In futuro militari e tecnici dell’Alleanza Atlantica potrebbero avere la Spezia come punto di riferimento per approfondire la propria conoscenza delle operazioni negli abissi marini. Entro il 2026 infatti si attende la conclusione del processo di accreditamento del NATO Underwater Centre of Excellence per cui l’Italia lavora da anni e che avrà sede a San Bartolomeo. Sarà il quarto centro legato alla conoscenza e allo sviluppo di tecnologie del mondo sottomarino ospitato nello stesso comprensorio del ponente cittadino, accanto al Centro di supporto e sperimentazione navale della Marina Militare, che affonda le sue radici addirittura nel XIX secolo come Mariperman, al Centre for maritime research and experimentations della Nato istituito nel 1959 e al Polo nazionale della dimensione subacquea nato nel dicembre del 2023.
Dopo la fase di candidatura, si è passati negli scorsi mesi alla fase concettuale che serve a spiegare alle nazioni interessante – ce n’erano una ventina nell’incontro del giugno scorso a Roma – lo scopo del nuovo centro e la sua localizzazione. Il momento chiave è quello della redazione di un memorandum di intesa operativo che segna anche la capacità di coinvolgere gli alleati. I centri di eccellenza della Nato non sono infatti finanziati direttamente dall’Alleanza Atlantica, ma dal Paese proponente e da un gruppo di partner che aderisce in forma volontaria sulla base di considerazioni strategiche e che si identificano come framework nations, sponsoring nations e contributing nations a seconda del grado di coinvolgimento.
Il loro scopo è mettere a comune formazione e addestramento, sviluppo tecnologico, sperimentazione e standardizzazione. Sarà dunque innanzitutto uno spazio di lavoro internazionale che avrà sede all’interno dell’edificio 27 utilizzato in passato dal reparto materiali supporto navale del Comando logistico della Marina Militare. Circa 200 metri quadri open space per gli uffici della direzione, 21 postazioni di lavoro e una sala riunioni per dieci persone in un’area direttamente alle spalle del cantiere Baglietto. Si parlerà anche di segreti militari in quelle stanze. Il progetto prevede sale isolate acusticamente, una linea in fibra ottica allacciata alla rete Marintranet, la rete informatica della Marina Militare, e una per la rete classificata Nato secret wide area network.
I lavori sono in fase di affidamento da parte del Genio militare della Spezia per un importo di circa 440mila euro e un cronoprogramma previsto di quattro mesi di lavori. Sarà il quarto centro di eccellenza Nato presente su territorio italiano dopo quelli di Modelling and simulation (Roma), Security Force Assistance (Roma) e Stability Policing (Vicenza). All’incontro della scorsa primavera per l’istituzione di quello spezzino presenti tra gli altri rappresentanti di Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Grecia e Montenegro.