“L’ultimo pennone è stato montato questa mattina. Siamo quasi pronti alla partenza”. Lo ha detto il capitano Nicasio Falica, comandante di nave Vespucci, salutando virtualmente la città della Spezia da dove la nave salperà il prossimo 4 maggio per cinque mesi in mare tra Oceano Atlantico, Nord America e Mediterraneo. La campagna 2026 verrà svolta per la prima parte tra Stati Uniti e Canada prima del rientro dalle Colonne d’Ercole per assaggiare nuovamente le acque di casa. Il rientro alla Spezia è previsto per la metà di ottobre.
“I lavori da fare sono stati davvero tanti e hanno riguardato scafo, propulsione e parte marinaresca, come sempre seguiti all’interno dell’arsenale marittimo dalle ditte del territorio e dalle aziende dello Stato e portate avanti dalle mani e dalla mente dell’equipaggio”, illustra il comandante presentandone una rappresentanza dal palco di La Spezia Outdoor in Piazza Europa, dove uno stand della Marina Militare permetteva ai più giovani di cimentarsi nella vela: barca su un perno e ventilatore industriale a gonfiare le vele. “Il Vespucci continua a svolgere il proprio ruolo di formazione per i cadetti e di diplomazia navale, espressione marittima del dialogo internazionale”.
Lascerà Genova il 9 maggio con prua sull’Oceano Atlantico, tappa a Tenerife e poi la prima città statunitense ovvero Baltimora, dove vi sarà l’imbarco degli allievi dell’Accademia Navale. Il 4 luglio sarà a New York per unirsi alla parata navale sul fiume Hudson in occasione del 250esimo dall’indipendenza americana. A seguire Boston e infine il Canada: Quebec prima di risalire il fiume San Lorenzo con approdo a Montreal. “In quest’occasione dovremo passare sotto un ponte e sghindare gli alberetti per essere sicuri di non urtarlo”, spiega il comandante. Da Montreal il ritorno nell’Oceano Atlantico e rotta per le Azzorre. Dopo il rientro da Gibilterra prima sosta a Cadice in Spagna. Poi Cagliari, Taranto e ancora Venezia per il Trans-Regional Symposium e Trieste per la Barcolana. Altre tappe di mezzo saranno programmate strada facendo.
Un programma serrato per cui la nave è stata preparata in ogni dettaglio. “Veniva dall’impresa straordinaria del giro del mondo e, nonostante avesse fatto la sosta in Argentina, erano necessarie diverse lavorazioni – spiega il comandante Falica -. Siamo andati a secco nel bacino di carenaggio per lavori di carpenteria sullo scafo, perché abbiamo 325 lamiere in ferro che ancora vengono manutenute con tecniche tradizionali come la chiodatura. Abbiamo fatto lavori alla parte logistica degli allievi, per poterne ospitare un numero maggiore in questa campagna addestrativa. Svolta la lavorazione decennale all’impianto di timone, che è stato completamente sfilato. Dieci mesi che sono stati tutti necessari”.
Il motore è rinnovato, ma ogni volta che può la nave usa le vele. “Chiaramente il Vespucci può andare a vela solo con venti portanti – ricorda l’ufficiale -. Sull’Hudson e il San Lorenzo la rotta è praticamente obbligata, ma in alto mare ci andremo a cercare venti favorevoli. La vela è importante per noi, è scuola di vita e di arte marinaresca che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni”.