“La nostra Associazione da più di venti anni si occupa della questione e siamo totalmente d’accordo con Negro quando dice che il futuro dell’area occupata dal cantiere tocca la vita di un’intera comunità e che bisogna fin da ora parlare del suo destino”. Lo afferma in una nota Gabriella Reboa, dell’Associazione Posidonia, intervenendo sul dibattito relativo al futuro della concessione demaniale attualmente in capo al Cantiere Valdettaro, nel borgo di Le Grazie, innescata da alcuni appelli al confronto rivolti dalla minoranza consiliare di Porto Venere agli enti coinvolti, a partire dall’Autorità di sistema portuale.
“Pensiamo se ne debba parlare in un’ottica complessiva, che investa tutta la baia e non si limiti solo all’area del cantiere. Soprattutto riteniamo che l’amministrazione debba costruire, insieme ai cittadini, un progetto che tenga conto del loro benessere oltre che del territorio, dell’economia e del lavoro. La politica del frazionamento degli interventi – prosegue la nota dell’associazione – ha già fatto danni nel nostro territorio che sono sotto gli occhi di tutti, nodi che stanno venendo o sono già venuti al pettine. Sull’area del Cantiere Valdettaro almeno negli ultimi 20 anni sono stati fatti studi, proposte, sottoscritti accordi di programma poi totalmente disattesi. Il sogno dei cittadini è sempre stato quello di poter percorrere la baia lungo mare nella sua interezza, trovando un compromesso tra la necessità del lavoro e quella della vivibilità. Quello che si vede ora è una alta parete di “ferri da stiro” che impediscono ai passanti non solo l’accesso ma anche la visuale del mare. E la situazione non migliorerebbe con la creazione di un porticciolo, nuovi pontili e nuova occupazione di mare, contro il quale già una decina di anni fa era stata presentata una petizione che aveva raccolto quasi 400 firme”.
In conclusione l’Associazione Posidonia si dice “in totale accordo con le richieste del consigliere Negro, con un’unica differenza: l’assemblea pubblica andrebbe richiesta, a nostro avviso, all’amministrazione comunale che non può esimersi dal dare indirizzi su quell’area, area in concessione demaniale al centro di un paese, area in cui si svolgono anche lavorazioni impattanti. La via maestra è sempre una: trasparenza da parte dell’amministrazione e partecipazione dei cittadini, coinvolgimento degli abitanti in un progetto che riguarda così tanta parte del loro territorio”.