“Nei prossimi anni raddoppieremo la capacità produttiva nei cantieri italiani della Difesa, consolideremo il nostro ruolo in un settore strategico come quello dell’underwater e saremo pronti a cogliere nuove opportunità in mercati internazionali”. Lo ha detto Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, accompagnando la pubblicazione del piano industriale del gruppo per il quadriennio 2026-2030. La crescita del settore della cantieristica militare a livello mondiale spinge Fincantieri a lavorare per poter costruire più navi e sottomarini e in minor tempo possibile anche per poter intercettare nuove commesse estere. Annunciati infatti “nuovi ordini già nel 2026 in Italia, Stati Uniti e altri mercati esteri”.
Al momento i tre cantieri principali sono Castellammare di Stabia e quello integrato ligure Riva Trigoso-Muggiano. Se a Castellammare e Riva si lavora su scafi e piattaforma, il cantiere spezzino è quello di allestimento per tutte le unità. Nel ricordare che il budget globale allocato dai governi nel settore difesa dovrebbe raggiungere i 2,93 trilioni di dollari nel 2030, Fincantieri “intende potenziare la propria efficacia commerciale verso le principali marine militari del mondo, oltre a sviluppare nuovi progetti in mercati esteri accessibili, quali il sud-est asiatico e il Medio Oriente. Il Gruppo ha individuato opportunità commerciali nel triennio 2026-2028 per oltre euro 56 miliardi di cui circa 23 miliardi con probabilità medio-alta di successo. Si prevede che tale domanda vedrà concretizzarsi in ordini già dal 2026 con riflessi sui ricavi nell’arco del Piano”.
Crescita prevista anche per il segmento underwater, avviato a maggio 2025 con l’acquisto di Wass da Leonardo. Anche in questo caso il mercato dovrebbe crescere da circa 22 miliardi di euro a 43 miliardi entro il 2030. “In ambito difesa, la crescita è trainata sia dal business convenzionale (che comprende sottomarini, effettori e sistemi sonar) sia dalla crescente necessità di disporre di soluzioni per missioni di Mine Warfare, ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e ASW (AntiSubmarine Warfare), in risposta a minacce sempre più ibride e asimmetriche. In ambito civile, il potenziale di crescita è altrettanto rilevante, alimentato dall’urgenza di monitorare, conservare e proteggere le infrastrutture subacquee – come i cavi sottomarini – e asset critici come i porti”. E poi droni subacquei e di superficie, sistemi di comando e controllo e sensoristica avanzata.
“Proseguiamo i progetti strategici avviati nel precedente Piano, puntando sull’integrazione tra nave fisica e nave digitale, con lo sviluppo della ‘navis sapiens’ e l’evoluzione dei sistemi di propulsione verso soluzioni sempre più sostenibili, dai carburanti puliti all’idrogeno, fino all’ambizione del nucleare – conclude Folgiero -. Questo Piano non è solo una risposta alla crescente domanda globale, ma l’espressione di una strategia che mette al centro la capacità di evolvere, integrare talenti e tecnologie, rafforzare la filiera e ampliare i confini dell’industria navale, consapevoli che il valore di Fincantieri si misura nella solidità dei risultati, nella crescita delle competenze e nella capacità di generare impatto industriale e occupazionale per il Paese”.