Da Alvini ad Alvini. L’ultima contestazione, novembre 2023, gli era costata la panchina e aveva dato inizio alla storia di Luca D’Angelo. Quella del pomeriggio di Spezia-Frosinone invece Alvini la provoca, indirettamente, vincendo al Picco con merito.
Lo Spezia scivola verso la serie C, la piazza chiede una svolta. “Lo Spezia siamo noi!”, “Se andiamo in C, vi facciamo un culo così”, “Tirate fuori i coglioni!”. Il repertorio va già in scena durante l’attesa per i circa trecento e passa tifosi che si recano ai cancelli subito dopo il fischio d’inizio. Attendono qualcuno della società che “ci metta la faccia”, come si dice in curva.
Arrivano infine l’amministratore delegato Andrea Gazzoli, il direttore sportivo Stefano Melissano e una delegazione della squadra con Hristov, Bandinelli e Vignali. Gli animi si fanno subito tesi, i tifosi chiedono di poter avere un confronto con tutta la squadra.
Entro breve arriva anche il resto della rosa con Donadoni in testa. L’allenatore viene accusato di allenare “con le mani in tasca”, c’è chi gli chiede le dimissioni. Si chiede umiltà. “Qui non si vive di rendita, si riparte da zero nonostante quello che hai fatto nella tua carriera di allenatore e giocatore”. Alla fine rimane lo spezzino Vignali a parlare fitto.
Volti bui tra la dirigenza che sfila in silenzio per tornare dentro lo stadio. “Il tempo sta stringendo, siamo penultimi!”, grida un tifoso.