La proposta: “Squadre volanti sui treni al posto del controllore e denunce anche per gli insulti”

“Le aggressioni, verbali e fisiche, al personale sui treni, sono ormai diventate un fenomeno ricorrente e molto grave, sia per i costi umani che sopportano gli addetti, sia per il generale clima di insicurezza che si genera negli utenti. Molte azioni sono state tentate per contrastare il fenomeno: come il rinforzo del personale su determinati treni o tratte, ritenuti critici, con personale di FS Secutity, o come con i pattugliamenti della Polfer, rinforzata con personale dell’Esercito, nelle grandi stazioni. Inoltre il personale ferroviario è stato formato, in corsi specifici, a gestire situazioni difficili e potenzialmente aggressive. Ma il fenomeno negativo è continuato e purtroppo continua”. Lo osserva Mario Pino, presidente di Fast/Confsal Liguria, che propone una serie di considerazioni sul fenomeno in vista del periodo estivo che vede in Liguria un aumento del traffico.

Il sindacato fa notare che la maggior parte delle aggressioni avviene in collegamento con il controllo del biglietto. “Il contrasto alle aggressioni pare coincidere con il contrasto all’evasione tariffaria – osserva Pino -. Questo contrasto può avvenire con la creazione di una percezione, da parte di tutti, che sia molto difficile, se non impossibile, sfuggire impunemente a questo controllo. E questo può essere realizzato con l’istituzione permanente di squadre volanti, costituite anche con personale che rivesta la qualità di agente di polizia amministrativa, se non con almeno un agente della Polfer, mobili e imprevedibili, che aumentino la percezione da parte del potenziale evasore del rischio di essere fermato, identificato e sanzionato. Esattamente come avviene negli aeroporti per i controlli a campione antidroga o delle pattuglie stradali mobili”.

L’elemento che si vuole introdurre è l’incertezza costante su quali treni saliranno le squadre, da quale stazione interverranno, in quale fascia oraria saranno presenti. “Il potenziale evasore ed aggressore non potrà mai essere certo di sfuggire al controllo, come avviene con il singolo capo servizio treno, e valuterà meglio l’alea di non pagare un biglietto contro l’alta probabilità percepita di essere intercettato, identificato e sanzionato da una squadra volante pluricomposta, di elementi specificamente addestrati. Delle squadre volanti, molto mobili, costano sicuramente meno che rinforzare i singoli treni critici con maggior personale e diventa quindi economicamente più sostenibile come rimedio di prevenzione. L’importante è che il sistema delle squadre volanti sia altamente visibile, ancorché imprevedibile, e largamente pubblicizzato”, spiega Pino.

Stazione centrale La Spezia

 

“Una seconda azione è la dotazione degli addetti di body-cam per prevenire o documentare le aggressioni, soprattutto quelle verbali, a cui dovrà seguire la denuncia – continua -. In questi casi l’importante è che il lavoratore deve essere assolutamente coperto dalla direzione aziendale, la quale dovrà proporre la denuncia come parte lesa e tutelare il dipendente in tutte le fasi eventuali di un procedimento. In questi casi, ancora, la cosa più importante è che il lavoratore non deve né sentirsi, né essere solo. L’ultima azione è l’uso di canali di allarme d’intervento rapido, dove il lavoratore aggredito possa richiedere la presenza tempestiva delle forze dell’ordine, in casi pericolosi. Queste tre azioni congiunte dovranno servire soprattutto alla creazione di un clima di incertezza costante per chi volesse porre in essere comportamenti antisociali, così da far diventare gli ambienti ferroviari, sia le vetture che le stazioni, una sorta di ‘santuario’ della sicurezza, percepito da tutti”.

Alla possibile obiezione sui costi “facciamo subito notare che il finanziamento di una sicurezza maggiore non rientra nei costi ma negli investimenti di civiltà. Notiamo ancora che il successo di una campagna di sicurezza, percepita e reale, sarebbe certo superiore ai costi di una situazione di insicurezza e di danni provocati dalle aggressioni. Notiamo infine che le azioni proposte sono forse meglio definirle ottimizzazione degli attuali costi e dell’uso delle risorse. Ma vogliamo ancora e comunque affrontare il tema del finanziamento della sicurezza, in trasparenza e senza reticenze. Partendo da chi ha l’obbligo giuridico di intervenire e farsi carico di eventuali costi aggiuntivi, se ancora l’ottimizzazione delle risorse non fosse sufficiente. Quest’obbligo ricade su alcuni soggetti ben definiti: in primis l’azienda, che ha il dovere di tutelare i propri lavoratori; subito dopo la Regione per quel che riguarda il trasporto regionale ; poi lo Stato o il ministero dei trasporti e delle infrastrutture per quel che riguarda gli altri treni e le stazioni. Questi soggetti devono intervenire a coprire eventuali costi aggiuntivi per la sicurezza sui treni, perché questi non sono veri costi ma investimenti sulla qualità della vita dei propri cittadini, sono investimenti di civiltà”.

“Vi sarebbe infine ancora un’azione da mettere in campo per la sicurezza sui treni e questa riguarda i cittadini, soprattutto quelli che usano il treno: se essi condividono le azioni per una miglior sicurezza sui treni, dovrebbero scrivere alle Ferrovie (mandare una email, scrivere un messaggio, scrivere una lettera) per dichiarare di condividere questa esigenza, perché la sicurezza del personale diventi così la migliore sicurezza di tutti”.

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