Cesarini a Radio Picco: “Servirebbe più fantasia, ma il gruppo Spezia c’è. E alla salvezza ci credo”

Sono passati quindici anni ma i tre gol segnati nella finale play-off che valse la promozione in Prima Divisione rendono Alessandro Cesarini un calciatore indelebile per la storia dello Spezia. Spezzino di nascita, ha coronato il sogno di vestire la maglia bianca tra i grandi ed esultare tra quella gente con cui è cresciuto. Sarà allo stadio anche sabato per il derby contro la Reggiana, una sfida vivrà da doppio ex. “È un piacere poterne parlare perché sono state due piazze in cui sono stato benissimo”, racconta in diretta a ‘Radio Picco’, in onda dal lunedì al venerdì dalle ore 18 su RLV – La radio a colori. “Lo Spezia è la mia vita, sono nato qua e cresciuto in curva, ho fatto tutte le giovanili fino alla promozione dalla seconda alla prima divisione, con tre gol in finale. Sono legatissimo ovviamente, è la prima cosa da dire. La Reggiana è stata un’opportunità che non mi aspettavo, ho fatto 22 gol in due anni sfiorando la Serie B. La gente mi ha accolto benissimo pur da ex Spezia. Mio figlio è nato lì, sabato sarò allo stadio e sarà una bella emozione. Ma il tifo non può che essere per lo Spezia”.

Il presente ora, però, è la Fezzanese. 
“Finalmente sto meglio, è stata dura dopo la rottura del crociato di due anni fa e le due operazioni. Sono contento di essere tornato a Spezia, in questa società che mi ha accolto a braccia aperte. Siamo in zona play-off, spero di ripagare la fiducia che mi hanno dato potendomi divertire e facendo divertire la società e i miei figli, a cui avevo promesso che sarei tornato a giocare. Ho fatto di tutto per tornare in campo e domenica scorsa ho segnato davanti a loro, è stata una grande emozione. Spero che i miei problemi siano risolti e spero di riportare in Serie D la Fezzanese”.

Sta seguendo lo Spezia?
“Sì, sono tornato spesso allo stadio. L’anno scorso hanno sfiorato la Serie A e non è mai semplice, ci sono passato anche io. Quando una squadra forte sfiora l’impresa e si ritrova un anno dopo in acque dove non è abituata a stare non riesci a venirne fuori perché non sei abituato. Ma la vittoria di Cesena è stata pesante, spero si possa riuscire a salvare”.

A livello di fiducia la vittoria di Cesena è stata fondamentale.
“La testa e la motivazione lo sono. La sensazione dallo stadio è che alcuni giocatori che l’anno scorso hanno fatto la differenza sembravano un po’ sfiduciati, con meno ‘garra’. Quella vittoria può dare qualcosa in più, poi in un derby e con un Picco che ti trascina i giocatori devono farsi trascinare. Si può fare”.

Invece che Reggiana dobbiamo attenderci?
“Conosco alcuni dello staff e li ho sentiti. Non è un momento facile anche per loro, che sono una piazza calda e passionale. Avranno molta pressione, hanno cambiato da poco allenatore e penso arriveranno al Picco molto chiusi. All’inizio sarà una partita tattica con gli episodi che saranno decisivi. Servirebbero giocatori utili a rompere l’equilibrio, mi immagino una partita così”.

ESULTANZA CESARINI 1-0 SPEZIA BASSANO

 

Servirebbe allo Spezia un giocatore tecnico come il Mago Cesarini…
“Un po’ di fantasia si è persa, oltre ai gol di Pio Esposito ed Elia. Non saprei dire chi può incidere in quel modo, ma c’è Artistico che sta facendo gol e c’è qualche giocatore di qualità arrivato a gennaio. Io ho cinque minuti a disposizione, ma non sono tesserato e posso aiutare solo dallo stadio (ride, ndr)”.

Citava Artistico, un giocatore cresciuto molto.
“Per gli attaccanti funziona così, trovare il gol ti porta fiducia nelle giocate. Può caricarsi sulle spalle un po’ il peso della situazione, ma è importante trovare giocatori di questo tipo a cui aggrapparsi. Spero possa farlo ancora”.

E a questo va aggiunto l’aspetto fondamentale della forza del gruppo.
“Vincere a Cesena non era facile, anche se erano in difficoltà. C’era stata una contestazione, vincere lì ti fa capire che il gruppo c’è e si vuole tirare fuori dalla situazione. L’anno scorso hai fatto il massimo che potevi, ripetersi era quasi impossibile. Con i primi risultati negativi si sono un po’ abbattuti, ora penso abbiano capito cosa fare e ci sono dentro con la testa, altrimenti non vinci a Cesena”.

E anche Donadoni sembra averlo capito.
“È stato un campionissimo da calciatore e da allenatore. Si è ributtato dentro dopo qualche anno di inattività e aveva bisogno di tempo, anche se di tempo non ce n’è. Spezia è bellissima per chiunque, lo vedo più calato nella realtà e spero possa portarci alla salvezza”.

Un nome per il derby?
“Penso a qualcuno che possa risolverla su palla inattiva, magari Hristov”.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​