Il porto spezzino chiude un 2025 da record per il traffico crocieristico, con oltre 750mila passeggeri, e si prepara ad aprire il nuovo anno nel segno della continuità. Merito dei tre approdi in altrettanti giorni simbolici del calendario: Natale, Santo Stefano e Capodanno. Una presenza tutt’altro che scontata, che conferma il ruolo ormai strutturale dello scalo spezzino nei grandi itinerari anche fuori dall’alta stagione.
Al Molo Garibaldi, a Natale ha ormeggiato Costa Toscana, mentre per Santo Stefano la banchina era occupata da Aida Luna. E domani, primo giorno dell’anno, Costa Toscana farà il suo ritorno.
“Dicembre, che per tradizione è sempre stato un periodo di pochi approdi crocieristici, quest’anno si è distinto per un’attività straordinariamente vivace”, ha commentato con soddisfazione il responsabile operativo di Spezia & Carrara cruise terminal, Erni Troiani, sottolineando come il terminal sia riuscito a coprire tutte e tre le date tra Natale e Capodanno.
“Non è una coincidenza o un caso che il terminal spezzino sia stato inserito nel tour di fine e inizio anno: la scelta deve inorgoglire tutto il nostro comprensorio, perché risponde alla volontà di Costa Crociere di far vivere ai suoi ospiti una full immersion nelle più famose e belle location italiane, lontano dai mesi di alta stagione”.
Gli approdi di Costa Toscana e Aida Luna rientrano nell’itinerario invernale “Golfi d’Italia”, che per il territorio spezzino significa soprattutto Cinque Terre e Golfo dei Poeti. Destinazioni di forte richiamo, pensate per offrire ai passeggeri ore più tranquille a terra e la possibilità di scoprire il territorio attraverso un’organizzazione strutturata delle escursioni.
Un’impostazione alla quale ha lavorato, in tutte le sue componenti, lo staff di Spezia & Carrara cruise terminal guidata dal direttore generale Daniele Ciulli. Un’organizzazione che va dall’accoglienza alla sicurezza, dai servizi informativi alla gestione dei flussi, e che in queste giornate festive viene vissuta come una sorta di “missione speciale”. “C’è la consapevolezza di concorrere alla conoscenza e allo sviluppo del territorio, come potente strumento di promozione turistica”, sottolinea Ciulli.
Dietro le cifre e le navi, però, ci sono soprattutto le persone. Nel sopralluogo svolto da CDS il 26 dicembre scorso tra terminal e molo, emerge un racconto corale di lavoro anche nei giorni di festa. I turni sono divisi tra mattina e pomeriggio e, all’interno del terminal, si alternano Daniela Sommovigo, operations e Rls aziendale, Mari Kudo, Gianna Rita Oscini, Giada Vergassola, Nicola Guglielmotti e Natasja Nijsten. Sottobordo, sul Molo Garibaldi, operano invece Farida Roudani, deputy Pfso e coordinator ground operation, insieme a Michele Bertossi e Giacomo Stellini.
Lavorare a Natale, a Santo Stefano o a Capodanno non sembra essere un problema per il personale. “Non ci facciamo tanto caso, siamo abituati a lavorare in giorni feriali o festivi – afferma Daniela –. Abbiamo una buona organizzazione a turni e lo facciamo volentieri. La società ci viene incontro quando abbiamo delle necessità e anche tra colleghi c’è un bello spirito di collaborazione”. Anche per questo, ad esempio, i più giovani sono stati esentati dal turno mattutino del primo dell’anno, così da poter riposare dopo i festeggiamenti di Capodanno e presentarsi in servizio nel pomeriggio. Un team, inoltre, multietnico: per Mari, che è giapponese, il Natale non ha lo stesso peso tradizionale che ha in Italia.
Le giornate, poi, non sono tutte uguali. A Santo Stefano il clima è apparso piuttosto tranquillo: molti passeggeri, in gran parte di nazionalità tedesca, sono rimasti a bordo e chi rientrava dalla città impiegava pochi minuti a risalire sulle navette. A Natale, invece, oltre agli ospiti già presenti sulla nave, si sono registrati circa cento imbarchi, rendendo il lavoro decisamente più intenso. “Ci siamo scambiati gli auguri coi passeggeri. Abbiamo fatto Natale al lavoro ma non l’abbiamo avvertito, perché eravamo in compagnia: ci siamo scambiati cioccolatini tra di noi e con i crocieristi e c’è stato anche un momento in cui abbiamo mangiato una fetta di panettone a bordo nave. Il clima era natalizio anche se eravamo al lavoro. È stato un Natale con una famiglia allargata”.
I numeri raccontano bene la differenza tra le giornate: circa 5.000 passeggeri a Natale, 3.000 a Santo Stefano e di nuovo 5.000 il primo gennaio. Flussi che hanno ricadute anche sulle attività commerciali all’interno del terminal, come il temporary shop “Pesci liguri”, firmato da Emanuele Martera. “I passeggeri oggi transitano piuttosto rapidamente, ma qualcuno si è fermato e ha acquistato un ricordo. La stagione è molto buona tra marzo e settembre, poi il calo è fisiologico. Abbiamo inaugurato ad aprile e penso proprio che saremo qua anche il prossimo anno”, racconta la commessa.
Mentre nel terminal il personale monitora che tutto fili liscio ed è a disposizione dei passeggeri, sul molo la scena è decisamente più brulicante. Le navette fanno avanti e indietro senza soluzione di continuità, mentre la logistica portuale lavora ai rifornimenti di viveri e materiali di consumo. Matteo Bologna, uno dei responsabili delle operazioni per Sealog, spiega che “per un full loading, come accaduto a Santo Stefano, siamo presenti a terra con una squadra di dieci persone e mediamente iniziamo alle 9 e finiamo alle 17”.
Fondamentale anche il lavoro della sicurezza. Le guardie giurate de La Lince, coordinate da Nadia Corrado, si occupano degli accessi e della security per tutto ciò che riguarda i passeggeri. “Siamo abituati a lavorare nei festivi ed è un lavoro che ci piace. Non succede mai niente, ma se succede… quindi bisogna stare sempre allerta, soprattutto in questo periodo in cui porti e aeroporti sono obiettivi sensibili”. A Natale, con gli imbarchi e l’utilizzo di tutti gli scanner, le guardie impiegate erano 25; a Santo Stefano, con flussi più ridotti, erano circa una dozzina.
Il coordinamento sottobordo è forse la parte più complessa: gru, operazioni di carico, talvolta la sostituzione di vetri sulle fiancate, pullman in movimento continuo. “Bisogna sempre consultarsi, anche in fase di ormeggio, perché sulla base di quello che la nave deve fare si scelgono le bitte che la tengano nella posizione migliore. Dobbiamo finire la giornata con zero problemi – spiega Farida Roudani, con lo sguardo rivolto ai mezzi che si muovono sul molo – e dobbiamo essere sempre coordinati, perché se c’è un problema diventa di tutti gli operatori coinvolti nelle operazioni. Per questo dobbiamo essere anche multitasking”.
Tra i tanti uomini alla guida dei mezzi, al volante di un pullman c’è il sorriso di Francesca Tammaro. “Lavorare nei festivi per noi è normale, infatti sarò qua anche a Capodanno. Come sono i passeggeri? Oggi di tanti che ho portato solo in due hanno detto buon Natale”.
In fondo, è forse proprio questo il dato che emerge con maggiore chiarezza da queste giornate: lavorare o viaggiare a Natale non è poi così diverso dal farlo in qualunque altro momento dell’anno.