Grammatica: “Fiducioso per questo Spezia. Difesa e centrocampo migliorati, l’attacco è un’incognita ma c’è di peggio”

Andrea Grammatica ha cambiato vita da qualche mese. In estate l’addio al Team Altamura, di cui era direttore sportivo in Serie C, per una nuova avventura come intermediario e procuratore, che l’hanno visto grande protagonista anche nel mercato appena concluso. Ma, da spezzino ed ex dipendente del club, un occhio di riguardo per lo Spezia c’è sempre stato e a “Serie B Social Club – Oltre Parmignola” commenta quanto accaduto nel mercato di riparazione. “Non voglio giudicare l’operato di altri perché sono stato in quel ruolo e so che devi conoscere e capire le dinamiche. Fare il direttore sportivo è diventato molto difficile, lo descrivo con una battuta, il diesse è come il guardalinee nel calcio di adesso. È stato uno dei motivi per cui ho deciso di fare un altro percorso. Lo Spezia si è rinforzato dietro e in mezzo, dove mancava di quella qualità necessaria per impattare in questo campionato”, ha raccontato.

“Ci sono state operazioni che mi sono piaciute molto: Valoti, che ho avuto alla Spal, un giocatore che anche all’80% è di valore assoluto. Romano per me ha grande avvenire, come Comotto, e siccome sono uno dalla parte dei giovani non li toglierei mai dal campo, come feci con Prati a 17 anni a Ravenna. Dopo un anno di Serie D l’ho venduto in B e se davanti a lui avessi messo un giocatore di maggiore esperienza non sarebbe esploso. In difesa sono arrivati giocatori affermati come Ruggero e Bonfanti, che bisogna capire come stia, mentre sono andati via giocatori a fine corsa. Davanti ci si aspettava qualcosa in più ma è vero che non è facile arrivare agli attaccanti, un ruolo sempre più raro. Lì manca qualcosa probabilmente, ma sono fiducioso che avendo rinnovato gli altri due reparti si possa portare la barca in salvo perché la squadra nello sviluppo della manovra è cresciuta tanto. I gol arrivano anche con organizzazione, la speranza è che si possa compensare a questa mancanza così”.

SBSC

 

Con un lungo passato alla Spal, Grammatica ha incrociato sia Mattia Valoti che Salvatore Esposito, che ha lanciato nel calcio dei grandi e da cui non è rimasto stupito per l’addio: “Valoti al massimo della condizione è un giocatore da doppia cifra. È un ragazzo straordinario, intelligente, attaccato al suo lavoro. Poi tecnicamente un assaggio del suo repertorio lo ha fatto vedere: ha dimistichezza con la palla, salta l’uomo, l’ho visto cresciuto per temperamento e recupero palla. Gli auguro di essere il Valoti che in B ha fatto la differenza”, spiega. “Non avevo dubbi che Salvatore andasse via, pensavo lo facesse già in estate. È un ragazzo ambizioso, quando non si sente più al centro il suo rendimento ne risente. Era una storia finita, al di là dell’affetto che aveva per la maglia. Ci sta provare a trattenere giocatori così in categoria, però per esperienza mi sono reso conto che tenere calciatori a forza mi ha portato a buchi nell’acqua. La testa del calciatore è cambiata molto rispetto a prima, ora hanno più opportunità, i procuratori hanno un peso più importante e ti spostano più facilmente. La Sampdoria nell’immaginario di un calciatore può essere un percorso che può darti altre opportunità, penso che il ragionamento suo e dell’agente sia stato fatto in prospettiva”.

Spezia con venti punti, in piena lotta per salvarsi, ma l’ex diesse è fiducioso sulla conclusione della stagione: “Avevo percepito in difficoltà la difesa, era evidente che qualcuno con la testa fosse da un’altra parte. Averci messo una toppa mi rende più fiducioso. L’attacco è un po’ un’incognita ma ho visto di peggio. Penso ci siano 3-4 squadre che potrebbero avere più difficoltà dello Spezia. Le prossime due partite sono importantissime ma non decisive, perché la B lascia spazio sempre, in un senso o nell’altro. Se l’ambiente continua a rimanere compatto nonostante la delusione, e la Spezia che conosco io da tifoso addetto ai lavori lo sarà, si può fare. Mantenere la B quest’anno diventa determinante, perché la direzione dove sta andando la C è l’inferno del calcio. Questa categoria va difesa a tutti i costi anche per la città”, conclude.

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