C’è uno Spezia che, oggi, sembra vivere in una terra di mezzo. Non più dentro la stagione appena finita, ma neppure davvero proiettato verso la prossima. A sette giorni esatti dalla retrocessione in Serie C maturata a Pescara, quel pareggio che ha condannato entrambe le squadre al ritorno in terza serie, in via Melara domina soprattutto l’attesa. Un’attesa lunga, quasi sospesa, che accompagna ogni scelta ancora rimandata. Tutto ruota attorno al ritorno in Italia di Charlie Stillitano. Il presidente aveva lasciato il Paese subito dopo la serata dell’Adriatico, rientrando negli Stati Uniti dopo aver prolungato per settimane la sua permanenza tra La Spezia e Milano, dove aveva iniziato a lavorare alle basi del futuro. Un futuro che però, almeno ufficialmente, resta ancora da definire.
In questi giorni il fanta-diesse ha già preso piede, ma la realtà racconta altro: lo Spezia, ad oggi, non ha ancora avviato contatti concreti con alcun direttore sportivo per raccogliere l’eredità di Stefano Melissano. La sua uscita, di fatto, rappresenta l’unico punto fermo del nuovo corso. Per il resto, prevalgono prudenza e immobilismo. Non ci sono, peraltro, deleghe operative dal proprietario Thomas Roberts, che nelle ultime settimane si sarebbe concentrato sull’analisi dei conti e delle proiezioni economiche per la prossima stagione. Finora, però, da parte del proprietario non sono arrivate prese di posizione dirette, se non attraverso le dichiarazioni dello stesso Stillitano, rimasto negli ultimi mesi l’unica voce a ribadire pubblicamente l’impegno del magnate americano verso il club.
L’inizio della prossima settimana potrebbe rappresentare il primo vero snodo. È atteso infatti il ritorno di Stillitano in sede, dove dovranno essere affrontate le questioni più urgenti: la separazione definitiva con Melissano, il possibile accordo per chiudere anche il rapporto con Luca D’Angelo e una valutazione sul futuro di Andrea Gazzoli, amministratore delegato che oggi sembra poter essere l’unica figura dirigenziale di peso destinata alla conferma. Resta poi aperto il tema dell’assetto societario. Negli ultimi anni allo Spezia è mancata una figura forte di raccordo tra area sportiva e management, un direttore generale capace di tenere insieme le due anime del club. Un ruolo che, per certi versi, sembrava poter essere affidato proprio a Gazzoli, salvo poi vedere quell’ipotesi sfumare rapidamente visti gli eventi degli scorsi mesi.
Nel frattempo, in via Melara il tempo sembra essersi cristallizzato. Non filtrano indicazioni precise, con la sensazione di una società ancora ferma al bivio successivo alla retrocessione. Persino il rompete le righe ufficiale non è ancora stato comunicato, nonostante gran parte della rosa abbia lasciato la città già il giorno dopo il rientro da Pescara. E insieme alle decisioni dirigenziali restano in sospeso anche gli aspetti organizzativi: il ritiro estivo, destinato probabilmente a cambiare sede, le date del raduno e la pianificazione concreta della nuova stagione, per cui lo Spezia è ancora in linea con i tempi, ma su cui non ci sono ancora concrete indicazioni.
Ancora pochi giorni, forse, prima che il quadro inizi davvero a definirsi. Il ritorno di Stillitano dovrebbe servire proprio a questo: dare una direzione, chiarire le intenzioni della proprietà e interrompere una fase di stallo che, a una settimana dalla retrocessione, continua ad avvolgere lo Spezia in una sensazione di incertezza difficile da ignorare.