Era il 22 luglio 2023 quando il sindaco Pierluigi Peracchini e l’allora presidente dell’Autorità di sistema portuale Mario Sommariva tagliavano il nastro di Calata Paita parlando di “giornata storica” e di un “sogno realizzato”. Un’operazione da 4,4 milioni di euro, spesi dall’Authority per liberare l’area e riconsegnarla alla città, tanto che da Palazzo civico era stato coniato il claim “Aspettando il waterfront”.
A distanza di poco più di due anni, però, i fasti sono già alle spalle e l’area si avvia verso un epilogo ben lontano dall’entusiasmo di due anni fa. E ritornano alla mente i dubbi di chi riteneva che l’area fosse un tassello di fronte mare troppo artificiale, isolato e poco visibile per entrare nel cuore degli spezzini. Gli sforzi dei gestori (con eventi, spettacoli e ruote panoramiche in grado di attirare i frequentatori) sembravano poter invertire il trend, ma evidentemente non sono stati sufficienti.
Secondo quanto emerge dalla determina pubblicata recentemente sull’albo pretorio dell’Autorità di sistema portuale, la società consortile La Calata, concessionaria dell’area a uso commerciale, pubblico, ricreativo e sociale, verrà dichiarata decaduta dalla concessione a partire dal 16 dicembre 2025. La decisione arriva a seguito del mancato pagamento del canone demaniale marittimo 2025, pari a 53.638,09 euro, e di ripetute inosservanze contrattuali, tra cui l’assenza di regolarità contributiva e modifiche societarie non comunicate in Via del Molo.
Il percorso verso la decadenza è stato segnato da numerosi solleciti e tentativi di rateizzazione, tutti andati a vuoto. L’Autorità portuale ha concesso più volte la possibilità di regolarizzare la posizione debitoria, ma i pagamenti non sono mai stati completati e la determina impone ora alla società di liberare l’area entro il prossimo 16 dicembre.
Lo spazio, concepito come punto di incontro tra città e porto, con destinazione pubblica e ricreativa, lascia così un vuoto significativo a pochi passi dal centro cittadino. L’esperienza di “Aspettando il waterfront”, pensata come anticamera del più ampio progetto di valorizzazione della Calata Paita, finisce per registrare una battuta d’arresto nel cammino di riqualificazione del waterfront spezzino.
Resta da vedere quali saranno i prossimi sviluppi: l’area liberata potrebbe essere oggetto di nuove concessioni, o di interventi diretti dell’Autorità portuale per rilanciarne la funzione pubblica, ma per ora l’entusiasmo del 2023 lascia il posto all’impressione che i dubbi sulla bontà dell’iniziativa non fossero del tutto campati in aria.