La nautica che non riesce a muoversi in ampiezza, prova a farlo in profondità. L’unico settore della blue economy spezzina che non ha in corso piani di ampliamento a differenza del porto commerciale che lavora al prp, di quello militare che sarà raddoppiato con Basi Blu, di quello croceristico con il nuovo molo su Calata Paita e persino della Nato, che si appresta a costruire 500 metri di molo a Ruffino, si racconta nella terza edizione di Blue Design Summit. Dal 18 al 20 maggio appuntamento al Teatro Civico per approfondire il modo in cui si immaginano le forme attorno a tutto ciò che riguarda l’acqua: dalle navi alle crociere, dai resort ai waterfront, dalle marine agli yacht club.
“La novità di quest’anno è il titolo di Città creativa Unesco per il design. Nel nostro golfo si costruiscono il 26% dei mega yacht a livello mondiale – sono i numeri del sindaco Pierluigi Peracchini -. Circa 16mila occupati a livello provinciale ruotano attorno a questo settore, vogliamo aiutare le aziende a crescere ancora. Se riusciamo a portare qui anche il refitting e gli equipaggi a vivere saremo ulteriore impulso alla nautica”. Al netto ovviamente degli spazi disponibili.
Perché il cosiddetto Miglio Blu è ormai totalmente sfruttato e le aziende da tempo chiedono altri spazi per poter continuare a crescere. Lo ha fatto di recente, e non per la prima volta, il cavalier Massimo Perotti di Sanlorenzo, unico dei grandi marchi della nautica ad avere anche sede qui alla Spezia, chiedendo di aprire un confronto con la Marina Militare per l’arsenale sottoutilizzato. Il rischio di lasciare questa richiesta inevasa è che presto o tardi ci sarà una città che potrà offrire moli e fondali adeguati. E allora il distretto della nautica spezzino potrebbe trovarsi un nuovo concorrente alle porte.
“L’idea di Blue Design Summit fu subito accolta da Autorità portuale e Confindustria – ricorda l’assessora Patrizia Saccone -. Siamo bravi a fare rete e quando succede facciamo la differenza. Oggi è un evento consolidato a livello internazionale, con grande interesse anche dai paesi asiatici”. Gli speaker erano 96 nel 2025, un record che dovrebbe essere superato. “I partecipanti sono aumentati del 30% dalla prima edizione”, ricorda Saccone.
Il titolo che accompagna questa terza edizione è The Next Wave Now. “Blue Design Summit è frutto di un incontro di idee che ha trovato una veste innovativa – spiega Federica Montaresi, segretaria generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale -. Tre anni fa non c’era ancora tutta questa attenzione sulla blue economy , mi sento di dire che siamo stati lungimiranti. Questa idea si è radicata sul territorio molto in fretta. Abbiamo tutti gli ingredienti, tra cui un porto che cresce insieme alla città. Il connubio con la parte universitaria è un altro fiore all’occhiello, qui formiamo i manager che porteranno avanti il settore in futuro”.
Un punto sul quale insiste Genziana Giacomelli, vicepresidente di Promostudi. “Abbiamo sette corsi di laurea, di cui tre vertono proprio sul design nautico e questo testimonia quanto la nostra università sia legata al tema. Sono quattrocento gli studenti che vi si impegnano. I poli decentrati di formazione hanno concretezza quando parlano con il proprio territorio di riferimento. Molte aziende della marittima utilizzano i nostri studenti”.
Il punto della formazione sta a cuore anche a Confindustria. “Tra le novità c’è il contest per gli studenti universitari a cui teniamo particolarmente come associazione – sottolinea il vicepresidente Alessandro Biggio -. La vocazione al design nautico è stata costruita nel tempo e oggi ci viene riconosciuta a livello mondiale”. Il presidente nazionale Emanuele Orsini ha scritto alla sede spezzina per riconoscere l’importanza della cantieristica spezzina e rivolgere un augurio in vista del Blue Design Summit. Un ricordo di Paolo Faconti, direttore di Confindustria di recente scomparso, muove le parole di Davide Mazzola, vicepresidente della Camera di Commercio.
All’art director Antonella Cotta Ramusino il compito di fare una panoramica dei temi trattati. “Siamo partiti dagli yacht tre anni fa, oggi parliamo di tutti ciò che ruota attorno all’acqua. Tutti i cantieri del Miglio Blu si racconteranno attraverso il design”. Tra gli ospiti Carlo Piano, figlio di Renzo Piano e il suo studio che esploreranno varie soluzioni di waterfront adottate nel mondo. E ancora Francesco Paskowski e Luca Dini, Tommaso Spadolini, la famiglia Zuccon, Mario Pedol, studi come Atelier Femia e Zaha Hadid Architects per i waterfront, Tillberg Design e De Jorio Design per il settore crocieristico.