa da Regione Liguria lo scorso 22 settembre a oggi, si sono registrati nuovi casi di morbillo in provincia della Spezia, tra pazienti ricoverati o gestiti a domicilio?
Nel territorio dell’Area 5, nel corso del 2026, non sono stati segnalati casi di morbillo in alcuna fascia d’età. L’ultimo caso registrato risale al 2024 e ha riguardato una persona adulta.
Sintomi e trasmissione: con quali segnali si manifesta l’infezione e attraverso quali canali avviene il contagio?
Il morbillo è una malattia infettiva altamente contagiosa. I primi sintomi compaiono generalmente dopo un periodo di incubazione di circa 10-14 giorni e comprendono febbre elevata, tosse, raffreddore, congiuntivite, stanchezza e malessere generale. Dopo alcuni giorni compare il caratteristico esantema, con macchie rosse che iniziano solitamente dal viso e dalla zona dietro le orecchie per poi estendersi al resto del corpo. La persona infetta può trasmettere il virus già circa quattro giorni prima e fino a quattro giorni dopo la comparsa dell’esantema, quando la malattia potrebbe non essere ancora stata riconosciuta.
Il contagio avviene principalmente per via respiratoria. Una persona infetta elimina il virus nell’aria attraverso le secrezioni respiratorie quando tossisce, starnutisce, parla o semplicemente respira. Il virus può diffondersi sia attraverso le goccioline respiratorie sia attraverso particelle molto più piccole che possono rimanere sospese nell’aria e, in ambienti chiusi, essere inalate anche da persone che non hanno avuto un contatto diretto con il malato. Non è, quindi, necessario un contatto fisico diretto per contrarre l’infezione: il contagio può avvenire semplicemente condividendo lo stesso ambiente, soprattutto se poco ventilato. Il virus può rimanere nell’aria per un certo periodo anche dopo che la persona infetta ha lasciato la stanza.
Nella maggior parte dei casi si guarisce in due – tre settimane ma in un 30% circa dei casi si possono manifestare complicanze anche gravi come la polmonite e l’encefalite acuta. I soggetti a maggior rischio di complicanze sono: i bambini con meno di 5 anni, gli adulti di età superiore ai 20 anni, le donne in gravidanza e le persone con deficit immunitari.
Nei paesi industrializzati la mortalità per morbillo è del 0,05-0,1% ed è dovuta principalmente a complicanze respiratorie e neurologiche. Secondo i dati dell’OMS nel 2024 le morti per morbillo sono state 95.000, hanno colpito soprattutto bambini di età inferiore ai cinque anni per lo più in paesi in via di sviluppo.
I rischi in età adulta: perché contrarre il morbillo senza la protezione del vaccino espone a pericoli gravi, e quali sono le complicazioni principali per chi si ammala da adulto?
Nei soggetti adulti non vaccinati, il rischio di sviluppare forme gravi e ricoveri ospedalieri è sensibilmente più alto rispetto all’età pediatrica. Tra le principali complicanze del morbillo vi sono la polmonite, spesso causata direttamente dal virus o da sovrainfezioni batteriche, e l’encefalite acuta, che si verifica in circa 1 caso su 1.000 e che può causare danni neurologici permanenti. L’infezione può, inoltre, determinare una temporanea riduzione delle difese immunitarie, aumentando la suscettibilità ad altre infezioni sia virali che batteriche. Possono comparire anche complicanze oculari e otorinolaringoiatriche, come otite, laringotracheobronchite e cheratite. Tra le complicanze più rare e gravi del morbillo vi è la panencefalite subacuta sclerosante, una malattia neurodegenerativa progressiva che può manifestarsi anche a distanza di anni dall’infezione e che, nella maggior parte dei casi, ha un esito fatale. In gravidanza, infine, il morbillo può aumentare il rischio di aborto spontaneo e parto pretermine. È importante sottolineare che il rischio di reazioni avverse gravi associate alla vaccinazione contro il morbillo è nettamente inferiore rispetto al rischio di sviluppare complicanze gravi a seguito dell’infezione naturale.
Immunità di comunità: poiché la fascia più colpita riguarda gli adulti tra i 30 e i 55 anni, ovvero la popolazione attiva e socialmente più dinamica, quanto è attualmente a rischio l’immunità di gregge sul nostro territorio?
Nel 2024 in Italia sono stati notificati 1.055 casi di morbillo, scesi a 529 nel 2025; tra i casi con stato vaccinale noto, quasi l’88% non era vaccinato. L’età mediana era di 31 anni, a conferma del coinvolgimento crescente dei giovani adulti. I dati richiamati dal Ministero per il 2026 confermano il peso delle fasce adulte più giovani: una parte consistente delle infezioni si concentra fra i 15 e i 39 anni.
Questa fascia di popolazione è particolarmente esposta perché comprende generazioni cresciute in anni in cui la circolazione del virus era già diminuita, ma le coperture vaccinali non avevano ancora raggiunto i livelli attuali. Molti, quindi, non hanno acquisito l’immunità naturale attraverso l’infezione e non hanno completato il ciclo vaccinale con le due dosi oggi raccomandate. In Italia, infatti, l’obbligo vaccinale per il morbillo è stato introdotto nel 2017: la prima dose viene somministrata tra i 12 e i 15 mesi di vita, mentre la seconda è prevista intorno ai 5-6 anni. Per contrastare efficacemente la circolazione del virus, l’obiettivo indicato a livello internazionale è raggiungere una copertura di almeno il 95% con due dosi. Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute sulle vaccinazioni pediatriche, pubblicati a settembre 2026 e riferiti al 2024, l’obiettivo del 95% di copertura per la prima dose è stato raggiunto solo da 10 Regioni o Province autonome, tra cui non figura la Liguria. Per la seconda dose, nessuna Regione o Provincia autonoma raggiunge l’obiettivo del 95%.
La risposta del territorio: alla luce della situazione regionale sulla fascia 30-55 anni, nello Spezzino si registra un aumento di richieste di vaccinazione tra gli adulti?
Negli ultimi mesi abbiamo registrato un aumento delle richieste di vaccinazione antimorbillosa da parte della popolazione adulta, comprese le donne in età fertile indirizzate dal ginecologo.
Iniziative e prevenzione: l’Asl ha in programma specifiche iniziative o campagne di sensibilizzazione per incentivare la vaccinazione nella fascia dei giovani adulti?
Al fine di incentivare l’immunizzazione, la nostra Struttura garantisce un accesso prioritario tramite liste di prenotazione dedicate a chiunque richieda la vaccinazione contro il morbillo, da effettuarsi con il vaccino trivalente (contro morbillo, parotite e rosolia).
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