FROSINONE-SPEZIA 0-2
16° Bracaglia, 73° Ghedjemis, 93° Beruatto
FROSINONE (4-3-3): Palmisani; Calvani, Cittadini, Monterisi, Bracaglia (75° Marchizza); Caló (84° Biraschi), Koutsoupias, Cichella (62° Gelli); Ghedjemis, Raimondo (62° Zilli), Kvernadze (84° Barcella). (Sherri, Pisseri, Grosso, Corrado, Masciangelo, Vergani, Kone).
All. Massimiliano Alvini.
SPEZIA (3-5-2): Mascardi; Wisniewski, Hristov (59° Candela), Cistana; Vignali, Cassata (80° Lapadula), Nagy (59° Esposito), Bandinelli, Beruatto; Artistico (70° Vlahovic), Soleri (70° Di Serio). (Loria, Guidi, Verde, Onofri, Candelari, Mateju, Kouda).
All. Roberto Donadoni.
Arbitro: Marco Piccinini (Forlì).
Assistenti: Alessandro Lo Cicero (Brescia), Ayoub El Filali (Alessandria).
Quarto ufficiale: Claudio Giuseppe Allegretta (Molfetta).
Var e Avar: Niccolò Baroni (Firenze), Giacomo Paganessi (Bergamo).
Angoli: 5-10
Ammoniti: Raimondo, Bracaglia, Esposito.
Recupero: 2′ e 3′.
Note: 10.119 spettatori (137 ospiti).
Tutti i limiti di una rosa male assemblata e in perenne ritardo di condizione vengono fuori anche sul campo della capolista Frosinone. Il solito calcio d’angolo difeso male, la solita evanescenza degli attaccanti, le scarse alternative in panchina consegnano a Donadoni la terza sconfitta della sua gestione e allo Spezia la sicurezza di passare il Natale in zona retrocessione. Tra una settimana la partita-chiave contro il Pescara che chiude l’anno solare. Poi sarà calciomercato, da cui si attende un’azione decisiva che sappia finalmente di autocritica.
Cronaca.
A un passo dalla rete al quarto minuto lo Spezia che trova la traversa con Soleri su punizione scodellata in area da Beruatto. Il centravanti romano è uno dei cinque cambi deciso da Donadoni dopo la brutta sconfitta casalinga contro il Modena, padrone del campo per tutta la partita. Sul campo della capolista gli aquilotti si presentano ancora con diverse assenze e un certo numero di giocatori buoni solo per la panchina. Muovere la classifica oggi sarebbe una manna in attesa dello scontro diretto contro il Pescara del 27 dicembre che chiuderà l’anno solare.
I bianchi sono partiti con l’aggressività che il suo tecnico chiedeva alla vigilia, appoggiandosi al duo di attaccanti di stazza Artistico-Soleri e cercando in particolare il fianco sinistro dove dialogano Bandinelli e Beruatto. Ma se c’è una costante nel campionato dello Spezia è l’incapacità di difendere sui calci d’angolo. Cosa di cui si giova Bracaglia al 15° insaccando in rete un pallone facile dopo un mancato intervento di Cistana che lascia il pallone al limite dell’area piccola. Donadoni allarga le braccia in panchina.
Cancellato il buon inizio, ora può nascere una partita perfetta per le caratteristiche del Frosinone che ha due ali veloci e tecniche da lanciare nello spazio. Al 25° è Kvernadze a mettere in pratica la teoria. Quando la sua difesa esce dal comunque coraggioso aquilotto, il georgiano può correre a campo aperto sulla sinistra, evitare Wisniewski con una finta e chiudere sul primo palo rasoterra: palo!
Rimane a terra per un colpo al ginocchio Ghedjemis, poi lo segue Hristov che ha rimediato una botta alla testa e lamenta un giramento. Si perde così un po’ di quel ritmo che la partita aveva comunque mantenuto. Poi ancora in affanno Cistana al 41° sulla sinistra, lasciato sul posto da Ghedjemis che arriva sul fondo e mette al centro dell’area dove la difesa spazza in affanno. Cambio di fronte e Beruatto da sinistra serve un pallone per correre in porta ad Artistico, rimonta Monterisi e non permette al numero 9 di concludere. Grandi proteste di questi, ma per Piccinini non c’è nulla.
C’è invece grande rimpianto al primi minuto di recupero quando Artistico agisce con imperdonabile egoismo, buttando alle ortiche un tre contro due con la scelta di tirare ignorando sia Bandinelli che Soleri, che potevano essere serviti completamente liberi sulla destra. Un’immagine che ricorda l’azione di Shomudorov e Cipot al Franchi di Firenze in una serie A di tre anni fa. Anche allora con una corsa salvezza che si giocava sul filo dei singoli punti.
La partita riprende come era terminata, con Artistico che tira malaccio da buona posizione dopo una discesa di Bandinelli, anche oggi tra i migliori in campo. Poi ancora in due minuti Artistico a servire un assist per nessuno, quando invece questa volta poteva tirare davvero e infine Cassata con il corpo tutto all’indietro ad andare alto sopra la traversa. A spezzare il forcing ci pensa il solito angolo con Mascardi che esce a vuoto e Koutsoupias che sul secondo palo sbaglia il più facile dei gol al 52°.
Il Frosinone riprende coraggio e parte in quarta per raddoppiare. Il gol in effetti arriva al 53° al termine di un’azione molto confusa con rimpalli e deviazioni sotto porta più una traversa. Ma c’è un fuorigioco a inficiare tutto. L’azione in ogni caso rende evidente la grande differenza tra i due undici. Nei padroni di casa ci sono almeno due calciatori – Kvernadze e Ghedjemis – che possono creare la superiorità numerica in qualsiasi momento. Nello Spezia non c’è neanche un calciatore così. E non è questione di infortuni, semplicemente non vi sono queste qualità in rosa.
Cambi per Donadoni all’ora di gioco, ci sono Esposito e Candela per Nagy e Hristov. Risponde Alvini con Zilli e Gelli. Quest’ultimo al 66° può colpire di testa tutto solo nel cuore dell’area su un cross da destra, andando poco alto sopra la traversa. La fascia di destra si sta rivelando la spina nel fianco degli aquilotti, con Beruatto che non ce la fa più avendo anche affrontato l’influenza in settimana. Al 68° il solito Ghedjemis arriva in fondo, rientra sul sinistro e tira: palo! Lo Spezia rimane in vita, ma da qualche minuto non punge più. Servono altri cambi.
A questo punto Donadoni rivoluziona l’attacco con Vlahovic e Di Serio, due rapidi al posto di due arieti. I bianchi tornano subito alla conclusione con Bandinelli che al 71° al volo indirizza in porta un corner di Esposito respinto dalla difesa. C’è una deviazione a rendere più facile la parata di Palmisani. Non c’è invece alcuna deviazione sul tiro di Ghedjemis che al 73° chiude virtualmente la partita insaccando in diagonale alla destra di Mascardi. Regalo di Cassata, che in uscita palla al piede lascia in pratica il pallone a Calò, per cui è facilissimo trovare il compagno.
Come nella peggiore tradizione stagionale, lo Spezia a questo punto rischia di naufragare. Perse distanze ed energie, Ghedjemis può nuovamente correre verso la porta pochi secondi dopo la rirpesa del gioco. Questa volta però Mascardi ci mette un piede e respinge. All’80° tocca a Lapadula per Cassata, un cambio che sa di disperazione.
Esposito all’87° riesce a coordinarsi da una posizione non facile e chiamare Palmisani alla parata centrale. Spezia tutto in avanti con tre attaccanti di ruolo e centrocampo sguarnito. Dieci i corner battuti dagli ospiti quando si avvicina il novantesimo, senza mai creare un vero pericolo al Frosinone. Per assicurarsi di chiudere male, Esposito si prende un giallo senza senso in pieno recupero e così salterà la sfida cruciale contro il Pescara della prossima settimana. Beruatto al 93° trova dalla distanza un’inutile rete negli ultimi secondi di partita. Lo Spezia perde ancora.