Concessioni Marinella, Rete Imprese e balneatori: “E’ un’odissea senza certezze, stagione e posti di lavoro a rischio”

Pioggia e vento che sferzano il litorale, la temperatura e il via vai di camion carichi di detriti contribuiscono a creare un’atmosfera molto autunnale eppure oggi – secondo il calendario della Regione – inizia ufficialmente la stagione balneare anche a Marinella dove però continua a regnare l’incertezza. L’attualità racconta infatti di stabilimenti ancora alle prese con demolizioni, concessioni sospese, gare da assegnare entro fine giugno e clienti che telefonano senza poter ricevere risposte certe. Un quadro ben circoscritto questa mattina anche dall’incontro promosso da Rete Imprese La Spezia, con i concessionari storici che hanno chiesto a gran voce chiarezza immediata al Comune di Sarzana per cercare di salvare l’estate ma anche il lavoro di circa cento famiglie tra dipendenti e collaboratori. La vicenda nasce, come noto, dal ricorso dell’Agcom contro la proroga delle concessioni balneari decisa dal Comune nel 2024 fino al 2027. Una scelta poi annullata dal Tar Liguria, che ha imposto l’avvio delle gare pubbliche entro il il prossimo 30 giugno. Nel frattempo gli ormai ex concessionari si sono ritrovati in una sorta di limbo amministrativo, aggravato dagli obblighi di demolizione delle strutture indicate dal Demanio e dai dubbi sull’utilizzo temporaneo dei beni incamerati.

Bagno Odessa demolito a Marinella

“Abbiamo perso soldi e lasciato a casa dipendenti senza stipendio – ha spiegato senza mezzi termini Andrea Carlini, titolare dello storico Bagno Zena e rappresentante CNA La Spezia – è un’odissea continua. Ci hanno dato venti giorni per demolire strutture che necessitano anche di certificazioni specifiche per essere smaltite. Ho chiesto una proroga ma mi è stato risposto che non era possibile e che, finché non demolisco, non posso nemmeno chiedere la concessione temporanea”. Il timore, condiviso da molti operatori, è che la situazione possa favorire soggetti esterni senza alcun legame con il territorio. “Stiamo combattendo contro realtà molto più grandi – ha aggiunto Carlini – ci sono gruppi che arrivano da tutta Italia per partecipare ai bandi e bisogna vigilare. Si rischia di finire in situazioni poco trasparenti come avvenuto in località non lontane da qui”.

Molto critica anche Anna Galli, titolare del Bagno Roma e presidente SIB Confcommercio La Spezia, che ha sottolineato le conseguenze sui cittadini e sull’economia locale. “Con il pretesto di dare una gestione più trasparente si stanno penalizzando i clienti, che chiamano per prenotare e non sanno cosa fare. Prima di tutto bisogna difendere i cittadini garantendo interlocutori affidabili. Ci chiediamo se questo strumento, che il Comune ha anche un po’ subito, sia davvero quello giusto”. Galli ha evidenziato poi le difficoltà operative a ridosso dell’estate: “Dovremmo essere nel pieno dell’organizzazione della stagione e invece non sappiamo come smaltire i detriti delle demolizioni o come chiudere le gare. Non possiamo nemmeno riaprire in pochi giorni. I criteri dei bandi non ci favoriscono e in altri Comuni all’esperienza è stato dato molto più peso. Noi siamo qui dal 1953: questi stabilimenti sono la nostra vita, qui abbiamo visto nascere e crescere delle famiglie, mentre per eventuali nuovi concessionari saranno soltanto un business”. A preoccupare è anche il possibile calo turistico. “Abbiamo già perso clienti che prenotano con largo anticipo e stanno andando verso Marina di Carrara o Fiumaretta – ha aggiunto –. I clienti storici invece stanno aspettando e ci hanno dimostrato grande affetto ma siamo spaventati perché abbiamo tutto da perdere e non sappiamo se arriveranno davvero”.

Balneatori Marinella

Secondo Lorenzo Servadei, dell’area sindacale Confcommercio La Spezia, il problema principale resta l’assenza di indicazioni precise. “Abbiamo preso atto delle gare ma da oggi all’affidamento definitivo passerà ancora molto tempo. In questo interregno dobbiamo sapere cosa possiamo fare. Bisogna pulire le spiagge, garantire il salvamento, organizzare i servizi. Serve chiarezza e serve buonsenso”. Anche Valentina Figoli, di CNA La Spezia, ha parlato della “sensazione di essere svantaggiati” denunciando “scarso ascolto da parte degli uffici e del Comune ogni volta che è stata chiesta chiarezza”. Critiche anche ai criteri di valutazione previsti nei bandi: “Sono molto diversi rispetto ad altri Comuni e prevedono certificazioni costose che spesso non riguardano nemmeno gli stabilimenti balneari”. Sulla stessa linea Juri Michelucci, referente sindacale Confesercenti La Spezia: “Altrove i Comuni hanno affrontato la situazione in modo più articolato. Qui è evidente il ritardo accumulato e manca chiarezza normativa per consentire agli operatori di lavorare. I balneatori in questo momento devono occuparsi di tutto tranne che del bando. Le regole cambiano continuamente”. A ribadire la gravità della situazione anche Luca Vaccaro, dell’area sindacale Confartigianato La Spezia. “Regnano caos e scarsa chiarezza. Parliamo di imprenditori che hanno famiglie e dipendenti. Dalle notifiche delle demolizioni abbiamo chiesto un termine congruo ma ci sono stati dati solo venti giorni. La stagione sarebbe dovuta partire questo fine settimana e invece non si possono dare garanzie ai clienti. Si rischia un danno enorme per le attività ma anche per il Comune”.

Litorale di Marinella

Secondo quanto emerso sarebbero già state inviate almeno 45 i soggetti interessati e invitati ai sopralluoghi che dovrebbero partire da domani, a cui si aggiungono i dodici concessionari uscenti. “Il Comune deve spiegare chiaramente cosa si può fare e cosa no – ha concluso Carlini – perché finora abbiamo brancolato nel buio. Io ad esempio non so ancora se potrò utilizzare il ristorante. Qualcuno non aprirà nemmeno. Noi siamo lì dal 1900 e non capisco perché non sia stato dato peso alla storicità. Lo Zena è un simbolo di Marinella ma sembra che tutto questo non conti più”.

Demolizioni a Marinella

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