Scioperi in arrivo, con possibili ripercussioni su scuola, mobilità, sanità e servizi pubblici in genere. Il mese di marzo si preannuncia segnato da diverse mobilitazioni sindacali, legate a vertenze che spaziano dal salario alla sicurezza sul lavoro, fino ai temi della parità di genere e della precarietà. Proteste che, in alcuni casi, potrebbero tradursi in disagi per cittadini e utenti.
Il giorno più caldo sarà proprio domani, lunedì 9 marzo, quando è stato proclamato uno sciopero generale nazionale dai sindacati di base Cobas, Cub e Usb. L’astensione dal lavoro interesserà per l’intera giornata gran parte dei settori pubblici e privati, con l’esclusione del comparto dei trasporti. Per i vigili del fuoco, invece, lo sciopero è previsto in una fascia oraria più limitata, dalle 9 alle 13.
Alla mobilitazione si aggiunge anche lo sciopero indetto dalla Flc Cgil nei comparti della conoscenza: scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale. L’iniziativa si inserisce nelle mobilitazioni legate alla Giornata internazionale dei diritti delle donne.
“Intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all’autodeterminazione e alla parità di genere, davanti alla evidente recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale”, afferma il sindacato.
Tra i temi al centro della protesta figurano il gender pay gap, la diffusione del lavoro precario e il peso del lavoro di cura, che continua a gravare in larga misura sulle donne. Nel mirino anche le professioni a prevalenza femminile, spesso tra le meno retribuite.
La Flc Cgil rivolge inoltre critiche al governo, accusato di una “deriva autoritaria” e di voler intervenire sulla normativa in materia di violenza sessuale sostituendo il principio del “consenso libero e attuale” con quello del “dissenso”, scelta che – secondo il sindacato – rischierebbe di penalizzare ulteriormente le vittime.
Tra le criticità segnalate anche l’assenza di un’educazione sessuo-affettiva strutturata nelle scuole, in un contesto che registra un aumento dei casi di violenza tra giovani e giovanissimi. “Lo sciopero è uno strumento di lotta che va oltre l’8 e il 9 marzo”, conclude la categoria, “per diventare un’azione concreta e quotidiana nei luoghi di lavoro e nella società”.