Cinque Terre, l’Area marina punta sulla riforestazione: nuova vita alla posidonia

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre punta sulla riforestazione marina con un intervento innovativo dedicato alla Posidonia oceanica, finanziato integralmente dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica nell’ambito del programma “Aree Marine Protette per il Clima” 2025, per un importo complessivo di oltre 286mila euro.
La Posidonia oceanica svolge un ruolo chiave anche nella lotta ai cambiamenti climatici: le sue praterie funzionano come importanti serbatoi naturali di carbonio, capaci di immagazzinare CO₂ nei sedimenti marini per tempi lunghissimi, anche per migliaia di anni. Allo stesso tempo contribuisce alla stabilizzazione dei fondali e alla protezione delle coste, rafforzando la resilienza degli ecosistemi marini.
Il progetto di riforestazione marina prevede il recupero di circa 300 metri quadrati di prateria in regressione, attraverso il confronto tra due tecniche innovative: trapianto su biostuoie biodegradabili e impianto di giovani piante ottenute da semi.
Elemento centrale dell’intervento sarà il laboratorio ALGAELAB di Manarola, già realizzato e operativo nella sede del Parco e finalizzato alla coltivazione di alghe e piante marine in ambiente controllato, per essere successivamente reintrodotte in mare, aumentando l’efficacia degli interventi di ripristino.
In particolare, una delle tecniche più innovative prevede l’utilizzo di semi di Posidonia raccolti in mare e fatti germinare in laboratorio fino allo sviluppo delle prime plantule. Queste giovani piante verranno poi trapiantate sui fondali tramite supporti naturali, favorendo un attecchimento più stabile e naturale rispetto ai metodi tradizionali. Da questo approccio si attende di aumentare le probabilità di successo del ripristino e di ridurre l’impatto sugli ecosistemi esistenti, evitando il prelievo diretto da praterie sane e contribuendo a una riforestazione più sostenibile nel lungo periodo.
L’informazione storica sulla prateria di Posidonia alle Cinque Terre affonda le radici tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, nei primi anni di attività dell’area protetta. Questo patrimonio di dati rappresenta oggi una base preziosa per comprenderne l’evoluzione nel tempo e orientare in modo più efficace le azioni di tutela e recupero, soprattutto in relazione alla perdita di habitat legata alla pressione antropica degli ultimi decenni.
Circa il 25% delle specie marine del Mediterraneo trova dimora in questi “polmoni verdi”, veri e propri hotspot di biodiversità, capaci di offrire aree di riproduzione, nursery e habitat permanenti. Le praterie di Posidonia oceanica fanno molto per noi: si stima che ogni metro quadrato può generare quotidianamente da 4 a 20 litri di ossigeno e produrre circa 20 tonnellate di sostanza organica all’anno per ettaro.
L’iniziativa, sviluppata con il supporto scientifico dell’Università di Genova, consentirà di individuare le tecniche più efficaci e sostenibili, con l’obiettivo di replicare questi modelli anche in altri contesti del Mediterraneo.
Il Presidente Lorenzo Viviani: “Stiamo lavorando per integrare progetti e competenze, con l’obiettivo di costruire alle Cinque Terre una realtà di riferimento per la didattica, la ricerca, la sperimentazione e il monitoraggio degli ecosistemi marini. Questo intervento di riforestazione. interamente finanziato dal Ministero, si inserisce in questa direzione e va ad agire sulla Posidonia oceanica, habitat chiave della nostra Area Marina Protetta, tra i più estesi e studiati della Liguria. È così che trasformiamo la conoscenza in azione.”
Il Direttore facente funzione Emanuele Raso: “L’approvazione della proposta progettuale presentata al Ministero lo scorso autunno rappresenta un risultato significativo, che valorizza l’impostazione tecnico-scientifica del lavoro svolto dall’Ente. La Posidonia oceanica costituisce un elemento strutturale degli ecosistemi costieri mediterranei, con funzioni chiave nei processi di sequestro del carbonio, stabilizzazione dei fondali e mantenimento della biodiversità. L’impegno del Parco sulla tutela degli habitat marini è consolidato e si traduce in un programma continuativo di interventi e progetti, a scala europea, nazionale e locale, orientati al ripristino e alla gestione attiva degli ecosistemi.”

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