Carabinieri pronti a restituire i beni recuperati con l’operazione “Settimo comandamento”

Restituire ai legittimi proprietari i beni rubati e recuperati nel corso di una importante operazione investigativa. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dai Carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale della Spezia, che invitano i cittadini a mettersi in contatto con i propri uffici per ottenere informazioni utili al riconoscimento della merce sequestrata. Il servizio è attivo tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 18.

Gli interessati possono contattare i militari via email all’indirizzo provspninv@carabinieri.it oppure telefonicamente al numero 0187/591.

Per facilitare le operazioni di identificazione e restituzione, sarà necessario presentarsi con copia della denuncia di furto e con eventuale documentazione utile a dimostrare la titolarità dei beni sottratti. L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione dell’indagine “7° Comandamento – Atto Secondo”, ormai conclusa, che nei mesi scorsi ha portato allo smantellamento di una banda specializzata nei furti in abitazione che ha colpito in modo particolare l’intera provincia spezzina oltre a diverse città della vicina Regione Toscana (Firenze, Viareggio, Massa, Pisa e Lucca) ed Emilia Romagna.

Vincenzo Giglio

 

L’operazione, avviata nel gennaio 2025 e condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo spezzino, ha permesso di individuare un gruppo criminale organizzato, ritenuto responsabile di numerosi colpi in appartamento. Al termine delle indagini sono state 13 le persone indagate e 8 le misure cautelari in carcere eseguite. Nel corso delle attività investigative e delle perquisizioni, già concluse, i militari hanno recuperato una grande quantità di beni di presunta provenienza illecita: gioielli, denaro contante, elettrodomestici, veicoli e capi di abbigliamento utilizzati durante i furti.

Proprio per questo, i Carabinieri rinnovano l’invito ai cittadini che hanno subito furti a farsi avanti: il riconoscimento degli oggetti potrebbe consentire di chiudere definitivamente il cerchio, restituendo quanto sottratto e dando un volto alle vittime di una vicenda che ha segnato il territorio. Un’iniziativa concreta che punta non solo a completare l’attività investigativa, ma anche a ristabilire un senso di giustizia e vicinanza alla comunità colpita.

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