La Spezia guadagna tre posizioni e si piazza trentesima nella classifica Ecosistema Urbano 2026, ma perde il primato regionale a favore di Savona che la scavalca di una posizione. Migliorano i dati relativi alle polveri sottili nell’aria e diminuiscono le dispersioni idriche grazie ai lavori all’acquedotto, ma scendono i dati relativi al servizio di trasporto pubblico locale e alla presenza di alberi.
Il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, fotografa come sempre le performance ambientali di 106 città capoluogo di provincia d’Italia, dove vive quasi un terzo della popolazione della Penisola. Smog, consumo di suolo, e auto circolanti, restano le maggiori criticità urbane da affrontare secondo le associazioni, che premiano Mantova, che si afferma leader green indiscussa di questa edizione 2026 con un indice di “performance sostenibile” che raggiunge il punteggio dell’81,29%, seguita da Trento con il 76,53% e Bolzano con 75,47%.
La Liguria vede salire Savona 29esima (63,68%), La Spezia 30esima (63,58%) e Imperia 59esima (54,03%), mentre arranca Genova che scende al 54esimo posto (55,11%). “La risalita di tre capoluoghi su quattro è un dato positivo, ma restano parecchie criticità. Savona e La Spezia migliorano, ma considerando dimensioni e caratteristiche delle città avrebbero la possibilità di fare meglio – dice Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria -. Imperia migliora, grazie soprattutto all’ottima qualità dell’aria ed alla buona raccolta differenziata, ma resta indietro su molti parametri tra i quali lo spreco di acqua e l’offerta di trasporto pubblico. Genova, tra i grandi comuni, si piazza a metà classifica ma scende in modo significativo Ai nostri Comuni chiediamo di essere più ambiziosi per migliorare sui punti critici”.

Qualità dell’aria
La tabella analitica 2026 restituisce un quadro differenziato. Per il biossido di azoto (NO₂) le concentrazioni medie sono pari a 25,60 µg/m³ a Genova, 15,20 alla Spezia, 11,33 a Savona e 8,00 a Imperia. Per il PM10 si rilevano rispettivamente Genova 16,57, alla Spezia 15,50, Savona 13,67 e Imperia 15,00 µg/m³; per il PM2,5 Genova 10,00, alla Spezia 8,75, Savona 8,67 e Imperia 8,00 µg/m³. I giorni annui di superamento dei 120 µg/m³ di ozono, registrati nella centralina peggiore, sono 26 a Genova, 4 alla Spezia, 25 a Savona e 21 a Imperia.
“Il rispetto dei limiti oggi in vigore non basta a garantire aria salubre – spiega Bigliazzi – Per il biossido di azoto, tre capoluoghi liguri su quattro superano il valore guida sanitario dell’OMS; per il PM2,5 lo superano tutti. Le nuove soglie europee da raggiungere entro il 2030 rendono evidente quanto lavoro resti da fare: ridurre le emissioni e l’esposizione delle persone, a partire dalle aree urbane e dai quartieri più vulnerabili”.
Produzione e gestione dei rifiuti
La Spezia supera l’80% di raccolta differenziata (80,78%), seguita da Imperia (67,89%) e Savona, al 57,28% e Genova al 52,32%, ancora sotto la soglia del 65%. La media dei capoluoghi italiani è del 66,15%. Per produzione annua di rifiuti urbani si registrano 519,25 kg per abitante a Genova, 507,61 alla Spezia, 492,73 a Imperia e 488,19 a Savona, a fronte di una media nazionale dei capoluoghi di 525 kg. “Il dato della Spezia dimostra che è possibile superare l’80% di raccolta differenziata – dichiara Federico Borromeo, Direttore di Legambiente Liguria – preoccupa il dato di Genova che sale ma non compie il salto necessario a superare il 65%. Per quanto riguarda Savona con l’entrata in vigore del nuovo piano di raccolta differenziata nel corso del 2025 la situazione è migliorata, ma progressi effettivi saranno evidenti sui dati del 2026”.

Infrastrutture idriche e consumi
La dispersione della rete idrica è del 43,40% alla Spezia, del 41,00% a Imperia, del 34,80% a Genova e del 26,00% a Savona; tre capoluoghi su quattro superano la media nazionale del 34,7%. La misura comprende, secondo la metodologia, perdite fisiche e altre differenze tra acqua immessa e contabilizzata: non coincide quindi necessariamente con la sola acqua fisicamente dispersa. I consumi idrici domestici sono rispettivamente 134,26 alla Spezia, 131,45 a Imperia, 116,32 a Genova e 153,72 litri per abitante al giorno a Savona (media dei capoluoghi: 143). Anche la depurazione entra più chiaramente sotto osservazione: per la prima volta il rapporto considera il COD (Domanda Chimica di Ossigeno, indice del carico inquinante delle acque) in uscita dagli impianti, con 32 mg/L a Genova, 31,8 alla Spezia, 33 a Savona e 43 a Imperia. Le efficienze stimate, comprese fra l’86,5% e il 96,5%, non cancellano la necessità di continuare ad investire nei sistemi di trattamento.
Trasporto pubblico locale
Nel 2025 il trasporto pubblico registra 277,88 viaggi per abitante a Genova, 119,44 alla Spezia, 58,40 a Savona e 18,08 a Imperia. L’offerta annuale è pari, rispettivamente, a Genova 45,63, alla Spezia 38,67, Savona 36,69 e Imperia 15,25 vetture-km per abitante. Nel confronto fra città occorre distinguere le classi demografiche utilizzate dalla metodologia nazionale. A Genova il numero di viaggi per abitante scende da circa 300 a 278, ma il rapporto avverte che il cambiamento dipende anche da una diversa modalità di conteggio dell’azienda di trasporto. Sarebbe dunque fuorviante leggerlo automaticamente come un crollo dell’utenza. Resta però evidente il divario fra i capoluoghi liguri nell’offerta del servizio, soprattutto per Imperia.

Motorizzazione privata
Il tasso di motorizzazione è pari a 48,75 automobili ogni 100 abitanti a Genova, 54,23 alla Spezia, 58,90 a Savona e 64,01 a Imperia: tutti valori inferiori alla media dei capoluoghi di 69,85. Per i motocicli si registrano, rispettivamente, Genova 28,14, alla Spezia 22,22, Savona 30,00 e a Imperia 32,19 mezzi ogni 100 abitanti. Il dato misura il parco circolante rapportato ai residenti, non l’uso effettivo dei mezzi. Il basso tasso di auto a Genova e alla Spezia è un segnale interessante, ma non assicura da solo una mobilità più sostenibile. La presenza di motocicli è molto elevata, soprattutto a Imperia e Savona: la vera misura della transizione sarà la possibilità concreta di muoversi in sicurezza, a piedi, in bicicletta e con un trasporto pubblico accessibile.
Infrastrutture per la ciclabilità
La dotazione di infrastrutture ciclabili, misurata in metri equivalenti ogni 100 abitanti secondo la ponderazione nazionale, è di 7,76 a Imperia, 4,91 alla Spezia, 3,15 a Savona e 1,10 a Genova. I metri equivalenti non coincidono con i metri fisici di piste: il calcolo tiene conto di tipologie differenti di percorsi e misure di moderazione della velocità. La valutazione quantitativa non dice nulla, di per sé, su continuità, sicurezza, funzionalità e accessibilità delle reti. Per Imperia resta utile verificare con il Comune l’effettiva contabilizzazione dei nuovi percorsi ciclabili.

Zone a traffico limitato e aree pedonali
Le superfici pedonalizzate raggiungono 57,95 m² ogni 100 abitanti a Savona e 32,68 alla Spezia, contro 17,23 a Imperia e appena 8,25 a Genova (media dei capoluoghi: 48,2). Quanto alle zone a traffico limitato, le dotazioni sono 191,19 m²/100 abitanti a Savona, 148,51 a Imperia, 92,53 a Genova e 12,73 alla Spezia. La metodologia avverte che i criteri comunali di computo possono ridurre la confrontabilità.
Verde pubblico e alberi
La disponibilità di verde urbano accessibile, basata su dati ISTAT 2023, è di 5,90 m² per abitante a Savona, 6,64 a Imperia, 7,92 a Genova e 12,49 alla Spezia. È significativo il dato savonese, particolarmente basso malgrado il primo posto regionale nella classifica complessiva. Anche la dotazione di alberi pubblici è contenuta: 7,48 ogni 100 abitanti a Savona, 7,00 a Genova, 9,59 a Imperia e 10,29 alla Spezia. Per Genova e Savona il numero di alberi è una stima, per La Spezia e Imperia un conteggio.
Il dato più eloquente arriva da Savona: prima in Liguria nella classifica generale, conta appena 5,90 m² di verde accessibile per abitante, secondo i dati ISTAT 2023. Non basta però sommare metri quadrati o alberi per descrivere il verde urbano: occorre capire in quali quartieri si trova, chi può raggiungerlo, quanto ombreggia e quale contributo offre alla biodiversità e alla protezione dal caldo.

Rinnovabili
La tabella analitica riporta, come dato di potenza fotovoltaica installata su edifici pubblici, 8,63 kW ogni 1.000 abitanti a Imperia, 4,33 alla Spezia, 2,46 a Genova e 2,23 a Savona. Questa misura non esaurisce l’indicatore composito «Acquisto energia verde e comunità energetiche» utilizzato nella graduatoria.
Uso efficiente del suolo e adattamento climatico
L’indice sintetico di uso efficiente del suolo (scala 0–10; elaborazione su dati 2024) è pari a 9 per Genova e Savona, 8 per La Spezia e 7 per Imperia. La variazione 2019–2024 del consumo di suolo pro capite è di +0,53 m²/abitante a Genova, +1,63 alla Spezia, +2,10 a Savona e −2,33 a Imperia. “Purtroppo i dati evidenziano come nelle città liguri occorra una netta riduzione del consumo di suolo, solo Imperia fa registrare un miglioramento – spiega Bigliazzi – Riteniamo giusta la strada intrapresa da Genova che è il primo Comune in Italia ad aver inserito ufficialmente la depavimentazione (o depaving) all’interno del proprio Piano Urbanistico Comunale (PUC) e auspichiamo che altri Comuni adottino provvedimenti simili”.
“Auspichiamo che la lettura del rapporto diventi un’agenda di impegni per i Comuni: migliorare la mobilità pubblica e attiva, ridurre le perdite idriche, ridurre il consumo di suolo e qualificare il verde e gli spazi pubblici, accelerare l’installazione di fonti energetiche rinnovabili, rafforzare la transizione ecologica verso l’economia circolare e integrare l’adattamento nella pianificazione”, conclude Bigliazzi.
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