“Inauguriamo oggi un percorso intrapreso con Sebastiano Calandra per raccontarci attraverso gli occhi degli artisti e dell’arte. Francesco Musante ci rappresenta in modo profondo e originale rispetto ai selfies in cui siamo abituati a vederci oggi. Possiamo guardare le Cinque Terre attraverso i suoi occhi, dopo esserci visti nei numerosi occhi degli artisti che ci hanno ritratti e che ci hanno consegnato il nostro passato. Possiamo guardarci in modo sempre più identitario”. La sindaca Fabrizia Pecunia ha aperto ieri la mostra “Sospesi tra mare e sogno” al castello di Riomaggiore pensando a Telemaco Signorini, Renato Birolli, ma anche Michelangelo Pistoletto, Max Pechstein, Eugenio Montale, Enrico Rava. Quadretti visivi, letterari, sonori. Interdisciplinari, in armonia con la serata di inaugurazione, dove il banchetto gourmet di Zero Meno si accompagna alle note della tromba di Lorenzo Cimino: “vi faccio ascoltare un lavoro fatto per occasione: pensate di essere uno dei personaggi dei quadri di Francesco Musante e sollevarvi verso altri paesi. C’è un tappeto sonoro di suoni che vengono dal basso. Cinguettii, fruscii, rumori. Ci involiamo”.
E i colori vivi e onirici di Musante si mescolano ai colori del tramonto. Con uno sguardo al futuro: “Possiamo guardarci in modo sempre più identitario. A fine settembre termineremo il Museo del Novecento a Riomaggiore. Avremo quindi una struttura dedicata con mostre permanenti e spazi per mostre temporanee. Un Museo diffuso perché l’arte ci rappresenta dal profondo”, annuncia la sindaca, che rinnova il sodalizio con Calandra per futuri progetti. “Io amo le Cinque Terre -, dichiara Musante, – veramente. Non ero mai stato al castello di Riomaggiore, a Riomaggiore sì. Anche se non sono in un Museo ed è vero, questo luogo non è adatto ai quadri. Ma i miei dipinti viaggiano. Vanno tanto nelle case, vanno anche nelle cantine e va bene così”.
C’è tempo sino al 20 di settembre per visitare la mostra. Pronti a decollare.
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