Lo Spezia gioca metà partita prima di scomparire. A sei giornate dalla fine non si vede alcuna luce


JUVE STABIA-SPEZIA 3-1

33° Aurelio, 45+3° Leone (rig), 74° Pierobon, 90° Okoro

 

JUVE STABIA (3-4-2-1): Confente; Diakité (45° Varnier), Dalle Mura, Bellich; Carissoni (58° Ricciardi), Mosti (91° Mannini), Leone, Correia, Cacciamani; Torrasi (45° Pierobon), Gabrielloni (67° Okoro). (Boer, Signorini, Kassama, Ciammaglichella, Dos Santos).
All. Ignazio Abate.

SPEZIA (3-5-1-1): Radunovic; Ruggero (78° Vignali), Hristov, Bonfanti; Sernicola, Comotto (86° Lapadula), Romano, Beruatto (78° Vlahovic), Aurelio, Adamo (61° Valoti); Artistico. (Mascardi, Loria, Bellemo, Lorenzelli, Lapadula, Bertoncini, Nagy, Shagaxle).
All. Roberto Donadoni.

Arbitro: Davide Di Marco (Ciampino).
Assistenti: Ivan Catallo (Frosinone), Paolo Bitonti (Bologna).
Quarto Ufficiale: Luca Massimi (Termoli).
Var e Avar: Manuel Volpi (Arezzo), Emanuele Prenna (Molfetta).

Angoli: 2-2
Ammoniti: Beruatto, Bonfanti, Adamo, Hristov

Recupero: 2′ e 6′.

Il solito Spezia che gioca, peraltro neanche troppo bene, solo metà partita consegna un altro indizio di retrocessione alla sua deprimente stagione. Donadoni mette in campo un undici con un difensore a centrocampo (Beruatto) e un esterno sulla trequarti (Adamo) viste le assenze. Un gol chiaramente non figlio di alcuno schema illude, poi ancora un rigore per fallo di mano in area, come contro l’Empoli pochi giorni fa, e infine una ripresa senza gioco e gamba che si sostanzia solo nell’attesa dubbiosa di vedere se il tecnico farà qualche cambio e nell’attesa certa di prendere prima o poi la rete del sorpasso. Et voilà.

Cronaca.
Uno Spezia infarcito di difensori si presenta sul campo della Juve Stabia con una classifica deficitaria, una lunga serie di indisponibili e la delusione per il pareggio subito a tempo scaduto pochi giorni fa dall’Empoli nell’ennesimo scontro diretto fallito della gestione Donadoni. C’è addirittura Adamo insieme ad Artistico in attacco, scelta sicuramente inattesa alla vigilia per il napoletano utilizzato spesso da jolly dal tecnico bergamasco.

Gli aquilotti provano a dimostrarsi aggressivi a inizio partita con il pressing mentre la Juve Stabia cerca subito le fasce quando in possesso di palla per scatenare in particolare Cacciamani, giovane di grande talento che vive un momento di particolare forma. Il problema per i bianchi rimane sempre il gol, come dimostra al 15° Sernicola con un cross ben preparato e ben realizzato, ma destinato al vuoto del secondo palo quando Artistico taglia sul primo palo svelando la mancanza di compagni di reparto alle sue spalle.

In compenso in difesa non mancano le sbavature. Tutti fermi su un fallo laterale che arriva a Gabrielloni, colpo di testa a candela e traversa, poi due salvataggi miracolosi sulla linea di porta su altrettanti tiri a botta sicura. Radunovic con il piede e Romano in allungamento stoppano Carissoni e Gabrielloni al 19°. Ma quanta superficialità nella fase difensiva da parte dei bianchi.

Lo Spezia risponde con una gran corsa di Aurelio che arriva fino sul fondo dopo un bel lavoro di cucitura di Artistico a metà campo. Quando il mancino crossa tuttavia c’è un solo compagno in area, a cui il pallone non arriva perché preda dei tre difensori di casa che nel frattempo hanno recuperato. Ma quella fascia promette di essere produttiva anche al 30° quando la sgroppata di Aurelio trova sia Artistico che Sernicola in area con il tempo giusto. La deviazione dell’esterno però è incredibilmente fuori dalla porta che a quel punto era a meno di due metri di distanza.

Il gol sfiorato dona coraggio. Al 33° pallone recuperato dalla difesa, Comotto in lob trova Romano in posizione da trequartista; il romanista controlla con due palleggi e poi apre alla cieca sulla sinistra per Aurelio che questa volta si trova in posizione di poter tirare: sinistro secco e gol! Confente intuisce ma può solo deviare impercettibilmente. Fantastica l’azione dei due ragazzi Comotto e Romano, meno di quarant’anni in due.

Ancora Comotto mette alla prova al 40° i riflessi di Confente con una deviazione su calcio di punizione conquistato da Artistico. Ora la Juve Stabia gioca con maggiore foga, per lo Spezia c’è da difendere e trovare quegli spazi che i padroni di casa sono obbligati a lasciare alle proprie spalle.

Operazione che tuttavia non riesce. Al 45° Carissoni manda a spasso Beruatto, crossa in mezzo per Cacciamani che colpisce a botta sicura trovando una parata clamorosa di Radunovic di piede… ma per l’arbitro Di Marco c’è un rigore. Il replay mostra un tocco di mano di Sernicola. Leone va sul dischetto e segna. E’ 1-1 nel recupero del primo tempo.

Un cambio in difesa e uno in attacco per Abate al rientro in campo. Solito approccio rinunciatario ai secondi 45 minuti per lo Spezia che si lascia aggredire ampiamente dalla Juve Stabia per almeno dieci minuti, quando un buon cross di Sernicola trova Artistico in area per l’incornata fuori target al 55°.

All’ora di gioco dentro Valoti per Adamo, che poco prima era stato ammonito. Il numero 5 si accomoda alle spalle di Artistico. Al minuto successivo lo Spezia rischia in contropiede con Mosti che sbaglia il passaggio decisivo per Cacciamani dopo aver trovato la difesa aquilotta sbilanciata sulla propria sinistra.

Problemi per Bonfanti al 64°. Il difensore mancino denuncia qualche fastidio dopo essersi abbandonato a terra. Rientra, ma con un incedere non proprio brillante. Dentro invece Okoro per Gabrielloni al 67°: già quattro cambi per Abate con un terzo di gara ancora da giocare.

Ritmi piuttosto bassi, almeno quando il pallone ce l’ha lo Spezia che sembra aver rinunciato del tutto ad attaccare. Un gioco pericoloso che al 71° porta Ricciardi a poter tirare dal cuore dell’area, con intervento decisivo a murare la conclusione da parte di Beruatto. Gli esterni Aurelio e Sernicola hanno difficoltà a rientrare e i padroni di casa trovano spesso la superiorità numerica quando attaccano. Situazione sempre rischiosa. D’altra parte la panchina non permette voli pindarici.

E così al 74° Pierobon parte, proprio come pochi minuti prima tutto solo dal centrocampo, si accentra ma invece di cercare un avversario tira: potente e preciso sotto l’incrocio. Lo Spezia è sotto, come ampiamente atteso.

Donadoni si desta: dentro Vignali e Vlahovic per Ruggero e Beruatto. Bianchi in avanti con disperazione più che con costrutto. Confente all’82° respinge di pugno dal limite, tiraccio sporco di Romano e poi in qualche modo la difesa la sbriga. Poi Comotto all’83° butta dentro l’area per il colpo di testa di Aurelio che rimette in mezzo dove però non c’è nessuno.

All’86° tocca a Lapadula, che non giocava da mesi. In pratica dall’arrivo di Donadoni in panchina. Ma a determinare la fine della contesa ci pensa l’inguardabile Vlahovic. Primo pallone toccato e regalato subito al contropiede della Juve Stabia: Okoro può correre tranquillo verso la porta e battere Radunovic: 3-1 e tutti a casa. Tanto più che lo stesso Vlahovic ha subito il pallone del gol, ma lo fionda sul palo da due passi confermandosi un giocatore tutto da fare.

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