L’addio a Sebastiano nella Cattedrale di Cristo Re: il rombo delle moto, l’affetto degli amici e il dolore di tutta la comunità

Il rombo delle motociclette ha accompagnato l’arrivo di Sebastiano Piaggi nella Cattedrale di Cristo Re, scelta proprio per la sua capienza così da poter accogliere tutte le comunità stravolte dal lutto. Una cattedrale diventata per un giorno minuscola davanti al dolore e alla necessità di salutare per l’ultima volta un ragazzo di appena 22 anni, strappato via troppo presto ai suoi genitori, da chi lo ama ed è cresciuto con lui.

Nel giorno delle esequie non mancava nessuno: tutti gli amici, anche chi era con lui il giorno della sua scomparsa. Un lungo corteo è partito, poco prima delle 15, dalla camera mortuaria per raggiungere il piazzale della cattedrale, dove già da un’ora aveva iniziato a radunarsi tantissima gente.




Ciao Seba. Funerali Sebastiano Piaggi 2 settembre 2026. Autore foto: Chiara Alfonzetti


Anche nel giorno dell’addio non sono mancati i simboli che più rappresentavano le passioni del giovane Sebastiano: una Fiat Panda preparata per scoprire la Val di Vara, dove era cresciuto, e due motociclette per andare fuori strada. Tutti e tre i mezzi sono stati lasciati lì, mentre in tanti si sono avvicinati ai familiari per stringerli un po’ più forte all’arrivo in chiesa.

Il feretro è stato accolto con un lungo scroscio d’applausi, mentre le navate si gremivano di persone arrivate a prendere posto per unirsi nel silenzio. Nelle prime file erano presenti la famiglia, ai lati i rappresentanti delle istituzioni della Prefettura, della Provincia e del Comune della Spezia, insieme ai Comuni di Riccò del Golfo, Beverino, Pignone e Porto Venere, il comandante della Capitaneria di Porto – impegnata nelle tragiche giornate delle ricerche e nel difficile giorno del ritrovamento – e, insieme a tanti altri volti rigati dal pianto, anche una rappresentanza di tutte le forze chiamate in campo sin da quel tragico sabato sera quando di Sebastiano si era persa traccia.

L’omelia si è trasformata in un momento di intensa vicinanza, teso a illuminare un vuoto improvviso attraverso il Vangelo, con il racconto dei discepoli di Emmaus e quel cammino capace di trasformare il dolore del distacco in speranza. A ricordarlo è stato il parroco della Cattedrale, don Pier Carlo Medinelli, legato al giovane e alla sua famiglia da un affetto nato sul cantiere: Sebastiano aveva infatti lavorato a lungo al fianco del padre per la ristrutturazione della Cattedrale stessa.

Nel suo discorso, il sacerdote si è soffermato sul senso di smarrimento che accompagna una tragedia simile, ponendo un interrogativo che ha toccato da vicino la comunità: come sia possibile affidarsi alla fede davanti a una perdita così grande. Una fatica umana che don Medinelli non ha voluto nascondere:

“Noi cristiani crediamo nella Provvidenza di Dio, però la parola Provvidenza, quando c’è di mezzo un ragazzo di soli 22 anni, non è una cosa così semplice, non è così facile da dire – ha detto il parroco -. Ne sono convinto, ma dove possiamo trovare aiuto? Io credo che, prima di tutto, proprio nelle letture che abbiamo ascoltato ci possa essere un piccolo spiraglio”.

Il parroco ha poi citato la lettura: “E mentre camminano c’è qualcuno che si avvicina, e poi se ne fa compagno di viaggio, cammina con loro e dice loro: ‘Ma guardate che io sono con voi, cammino con voi, e anche se c’era la morte, adesso guardate, è qui ed è vivo ed è di nuovo con voi’”, per poi aggiungere un pensiero: “Ecco, mi pare che sia bello poter immaginare che il nostro caro Sebastiano, quando è andato a fare questa passeggiata, sia insieme a Gesù su questa strada. Non siamo soli. Tante volte abbiamo dei momenti tristi in cui pensiamo di essere soli e abbandonati da tutti, e invece non siamo mai soli. Seba ha terminato la sua vita terrena, ma allo stesso tempo crediamo che vive, continua a vivere e lo sentiamo vivo e presente”.

Gli occhi di tutti, per l’intera cerimonia, sono rimasti fissi sul feretro, circondato dai fiori bianchi e su cui sono stati posati una maglia e un casco. Dettagli che hanno reso ancora più reale l’immagine di Sebastiano, ricordato da tutti come un ragazzo sorridente e appassionato.




Ciao Seba. Funerali Sebastiano Piaggi 2 settembre 2026. Autore foto: Chiara Alfonzetti


Ad accogliere l’uscita del feretro sono stati i palloncini bianchi e gialli preparati dagli amici, insieme a un grande cartello “Ciao Seba” e qualche fumogeno arancione, i colori che lo contraddistinguevano. Si sono poi riaccesi i motori delle motociclette, un rombo che ha accompagnato i singhiozzi e il pianto di tutti, che solo con innumerevoli abbracci si può sperare di consolare. Ogni palloncino conteneva un messaggio personale, un ricordo, nella speranza che da qualche parte nel cielo possa raggiungere Sebastiano.




Ciao Seba. Funerali Sebastiano Piaggi 2 settembre 2026. Autore foto: Chiara Alfonzetti


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