Bucci accelera su un’unica agenzia dei trasporti: “La facciamo entro fine anno. Poi faremo un’azienda sola che gestisce tutto”

A pochi giorni dall’incontro in Regione con i sindacati sul futuro del trasporto pubblico locale – incontro in cui era emersa con chiarezza l’ipotesi di una riorganizzazione complessiva del sistema ligure – il presidente Marco Bucci torna a mettere il tema al centro del dibattito. E lo fa con toni netti.
“Faremo sicuramente la legge sull’agenzia dei trasporti che sarà uno dei collegati al bilancio, e quindi la facciamo entro fine anno. Pensiamo a un’agenzia dei trasporti, non non all’azienda, perché l’agenzia è il regolatore. Dopodiché bisogna costruire l’azienda e la costruiremo non appena entriamo in Amt e nelle altre aziende: faremo un’azienda sola che gestisce tutto”, ha dichiarato a margine dell’assemblea pubblica per gli 80 anni di Ance Genova.

Parole che si intrecciano direttamente con quanto discusso nel tavolo sindacale: una prospettiva di centralizzazione che, pur giudicata interessante dai rappresentanti regionali dei lavoratori, apre molti interrogativi fuori da Genova. La creazione di un’unica grande azienda del Tpl ligure rischia infatti di comprimere le specificità dei territori, come già emerso nell’analisi delle sigle provinciali. Anche il precedente annuncio di un sostegno immediato ad Amt – oltre 14 milioni di euro di anticipo – aveva suscitato dubbi sulla capacità di questo modello di garantire equilibrio tra il capoluogo e il resto della regione.

Bucci insiste invece sui vantaggi di una governance unificata: “L’agenzia serve per la regolazione – ha spiegato – altrimenti ci sono quattro Ato che regolano il trasporto pubblico e sarebbe difficile che diano alla stessa azienda il business. Se facciamo l’agenzia, tra l’altro, oltre al trasporto pubblico su gomma si può parlare di treno, si può parlare di autostrade, si può parlare di tante cose. Comunque, che mi vengano a dire che si può entrare: sono pronto, appena il Comune di Genova apre le porte noi entriamo”.

Dichiarazioni che riportano in auge la proposta di unico bacino del Tpl bocciata una decina di anni fa e che confermano la direzione già tracciata: una struttura centrale forte, capace – nelle intenzioni del presidente – di tenere insieme gomma, ferro e persino le infrastrutture autostradali. Un disegno ambizioso, che però nei territori continua a essere accolto con cautela.

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