Gazzoli a Radio Picco: “Contenti del mercato, ma non è finita. Daremo a Donadoni le risorse per migliorare ancora”

Nel corso della seconda puntata di “Radio Picco”, in diretta su RLV – La Radio A Colori, dal lunedì al venerdì alle 18, l’amministratore delegato dello Spezia Calcio, Andrea Gazzoli, ha parlato di diversi temi caldi in casa Spezia, tra cui il mercato che sta tenendo banco in questi giorni. “Avevamo degli obiettivi dopo un’analisi fatta con il direttore Stefano Melissano e l’allenatore per portare un miglioramento alla squadra visti i risultati che non erano soddisfacenti per nessuno”, esordisce. “Abbiamo concordato con la proprietà e il presidente una linea che stiamo seguendo con merito, al di là dei risultati sportivi. Siamo contenti di quanto fatto fino ad oggi ma non è finita, ci sono ancora 15 giorni e valuteremo le opportunità per migliorare sempre di più”.

Cosa aspettarci dagli ultimi giorni di mercato? Anche a livello di uscite, dove qualcuno sembra arrivato a fine ciclo come accaduto con Esposito.
“Come successo in questi giorni, se ci saranno entrate potrebbero esserci uscite come normale che sia. Non è facile fare previsioni, ci sono obiettivi in entrata da centrare per poi valutare eventualmente alcune cessioni. L’importante è migliorare la rosa, poi al 2 febbraio tracceremo una riga. Ci sono partite da affrontare che sono molto importanti, soprattutto nei prossimi 20 giorni”.

A Palermo si sono visti passi in avanti, ma ora arriva un ciclo di partite in cui ci si giocherà tanto per la salvezza.
“Come ricorderai anche per quanto accaduto due stagioni fa, gli scontri diretti hanno sempre un peso significativo, come è stato anche in dicembre quando abbiamo affrontato Sampdoria, Entella e Pescara. Le affronteremo una per volta, sapendo quanto pesino”.

È il secondo mercato con la proprietà Roberts, che sta dimostrando di essere pienamente coinvolto.
“La nuova proprietà che da aprile detiene lo Spezia Calcio, con la figura del presidente Stillitano che ha una presenza costante in città, sta dimostrando di avere una voglia e una grande appartenenza. Si sono accorti di quanto questa comunità sia appassionata e nulla viene lasciato al caso. Vengono mantenuti tutti gli impegni, sia nell’immediato che anche per il futuro. Tutti insieme abbiamo fatto un percorso dalla scorsa stagione, con due passaggi di proprietà, che ci sta portando ad un traguardo di stabilità e di continuazione di dinamiche di progetto che abbiamo in testa e che abbiamo condiviso con la proprietà. Ora servono i risultati per fare passi più decisivi”.

Quanto siete soddisfatti di Donadoni?
“Molto. C’è stata un’evoluzione delle prestazioni che è ciò che porta punti. Siamo soddisfatti del percorso, cercheremo di mettere a disposizione dell’allenatore le migliori risorse per migliorare ulteriormente la rosa”.

Gli investimenti non si fermano solo al parco squadra. A che punto è il progetto per il nuovo campo a Follo? Donadoni ha parlato di recente di alcune difficoltà. 
“Sono dieci anni che a Follo ci si allena su questi due campi, succedeva lo stesso anche in Serie A con Italiano, Thiago Motta, Gotti e Semplici, e quando si arriva a questa stagione invernale si patiscono le intemperie climatiche. Dobbiamo adeguarci, come sempre è stato fatto, però l’idea è sempre quella di migliorarsi. Parallelamente al lavoro degli argini del fiume, il primo step sarà quello di ampliare la superficie erbosa. Migliorerebbe di tanto la qualità dei campi e la disponibilità dei calciatori, perché un campo migliore determina anche quello. Gli step decisivi arriveranno in primavera con la stagione migliore”.

Anche perché lo stesso Stillitano aveva detto che Follo è la casa dei calciatori, dove spendono la maggior parte del tempo.
“Assolutamente. Lo stadio è stato un lavoro importante per adeguamento normativo ma anche per qualità. Con dicembre siamo arrivati a 66 eventi extra gara nel 2025, superando la stagione precedente, ma ci viviamo mediamente 20 giornate all’anno con la prima squadra. Al centro sportivo invece ci si va tutti i giorni di attività, parliamo di nove mesi e mezzo. Se riusciamo a migliorarlo da tutti i punti di vista è un beneficio, sia a breve che a lungo termine, perché i calciatori che arrivano sanno che c’è un’idea progettuale ben chiara”.

A che punto è invece il progetto di viabilità di viale Fieschi?
“Il progetto è in prossimità di essere chiuso e presentato all’amministrazione comunale come da intese, perché fa parte dell’ultimo step legato alla concessione dello stadio nell’accordo programmatico sulla ristrutturazione. Siamo vicini alla presentazione, in accordo con l’amministrazione che ci è sempre stata vicina. Con la prossima gara sarà in funzione la nuova cabina elettrica, una cosa che mancava allo stadio. La struttura sta cercando di migliorare e fare passi in avanti in ogni senso, sia quella sportiva – che è predominante visto che l’azienda calcio nasce per vincere le partite – sia in quella strutturale”.

E i risultati si vedono anche con l’affluenza allo stadio.
“Le medie storiche dello Spezia parlavano di circa 6.000 presenze in Serie B, ora siamo vicini ai 9.000, con agevolazioni per giovani e famiglie e con una Curva che è super attaccata al club e alla sua squadra e che è andata sold-out in abbonamento. Abbiamo avvicinato altre persone che vengono allo stadio vivendo la giornata con un confort diverso, è importante”.

Che ne pensa della possibile riforma dei campionati paventata da Gravina con ridimensionamenti per promozioni e retrocessioni?
“Il dialogo è in corso, c’è stata una riunione anche alcuni giorni fa in Federazione con le varie componenti. La bacchetta magica non c’è, non c’è un elemento chiave da questo punto di vista, ma sicuramente qualche passo avanti va fatto. Ad oggi ci sono criticità, abbiamo parlato degli investimenti nelle infrastrutture, peraltro in combinata con gli Europei del 2032, ma senza entrare nello specifico possiamo dire che il calcio vive un momento di cambiamento, avendo attirato proprietà anche dall’estero che hanno un percorso economico diverso. Non abbiamo una soluzione immediata, c’è un tema di discussione e un tema per le riforme, ma non possono essere gli unici elementi su cui puntare”.

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