Il misterioso naufragio della Tito Campanella, da 42 anni tre famiglie spezzine attendono risposte

Il 14 gennaio 1984 affondava nel Golfo di Biscaglia la nave mercantile Tito Campanella, portando con sé le vite dell’equipaggio italiano, nove dei quali liguri. Tre erano gli spezzini, ovvero il comandante Luigi Specchi, all’epoca 36enne, e la moglie Alga Soligo, 32enne prima ufficiale di bordo e l’amegliese Silvano Alicante, cuoco di 53 anni. Una tragedia ancora oggi avvolta nel mistero: non vennero recuperati né i rottami del mercantile, né i corpi dei 24 componenti dell’equipaggio, con l’allarme che venne diffuso solo otto giorni dopo il naufragio.

Dal quarantesimo anniversario dalla scomparsa della nave in poi sono stati svariati i momenti di commemorazione organizzati dal comitato dei parenti tornati a riunirsi per non dimenticare quello che resta a tutti gli effetti un rompicapo irrisolto, uno dei tanti del nostro Paese. Sabato 17 gennaio presso la Torretto di Largo Marinai d’Italia a Savona, dove è stata posta una piastrella raffigurante i nomi dei membri dell’equipaggio della Tito Campanella, il comitato tornerà a riunirsi in presenza delle rappresentanze delle sezioni di Savona dell’Associazione Marinai d’Italia e dei Guardia Marina Nazionale e di tutti quanti vorranno essere presenti nel ricordo e nella testimonianza di una tragedia che tuttora permane senza verità e giustizia.

 

La lapide dedicata alla Tito Campanella riceverà la benedizione di don Angelo Magnano. L’associazione Stella Maris sarà inoltre presente con il presidente Maurizio Turboni, la cui collaborazione è stata fondamentale per la realizzazione dell’evento svoltosi nell’aprile 2024 per il quarantesimo anniversario del naufragio della Tito Campanella e con la “campana” di don Mario Genta, che darà i suoi rintocchi alla lettura di ogni nome dei 24 marittimi.

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