Nella sala consiliare del Comune di Sarzana affollata da un pubblico attento e partecipe si è svolta nei giorni scorsi la presentazione dell’edizione italiana del libro di Ulrike Petzold “Rudolf Jacobs. Un partigiano di Brema nell’Italia del 1944”, (Agorà, Sarzana-Lugano 2026). Dopo il saluto portato dall’assessore alla cultura Giorgio Borrini, sono intervenute l’autrice, giornalista di Brema, la traduttrice Patrizia Baracco, vicepresidente Acit La Spezia, Denise Murgia, presidente Anpi Sarzana, Chiara Cozzani presidente Acit. L’incontro è stato condotto dalla giornalista Chiara Tenca.
Il progetto “Rudolf Jacobs. Una storia da ricordare” viene realizzato con il contributo della Fondazione Carispezia, bando Pillole di Cultura 2025. La manifestazione era patrocinata da Comune Sarzana, Consolato generale di Germania in Milano, Istituto Spezzino per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Anpi Sarzana, Acit La Spezia, Goethe Institut. Presente la dottoressa Margit Muller del Consolato onorario di Germania di Genova.
Il libro, uscito nell’ottobre 2024 presso l’editore Temmen, Brema, ricostruisce la biografia e l’ambiente famigliare di Jacobs partendo dalle generazioni precedenti. Come tutti i relatori hanno avuto modo di sottolineare, il libro di Ulrike Petzold ha un grande valore sia per i lettori tedeschi che per quelli italiani, perché ricostruisce la biografia di Jacobs a partire dall’ambiente famigliare – una famiglia di architetti molto noti a Brema -, dalla sua formazione (il liceo che frequentò porta ora il nome dell’insegnante di musica Hermann Bose, anch’egli fiero oppositore del nazismo, e da alcuni anni è gemellato con il liceo Parentucelli-Arzelà, nel segno del ricordo condiviso di Jacobs); l’arruolamento nella Marina mercantile, nel frattempo il matrimonio e la nascita dei due figli, successivamente la chiamata alle armi nella Marina Militare, il servizio come tecnico nella Francia occupata e il suo ruolo all’interno della Organizzazione Todt con sede a Pugliola, a Villa Rezzola.
Particolare rilevanza viene data alle motivazioni della scelta radicale che lo portarono ad aderire alla Resistenza, unendosi ai partigiani della Brigata Muccini, una scelta dalle profonde radici morali nel tragico contesto dell’Italia occupata. Il libro testimonia inoltre come dopo la guerra i disertori venissero trattati con ostilità nella Germania occidentale, tanto che la completa riabilitazione avvenne solo nel 2009. É questo il motivo per cui la vicenda di Rudolf Jacobs è rimasta a lungo sconosciuta ai suoi concittadini e solo in anni recenti, grazie all’azione di persone come Ulrike Petzold, la sua nobile figura abbia finalmente ricevuto il dovuto riconoscimento.