Il design nautico porta la Spezia tra le Città Creative Unesco: “Siamo la motor valley sul mare”

La Spezia è Città Creative Unesco, un club di circa quattrocento centri sparsi nel mondo che si distinguono per il contributo in varie discipline. Dall’architettura alla musica, dal cinema alla letteratura e poi ancora artigianato, arte popolare, gastronomia e media arts. A trascinare la città in questa rete globale è il design, declinato innanzitutto in quel campo che si muove tra industria e ricerca estetica che è la nautica da diporto di lusso. Questa mattina la celebrazione di un traguardo arrivato lo scorso ottobre, alla presenza del ministro Alessandro Giuli in un giorno doloroso per la cultura in Italia con la distruzione del Teatro Sannazzaro a causa di un incendio. “La piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendente come prima”, ha detto il ministro in apertura.

Poi lo sguardo è tornato sulla Spezia. “Credo di averne capito il segreto proprio questa mattina guardando l’alba – ha detto Giuli, arrivato in città ieri per inaugurare la nuova sede dell’Archivio di Stato -. Le finestre del mio albergo davano sulla stazione. Ma ho capito che il punto non era ciò che guardavo, ma la luce. Una luce radente che spiega la benedizione di un mare screziato dai mille colori. Credo che gli spezzini questa luce se la sentano dentro”. In merito all’inclusione nella rete della Città Creative Unesco, che ora in Italia sono sedici: “Questo riconoscimento è speciale per una città laboriosa e creativa come La Spezia, che ha rilanciato il suo sviluppo tra anni Ottanta e Novanta ripensando i suoi spazi. Il design navale non è solo eccellenza produttiva ma anche punto di riferimento italiano. Il mare è ancora la sua direttrice di proiezione con un distretto nautico di valore internazionale e un sistema di formazione unico in Europa”. E poi le citazioni di Marinetti e il suo Aeropoema del Golfo della Spezia, con la definizione della città di “summa delle forze e delle gentilezze d’Italia… soprattutto gentilezze” e gli idrovolanti che ispiravano i futuristi.

La Spezia Città Creativa Unesco per il design

 

“Dai maestri d’ascia ai talenti della difesa che ne hanno fatto la figlia primogenita dell’unità d’Italia, La Spezia ha conosciuto il design, parola anglosassone di origine latina che significa ‘lasciare un segno’ estetico anche nella produzione in serie. In una metamorfosi continua, la Spezia ci è riuscita. Un segno culturale, una capacità estetica di interpretare il mondo”, dice il sindaco Pierluigi Peracchini che cita il Miglio Blu come “distretto industriale e polo creativo di rilevanza globale, con ricadute economiche significative“. Il 26% dei mega yacht prodotti in Italia vengono realizzati nel Golfo della Spezia, con un indotto di mille imprese per 16mila persone impiegate.

Un distretto nato in un tratto di costa che ha conosciuto l’industrializzazione nel XIX secolo e il suo declino cento anni dopo. “Le istituzioni hanno saputo avere visione – afferma l’assessore regionale Giacomo Giampedrone -, virando un pezzo di città che aveva dato tanto allo Stato. Un risultato che si deve anche al mondo imprenditoriale. Il mare c’era già, ma bisognava riappropriarsene in ottica di sviluppo”. Nelle cinquanta città creative per il disegno industriale ci sono tra le altre Berlino, Seul e Valencia ricorda Giampedrone. “Sviluppo, sostenibile e responsabile sono tre parole che devono sempre andare di pari passo. Fare design qui è diverso dal farlo in Val d’Aosta o Sicilia. Abbiamo sostenuto questa candidatura per esprimere un dna che forse non arriva del tutto al grande pubblico. La nautica è il fiore all’occhiello, ma c’è anche arredo e food design in cui La Spezia ha dato grandi prove in passato”, sottolinea Luciano Galimberti, presidente dell’Associazione del Design Industriale. “Il design è tecnica che ha bisogno di una narrazione per diventare marketing. Per questo è importante il ruolo delle scuole e della formazione. Alla Spezia ci si è riusciti”.

La Spezia Città Creativa Unesco per il design

 

“Qua il design non è orpello ma industria, si lega alla produzione e a un settore che si è sviluppato in maniera straordinaria negli ultimi vent’anni”, dice Alessandro Laghezza, presidente di Confindustria La Spezia, che traccia un parallelo con la motor valley emiliana. Tra gli imprenditori che hanno fatto la differenza c’è Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo Yacht che qui ha non solo cantiere ma anche la sua sede principale. “La strada è stata lunga e faticosa, ma alla base c’era un’idea chiara. Ho acquisito Sanlorenzo perché mi piaceva il brand, un gioiellino a cui dare un’altra dimensione. Lo abbiamo fatto innovando nella tradizione – ricorda -. Spostando l’asse portante da Viareggio alla Spezia, per ragioni di spazio e per la profondità del mare che ci permette di lavorare alcuni tipo di barche, abbiamo portato la Liguria in questo settore”. Per il cavalier Perotti “il Made in Italy è fatto di design”. Gli ultimi risultati di Sanlorenzo Yacht comunicati alla Borsa dicono 960 milioni di fatturato con 1.600 dipendenti. Il cantiere della Spezia è specializzato in barche in alluminio.

E il nome a cui è legato il loro profilo è quello del designer Francesco Paszkowski. “Sono più di 25 anni che frequento la città, prima con Baglietto e poi con Sanlorenzo. Imprenditore e designer devono saper dialogare”, spiega nel suo intervento. In terraferma si occuperà anche di dare una nuova vita all’ex Fitram creando uno spazio multifunzione. “Se è stata nominata La Spezia è anche perché ci sono gli spezzini – rileva con una vis molto fiorentina -. Le città le fanno i cittadini e qui ho registrato una voglia di lavorare che non avevo mai trovato prima. C’è una visione low profile, poche chiacchiere e molti fatti, mentre in Toscana spesso è il contrario “. Accanto a lui Fulvio De Simoni, progettista di oltre tremila imbarcazioni. Spezzino di nascita, aveva lasciato la città da giovane per ritrovarla in seguito. “La mia vita personale parla un po’ dell’evoluzione della Spezia – nota -. Tanti anni fa dovetti andare via per lavorare negli yacht perché qui c’era soprattutto navalmeccanica. Oggi torno e sono testimone del cambiamento. Quando Norberto Ferretti mi disse di aver avuto un’offerta per aprire alla Spezia gli parlai di un posto fantastico con tanti problemi, anche sindacali. Tanto che Beconcini rinunciava ad alcune commesse. Sono stati fatti passi avanti decisivi in tutto”.

La Spezia Città Creativa Unesco per il design

 

Il logo della Spezia Città Creativa del design esce dalla creatività di Marco Esposito, studente del Polo Marconi, con la consulenza dell’agenzia pubblicitaria Sun Times. È composto da due cursori che rappresentano due frecce ma anche una bussola e “occupa” astrattamente lo spazio del Golfo della Spezia sovrapponendosi alla sua immagine cartografica. “Collaborare a questo premio ci ha permesso di favorire quel tassello di competenze e rapporti che va a favore di tutta la città. Questo marchio è una ciliegina, ma la torta è stata preparata in molti anni”, dice Simone Lazzini, presidente di Fondazione Promostudi.

Le altre Città Creative Unesco italiane sono Bologna (musica), Fabriano (artigianato), Parma (gastronomia), Torino (design), Roma (cinema), Alba (gastronomia), Carrara (artigianto), Milano (letteratura), Pesaro (musica), Bergamo (gastronomia), Biella (artigianto), Como (artigianto), Modena (media arts), Bolzano (musica) e Faenza (artigianato).

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​