Le tensioni nello Stretto di Hormuz e l’impennata dei costi dell’energia hanno effetti quasi immediati sulla piccola imprenditoria spezzina. L’impatto dei dazi degli Stati Uniti voluti dal presidente Trump, si vedrà nel 2027. Il mondo imprenditoriale e anche quello spezzino devono però fare i conti con la “glaciazione demografica”. Valorizzare e sostenere il lavoro femminile rappresenta, come confermano i dati dello studio per lo spezzino, una boccata d’ossigeno per l’economia. Servono però i servizi.
Sono solo alcuni spunti emersi questa mattina nella conferenza “Imprese ed economia nell’era dell’incertezza” (qui è disponibile il report completo), organizzata da Confartigianato della Spezia in occasione dell’80esimo anniversario di fondazione. Lo studio è stato esposto da Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, assieme al presidente Paolo Figoli e al direttore Giuseppe Menchelli.
“Il territorio spezzino e le sue imprese vivono oggi una fase di grande pressione, dovuta principalmente ai costi dell’energia e dei carburanti, che grava pesantemente su tutta la filiera del trasporto merci, della logistica e del trasporto persone. È una dinamica comune a tutto il Paese, ma che oggi, specialmente sul fronte del gasolio, risente in modo critico della chiusura dello Stretto di Hormuz – ha spiegato Quintavalle -. Sul fronte del commercio estero, a fronte di una maggiore incertezza del Made in Italy a livello nazionale, La Spezia registra invece numeri di crescita importanti. Questo grazie alla forte concentrazione nel settore nautico: le vendite finali delle grandi imprese trainano infatti una filiera di micro e piccole realtà della meccanica che occupano oltre 8 mila addetti in provincia. Per questo comparto, la finestra sui mercati internazionali resta assolutamente positiva dopo tre anni di crescita costante. Tuttavia, dobbiamo considerare l’effetto dei dazi. Se nella media generale l’export tiene, il dato verso il mercato statunitense è negativo, seguendo il trend nazionale che ha visto soffrire soprattutto le piccole imprese proprio nei mesi di applicazione delle tariffe, da agosto 2025 in poi. Il pieno effetto di queste politiche si manifesterà nel corso del 2026, anche se i recenti interventi delle corti statunitensi sulla regolazione dei dazi lasciano sperare in un possibile indebolimento di questa linea aggressiva impostata dall’amministrazione americana.”
Sul ruolo del lavoro femminile Quintavalle ha spiegato: “La crisi attuale si inserisce in un fenomeno più ampio: una transizione demografica che vede assottigliarsi la popolazione in età lavorativa. Oltre alla natalità — una variabile che richiede tempi lunghi per produrre effetti — la risposta principale a questa criticità risiede in una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, sia come dipendenti che attraverso l’imprenditorialità, leva fondamentale per la crescita del territorio. Tuttavia, un aumento dell’offerta di lavoro femminile richiede necessariamente un potenziamento dei servizi di cura, non solo per i figli ma anche per gli anziani, spesso affidati alla gestione delle donne. Senza questo supporto logistico e sociale, è difficile ipotizzare un incremento reale della partecipazione attiva. I dati della provincia di La Spezia sono emblematici: nel periodo tra i due conflitti globali recenti (le crisi geopolitiche attuali), la crescita del tasso di occupazione locale è stata interamente trainata dalla componente femminile. Mentre la partecipazione maschile ha registrato un calo di 1,1 punti, quella delle donne è cresciuta in modo tumultuoso. Consolidare l’offerta di servizi per favorire questo inserimento è dunque un passaggio obbligato per supportare i processi di crescita dell’economia locale”.
L’analisi evidenzia che l’economia spezzina si trova ad affrontare una nuova crisi energetica nel 2026 senza aver ancora riassorbito gli effetti di quella del 2022. In Liguria, l’indice dei prezzi al consumo di elettricità e gas nel 2025 è risultato superiore del 50% rispetto ai livelli del 2021. L’instabilità dell’area del Golfo minaccia direttamente le catene di approvvigionamento e l’export: il mercato del Medio Oriente per la provincia valeva 106 milioni di euro nel 2025, in forte contrazione rispetto ai 365 milioni del 2024. Il 2026 ha portato con sé l’inizio del conflitto, con effetti che inizieranno presto a farsi sentire. Il caro energia è un altro grande tema: i prezzi hanno subito un’impennata del 49,9% nella media marzo-aprile 2026 rispetto a febbraio.
Per quanto riguarda il territorio, sono 905 le imprese spezzine maggiormente esposte alla crisi energetica, di cui oltre la metà (50,6%) sono realtà artigiane. Nonostante le nubi all’orizzonte, alcuni settori trainanti mostrano una straordinaria resilienza. Il comparto navi e imbarcazioni si conferma il pilastro dell’export provinciale: nel 2025 le vendite all’estero sono salite a 1.893 milioni di euro (+23,2%), con una spinta decisiva del settore navale (+35,9%). L’export di quest’ultimo rappresenta da solo il 61,6% dell’export totale e il 13,9% del PIL provinciale.
La presenza di tante imprese artigiane che coesistono con i grandi brand della nautica e della Difesa ha un impatto significativo sull’occupazione. Il mercato del lavoro mostra segnali positivi ma strutturalmente complessi. Il tasso di occupazione (20-64 anni) è salito al 71,5% nel 2025, trainato dalla componente femminile (+7,8 punti percentuali rispetto al 2021). Tuttavia, persiste una grave carenza di manodopera: il 45,8% delle entrate previste nel 2025 è di difficile reperimento, dato che schizza al 64,2% per gli operai specializzati. Su questo aspetto Confartigianato La Spezia ha promosso diversi progetti di incontro scuola-impresa con gli istituti Einaudi-Chiodo, Ciofs FP Liguria e Fossati-Da Passano.
Sul fronte degli investimenti, si registra l’effetto positivo del Pnrr: la spesa dei Comuni della provincia in investimenti fissi lordi è salita a 82 milioni di euro nel 2025 (+79,2% rispetto al 2021). Resta però un rallentamento sul fronte creditizio: a dicembre 2025 i prestiti alle piccole imprese liguri hanno segnato un -6,0%. In base allo studio emerge anche che “l’artigianato spezzino è cresciuto dell’85,3% in termini di imprese e del 164,6% in termini di addetti. Oggi la provincia conta 4.926 imprese artigiane (il 24,3% del totale), che impiegano 10.609 addetti, confermandosi il cuore pulsante e creativo del territorio”.
Confartigianato la Spezia festeggia ottant’anni e le sue figure apicali hanno sottolineato come nelle crisi degli ultimi anni si sia dimostrato fondamentale il ruolo dei corpi intermedi. “I dati esposti confermano una tendenza chiara: l’aumento dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile nella provincia della Spezia ha superato persino la media nazionale – ha detto a margine della presentazione Paolo Figoli presidente di Confartigianato la Spezia – . Si tratta di un segnale confortante in un contesto segnato da quella che abbiamo definito ‘glaciazione demografica’. Il divario crescente tra i giovani in età lavorativa e la popolazione anziana, particolarmente accentuato nella nostra regione, rende infatti sempre più complesso il reperimento di manodopera: per le figure professionali specializzate, la carenza di personale oscilla oggi tra il 60 e il 75%. In questa occasione, in cui celebriamo gli 80 anni della nostra associazione, abbiamo voluto sottolineare con forza il valore dell’imprenditoria femminile. Questa analisi deve servire da stimolo alle istituzioni affinché facciano la propria parte nel sostenere le imprese e l’intero ecosistema economico. Dal report emerge inoltre con chiarezza l’importanza dei corpi intermedi. Ottant’anni fa, imprenditori lungimiranti diedero vita a questa realtà che, sebbene avesse perso centralità alla fine degli anni Novanta, ha ritrovato pieno vigore con la pandemia. In quella fase critica, le associazioni di categoria hanno agito da collante indispensabile tra il mondo produttivo e le istituzioni. Oggi ritengo che il nostro ruolo sia fondamentale, specialmente per le nuove imprese che necessitano di una guida solida per orientarsi nel mercato attuale e proiettarsi verso il futuro.”
“L’ottantesimo anniversario della fondazione è un traguardo importante che sarà accompagnato da un ricco calendario di iniziative sul territorio spezzino dedicate alle imprese, al lavoro e al futuro del territorio – conclude Giuseppe Menchelli direttore Confartigianato – il programma vedrà una serie di eventi e premiazioni dedicate alle imprese storiche del territorio, testimonianza concreta del valore economico e sociale delle aziende locale. A giugno è prevista una tavola rotonda con il sociologo ed economista Mauro Magatti, occasione di confronto sui cambiamenti economici, sociali e produttivi che attendono le micro e piccole imprese nei prossimi anni. Tra gli appuntamenti in programma anche una mostra in Passeggiata Morin a settembre, un’iniziativa realizzata insieme al Polo Universitario della Spezia e un evento dedicato ai giovani imprenditori, con l’obiettivo di valorizzare nuove idee, innovazione e ricambio generazionale. Il calendario proseguirà inoltre con altri appuntamenti a Levanto e Sarzana, accompagnando il territorio fino a dicembre in un percorso di riflessione, partecipazione e valorizzazione del mondo delle piccole imprese”.