È stata presentata questa mattina la mostra “La Madre e il Figlio. Figurazione dell’amore divino”, nuovo appuntamento espositivo del Museo Civico Amedeo Lia, in programma dal 5 dicembre 2025 al 15 marzo 2026. Un progetto pensato per il periodo natalizio, che mette al centro la maternità di Maria e la relazione profonda, tenera e al tempo stesso drammatica, che la unisce al Bambino Gesù.
La mostra, curata dal direttore del Museo Lia, Andrea Marmori, con il contributo della curatrice Elena Gerini, prende forma dal nucleo di opere cinquecentesche e seicentesche della collezione permanente del Museo, tutte dedicate alla Madonna con Bambino. Accanto a queste, una serie di prestiti prestigiosi da importanti musei e raccolte d’arte amplia il percorso, offrendo uno sguardo articolato su come, nel corso dei secoli, gli artisti abbiano interpretato il rapporto tra Madre e Figlio. “Quest’anno – ha spiegato Marmori – abbiamo voluto proporre una riflessione sulla figurazione dell’amore divino, sulla Vergine madre declinata tra Cinquecento e Seicento, nella ritualità del suo essere madre. Dai testi figurativi rinascimentali, con Leonardo, Raffaello, Michelangelo, arriviamo al tema dell’amore materno declinato dagli artisti successivi, come ad esempio Luca Cambiaso. È una mostra fortemente iconografica, resa possibile anche grazie allo sponsor privato che ha aggiunto un dipinto appena acquisito”.
Tra i capolavori esposti figurano opere di Pietro da Cortona, Luca Cambiaso, Domenico Fiasella, e altri protagonisti della pittura tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo. Una sezione è dedicata alle soluzioni figurative che raccontano la doppia natura di Cristo, umana e divina, rivelata attraverso gesti quotidiani: emblematica in tal senso la Madonna del garofano, iconografia di origine raffaellesca, presente in mostra con una versione conservata al Lia.
Durante la conferenza stampa il Sindaco Pierluigi Peracchini ha sottolineato la forte valenza culturale del progetto: “Ci sono tanti modi per arrivare al Natale e quello culturale è tra i più profondi. In mostra vedremo 14 opere che raccontano il rapporto madre-figlio attraverso gli occhi dei grandi pittori che ospitiamo. È un allestimento di qualità, un regalo a chi davanti al Natale si pone domande che vanno oltre la quotidianità. Ringrazio Marmori e Ghirri: stiamo portando avanti una rivoluzione culturale che tocca tutte le sensibilità”.
Rosanna Ghirri ha evidenziato la qualità e il valore dei prestiti, oltre all’impegno del Comune nell’ampliamento dell’offerta culturale: “Vedere dal vivo un’opera di Pietro da Cortona è stata un’emozione fortissima. Offrire ai cittadini collezioni preziose, arricchite da prestiti importanti, è il nostro obiettivo. Questa mostra è una chicca in più, e anticipa altre sorprese per i prossimi mesi”.
In parallelo alla mostra, il Museo Amedeo Lia ha predisposto un ricco calendario di incontri, conferenze e laboratori didattici rivolti sia agli adulti sia al pubblico scolastico. L’obiettivo è offrire ulteriori strumenti per comprendere le opere, il loro contesto e le motivazioni teologiche, affettive e artistiche che ne hanno determinato la nascita.