Confartigianato La Spezia dedica un approfondimento al gelato, tra i principi dei sapori della bella stagione. “I mesi estivi sono caratterizzati dal consumo di gelato, uno dei prodotti tipici del made in Italy del comparto alimentare italiano, in un contesto in cui salgono i consumi alimentari – si legge nel comunicato diffuso dall’associazione -. A maggio 2026 il valore delle vendite al dettaglio di beni alimentari risulta in crescita del 2,5% su base annua, dinamica in accelerazione rispetto allo scorso anno (+2,0%) e migliore del trend dei beni non alimentari (+2,3%). L’elaborazione dei dati dell’Istat sui consumi, svolta in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, indica per il 2024 in Italia una spesa delle famiglie per gelati pari a 1.776 milioni di euro. Ad influenzare i prezzi finali sono i costi di materie prime essenziali per la produzione di un gelato artigianale di elevata qualità. A giugno 2026, a seguito dell’intervento di allineamento della nuova classificazione Ecoicop con quella utilizzata gli anni precedenti, si stimano i seguenti aumenti nel lungo periodo, rispetto alla media del 2021, di prezzo al consumo: per le uova è pari al +43% (+8%, nel breve periodo cioè su giugno 2025), per la frutta al +32% (+2% su giugno 2025), per lo zucchero al +31% (-2% su giugno 2025), per il latte al +25% (-2% su giugno 2025) e per cacao e cioccolato al +22% (stabile rispetto a giugno 2025). L’analisi sul sistema di offerta evidenzia la presenza al primo trimestre 2026 di 9.345 laboratori di gelateria per cui è elevata la vocazione artigiana: le 6.126 gelaterie artigiane rappresentano, infatti, il 65,6% del totale, quota tripla rispetto al 21,1% registrato per il totale dell’economia nazionale”.
Quindi uno sguardo più locale: “In Liguria ci sono 390 gelaterie, il 71,2% sono artigiane. In provincia della Spezia si censiscono un centinaio di gelaterie artigianali. Va considerato che il perimetro delle attività artigianali relative al mondo del gelato è comunque più ampio, coinvolgendo i segmenti delle pasticcerie che producono dolci con il gelato e dei laboratori che producono gelati senza vendita al dettaglio. Alla Spezia il costo medio di un cono o coppetta artigianale ‘standard’ (ovvero il formato medio a 2 o 3 gusti) si attesta tra i 3,00 € e i 3,80 €. I prezzi riflettono i generali rincari delle materie prime che hanno interessato il settore”, riferisce l’associazione. “In una provincia a forte trazione turistica come quella spezzina il gelato artigianale è una voce dei consumi dei turisti – dice Antonella Simone, responsabile Confartigianato Alimentare – . Il consumo non è più solo una pausa rinfrescante estiva ma un’esperienza gastronomica che intercetta turisti che ricercano un prodotto fresco e locale. Per contrastare la carenza di personale e promuovere il ricambio generazionale, Confartigianato organizza regolarmente corsi teorico-pratici con la Carpigiani Gelato University per insegnare le tecniche di produzione e commercializzazione. L’obiettivo dichiarato è mantenere alta l’identità ligure del prodotto, spingendo le nuove attività a utilizzare ingredienti a chilometro zero e a km vero come il basilico DOP, i limoni locali, per differenziarsi dalla grande distribuzione”.
Confartigianato La Spezia informa inoltre le imprese del settore che sono state pubblicate le Faq dal ministero delle Imprese e del Made in Italy relativa alla nuova disciplina che regola l’utilizzo del termine ‘artigianale’. “Tali chiarimenti rappresentano un importante contributo per spiegare l’ambito di applicazione della legge n. 34 del 2026 e fornire indicazioni operative alle imprese – osservano dall’associazione di via Fontevivo -. La legge stabilisce infatti che il termine ‘artigianale’ e ogni richiamo all’artigianato possano essere utilizzati nella promozione di prodotti e servizi esclusivamente dalle imprese scritte all’Albo delle imprese artigiane. Le Faq chiariscono che la norma tutela una specifica qualifica giuridica e imprenditoriale e non il semplice ricorso a lavorazioni manuali o tradizionali. Tra gli esempi forniti dal ministero vi è quello del settore alimentare. Un bar che produce internamente il proprio gelato ma non è iscritto all’Albo non potrà pubblicizzarlo come ‘gelato artigianale’; potrà invece utilizzare definizioni come ‘gelato di produzione propria’, ‘gelato fatto ogni giorno’ o ‘preparato con lavorazioni tradizionali’. Diverso il caso di un esercizio che commercializza gelato proveniente da un’impresa artigiana iscritta all’Albo: in questo caso il prodotto potrà essere correttamente presentato come ‘artigianale’, dimostrandone, in caso di controllo, la provenienza. E’ bene utilizzare queste diciture per non incorrere in sanzioni. Le Faq confermano che la nuova disciplina non va a modificare le leggi speciali già esistenti, come quelle che regolano la birra artigianale o le Indicazioni Geografiche Protette (IGP)”.
“Questi chiarimenti sono fondamentali per comprendere come applicare la legge – conclude Nicola Carozza, dirigente Confartigianato La Spezia –. Si tratta di un riconoscimento importante alla categoria degli artigiani e di un modo per evitare fraintendimenti. L’uso del termine ‘artigianale’ viene spesso abusato e rischia di perdere il suo valore. Giusto mettere delle regole che possano fare ordine e garantire chiarezza al consumatore”.
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