Il Museo Mineralogico Pontebosio da realtà di nicchia a punto di riferimento per la scuola

Terra di castelli, terra di colline, terra di minerali: a Palazzo Paganini il Museo Mineralogico Pontebosio, inaugurato meno di un anno fa, è stato ufficialmente inserito nella rete museale della Toscana. Aprirà nei finesettimana a partire dal 1° giugno sino al 30 settembre, ma la sua attività è senza stagioni grazie all’instancabile attività di Valeria Grandi, segretaria dell’Associazione Mineralogica Pontebosio, che riempie il tempo dell’attesa con gite fuori porta, accoglienza scolastica e pianificazioni ardite. Assieme al direttore, il geologo Mario Lazzerini Denchi, ha trasformato un museo di nicchia in un laboratorio di connessioni inattese.

“Non conoscevo il mondo dei minerali – dice Grandi – ormai, non posso negarlo, mi sono appassionata. In tutti questi mesi abbiamo lavorato per rendere questo luogo fruibile alle scolaresche, pianificando pannelli esplicativi, investendo in luci a infrarossi ultraviolette che illuminano i minerali di diversi colori a seconda di come reagiscono, assicurando una focaccia per merenda. Sono venuti vari ordini e gradi. I più entusiasmanti sono i bambini più piccoli: alzano continuamente le mani, vogliono sapere. I più affini sono stati gli studenti dello Zaccagna di Carrara, hanno le basi per godere dell’esposizione con un approccio approfondito. Nel loro istituto hanno tanti minerali non classificati: ci siamo dati appuntamento alla nostra mostra mercato in programma ad agosto, per seguitare questo rapporto di collaborazione con continuità”.

Museo Mineralogico Pontebosio

 

Il museo racchiude le collezioni Stefanolo e Denchi, per molta parte ancora in deposito. Rappresenta il territorio della Lunigiana, ma anche i minerali della Regione Toscana e di tutto il mondo con quarzi liguri, ematiti dell’Elba, legni fossili dalla Libia, gessi dall’Algeria, minerali cinesi vietnamiti, zeoliti indiani. “Ma voi lo sapete che a Zaccagna è anche dedicato un minerale, la zaccagnite? E che il filo diamantato è arrivato solo negli anni Settanta?”. Grandi è ancora fresca della conferenza con Antonino Criscuolo sull’estrazione del marmo di Carrara e quella di Giuseppe Passarino sui minerali del marmo, tenutasi a Pontebosio due settimane fa; è evidente che la proposta culturale del museo allarga il pubblico e restituisce alla mineralogia una dimensione narrativa, capace di parlare anche a chi, fino a ieri, non avrebbe mai pensato di interessarsene. “Aggiungo un’altra domanda: lo sai che i rapaci fanno il nido sulla dolomia perché si scalda rispetto delle altre rocce?”.

Minerali, uomo, fauna: la progressione degli incontri primaverili del museo. Il prossimo appuntamento è l’escursione prevista per domenica 10 maggio, organizzata, tra gli altri, anche dall’Istituto Valorizzazione Castelli: “Visiteremo gli affioramenti di gessi triassici di Sassalbo”, spiega Valeria Grandi. Sabato 16 maggio, presso il castello di Pontebosio si terrà la conferenza “Dai microorganismi ai grandi predatori passando per i piccoli animali d’affezione. Benefici dei minerali sul loro comportamento e benessere”, con i veterinari Giovanna Zanardi e Tiziano Iemmi. Per giugno riapertura ufficiale con due incursioni geografiche: il 13 giugno in Egitto, con le miniere dei Faraoni e in seguito in Iran, inseguendo metalli. Domenica 30 agosto, a partire (ore 9.30), via alla prima mostra mercato di minerali. La bella Lunigiana non smette di sorprendere.

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