Ex centrale Enel, il Comune gioca la carta della pianificazione: “Tante le imprese interessate”

Il Comune della Spezia punta alla pianificazione urbanistica per la riqualificazione di tre distretti che saranno entro l’anno liberi dai resti della vecchia centrale termoelettrica “Eugenio Montale”. Si tratta delle aree del corpo centrale, del carbonile Enel e del carbonile di levante, su cui gli uffici comunali iniziano oggi a lavorare per arrivare a mettere assieme metri quadri a disposizione e aziende interessate ad installarvisi. Un processo che in qualche modo vuole raggiungere in corsa, a quattro anni dalla dismissione dell’area, quello avviato da Enel, da tempo impegnata in trattative private di cui, peraltro, non si conoscono né dettagli né sviluppi. “Sarà un piano particolareggiato che segue la variante del 2022 che tendeva ad escludere installazioni inquinanti e che consenta lo sviluppo economico e sociale della città”, sintetizza al massimo l’assessora alle attività produttive Patrizia Saccone.

“È del 2023 la manifestazione di interesse lanciata dall’azienda – ricorda il sindaco Pierluigi Peracchini -. A oggi non abbiamo avuto un riscontro concreto in merito e quindi abbiamo pensato di prendere l’iniziativa. Cerchiamo collaborazione con Enel ovviamente, ma vogliamo anche essere in grado di dare risposte alle aziende. Riteniamo necessario cercare di stimolare la pianificazione delle aree non necessarie a Enel”. Dei progetti ventilati a partire dal giorno della dismissione della centrale, a fine 2021, gli unici andati in porto sono infatti al momento quelli che riguardano i campi di accumulatori: La Spezia Bess 1 da 21 MW è già in funzione, La Spezia Bess 2 da circa 200 MW inizia a prendere forma proprio in questi giorni. Progetti presentati e realizzati da Enel stessa su terreni propri. L’idea di un sistema di produzione di idrogeno, per cui sempre Enel aveva chiesto un finanziamento da 14 milioni tramite PNRR, è stato invece abbandonato. Il parco fotovoltaico da undici ettari potrebbe sparire a sua volta dalla programmazione.

Pierluigi Peracchini e Patrizia Saccone

 

E’ insomma l’azienda proprietaria a giocare la partita in singolo, oggi che il destino di Vallegrande è tutto da scrivere. Sul tavolo c’è sempre l’interesse di Leonardo, che nella vicina ex Oto Melara sta per avviare la produzione dei mezzi corazzati per l’Esercito Italiano nella joint venture con Rheinmetall. Una commessa miliardaria con tempi di produzione serrati, per cui servono nuovi spazi. Ma l’amministrazione comunale fa sapere di non amare l’idea di una zona industriale tutta legata alla difesa. “E’ auspicabile ci sia spazio per più realtà possibili – sottolinea Peracchini -. Il Miglio Blu e il distretto della Difesa, ma anche altri settori che rispecchino la varietà della nostra economia cittadina e che garantiscano occupazione. Anche perché si sta concludendo la cessione dell’area Filse, cosa che ci permette di avere un valore di mercato per quel compendio e quindi un quadro completo”.

Per essere della partita il Comune si gioca la carta della pianificazione urbanistica, già messa in campo poco più di tre anni fa per fermare l’ipotesi dell’approdo del turbogas. Tra i rischi all’orizzonte, di cui nessuno a questo punto vuole ancora parlare, c’è quello che la zona dell’ex centrale rimanga, in tutto o in parte, non assegnata per anni. Come successo per l’area ex IP dell’Antoniana che solo di recente ha visto ripartire la bonifica. Proprio il discorso inquinamento è centrale per capire quali attività si possano realmente impiantare.

Nastro trasportatore centrale Enel

 

L’amministrazione comunale è fiduciosa in ogni caso di poter avere l’ultima parola. “Enel non potrà decidere da sola – sottolinea Peracchini – Qualunque tipo di investimento dovrà essere condiviso con l’amministrazione. Abbiamo le massime garanzie in questo senso. Siamo coscienti che queste procedure abbiano tempi medio lunghi. Ci sono tante imprese interessate e senza una pianificazione immediata non potremo accogliere le loro istanze. Quello è un sito che sarà soggetto a diverse verifiche e anche a bonifiche se necessario. Aiutiamo i decisori di Enel a prendersi le proprie responsabilità”.

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