“Cresce l’aggressione illegale alle coste e ai mari del nostro Paese”. E’ l’allarme lanciato da Legambiente nel suo report annuale Mare Monstrum che mette in numeri l’illegalità legata all’ambiente marino e costiero in Italia. Nel 2024 sono stati ben 25.063 i reati, in aumento del 9,2% rispetto al 2023, di cui 12.663 (pari al 50,5%) nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Aumentano in maniera ancora più significativa gli illeciti amministrativi, che sfiorano quota 45mila (esattamente 44.690), con un incremento del 21,4% sull’anno precedente.
Sommando reati e illeciti amministrativi, il dato italiano è di 69.753 violazioni scoperte in danno delle coste e del mare, circa 191 al giorno, con una media di 7,9 ogni ora, 9,5 per km di costa, uno ogni 105 metri. Emersi grazie ai 935.878 controlli eseguiti da parte delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto, anch’essi in aumento, per 27mila persone denunciate.
In Liguria, a fronte di 53.069 controlli effettuati, sono stati contestati 1.451 reati che hanno portato a 1.561 denunce con 181 sequestri penali e 2.390 illeciti. Si parla di 11 reati per chilometro di costa tra Ventimiglia e Sarzana. In totale, tra sanzioni e sequestri, intercettati beni per 3.575.257 euro.
Sono 358 i reati legati al ciclo illegale del cemento, che include dall’abusivismo edilizio alle occupazioni illecite del demanio marittimo fino alle cave fuorilegge. In aumento in Italia i reati legati all’inquinamento del mare: depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti. In Liguria i reati sono stati 396 a cui si sommano 338 illeciti.
La pesca illegale si conferma un fenomeno “molto diffuso e molto difficile da sradicare”, scrive Legambiente. Si tratta di “un’economia clandestina, fatta di pesca praticata con metodi e mezzi non autorizzati che producono danni spesso irreversibili alla biodiversità, piuttosto che di pesce venduto sottobanco e senza garanzie per la salute dei cittadini”. Da un lato c’è la distruzione dell’ambiente e dall’altro i pericoli per la salute pubblica. La Liguria è la terza regione per reati di questo tipo dopo Sicilia e Puglia, con 564 contestazioni e 651 illeciti amministrativi. Sono 73,6 le tonnellate di prodotti ittici sequestrati.