Il nostromo Zanetti: “Il Vespucci un museo, navigo il mondo con un braccialetto dello Spezia”

Ogni fischio prende il timbro del marinaio che lo produce e i compagni di equipaggio imparano a riconoscerlo. Quello del nostromo Luca Zanetti rimbalza tra vele ei  pennoni della nave scuola Amerigo Vespucci da quasi vent’anni. Maresciallo esperto della “nave più bella del mondo”, titolo da ribadire a New York tra un paio di mesi nella più importante parata di tall ship da decenni, e spezzino doc. Da sempre affascinato dalla signora dallo scafo a strisce, da quando studente dell’istituto tecnico nautico Nazario Sauro aveva già deciso che la sua vita sarebbe stata sul mare, vi ha legato la sua vita. “Il Vespucci sì, è una scelta di vita”, dice a pochi giorni dalla partenza per la campagna addestrativa 2026 durante il saluto del comandante Nicasio Falica e di parte dell’equipaggio in occasione di La Spezia Outdoor.

I nocchieri della nave scuola sono l’anima stessa di una nave in cui le manovre vengono ancora svolte rigorosamente a mano, cosa non scontata in altre marine militari. Il fischietto del nostromo è la voce che impartisce gli ordini ai cadetti appesi ai pennoni a oltre quaranta metri di altezza, unico suono che penetra il vento che intasa le orecchie e nel mezzo di centinaia di miglia di mare che sussurra da ogni direzione. “Il Vespucci è un museo galleggiante, portiamo letteralmente in giro un pezzo di storia e un pezzo dell’Italia – spiega Zanetti -. Un simbolo di quello che siamo capaci di fare e di quello che sappiamo fare meglio degli altri”.

Il nostromo Luca Zanetti sul Vespucci

 

Il Vespucci è una questione di famiglia per Zanetti, il cui nonno partecipò alla campagna estiva del 1968, quella della mitica risalita del Tamigi fino a Londra. “Per me c’è un unico equipaggio che da novant’anni si rinnova per mantenere la nave nelle condizioni in cui è ancora adesso – dice  -. Per tutti noi è un grande orgoglio poter rappresentare il nostro Paese nel mondo”. E sotto il tricolore, per Zanetti c’è anche un’altra bandiera da far sventolare al sole. Quella bianca e nera dello Spezia Calcio, grande passione che lo ha portato a seguire partite in decine di porti del mondo. “Ho fatto tutto il giro del mondo con il braccialetto dello Spezia Calcio al polso. Se non sono a bordo, probabile che sia in curva al Picco”.

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