Bolide sulla Liguria: il Parco Scientifico di Monte Viseggi ha contribuito alla ricostruzione scientifica dell’evento

Nella notte tra il 23 e il 24 aprile, alle 00:46 ora locale, un bolide particolarmente luminoso ha attraversato i cieli della Liguria, offrendo uno spettacolo impressionante visibile lungo la costa, da levante a ponente, e anche da località molto distanti. L’evento è stato documentato sia da osservatori visuali sia dagli strumenti scientifici della rete nazionale PRISMA, coordinata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica. Un contributo importante è arrivato anche dalla camera all-sky PRISMA installata presso il Parco Scientifico di Monte Viseggi, dove l’Istituto Culturale Astrofili Spezzini svolge attività di studio e osservazione degli asteroidi da quasi trent’anni. A individuare e segnalare per primi il fenomeno in visuale sono stati gli astrofili Valeria Gnarini e Lorenzo Natali, che hanno immediatamente segnalato l’evento, permettendo di avviare le verifiche e l’incrocio tra osservazioni dirette, immagini strumentali e dati raccolti dalla rete PRISMA.

Secondo le analisi diffuse da INAF / Sorvegliati Spaziali, il bolide ha raggiunto una luminosità eccezionale, con una magnitudine apparente di circa -13, paragonabile a quella della Luna piena. L’evento è stato osservato da diverse regioni italiane, tra cui Liguria, Toscana e Piemonte, e anche dalla Francia, fino alle aree di Marsiglia e Grenoble. Nel complesso, il fenomeno è stato registrato da 12 postazioni, di cui 5 italiane e 7 francesi, appartenenti alle reti PRISMA e FRIPON. Questa ampia copertura ha consentito una ricostruzione accurata della traiettoria atmosferica e dell’orbita del corpo originario. Le analisi indicano che il bolide è stato prodotto dall’ingresso in atmosfera di un corpo di natura asteroidale, appartenente alla classe orbitale degli asteroidi Apollo, con una velocità di circa 30 km/s. Proprio questa velocità permette di escludere l’associazione con lo sciame meteorico delle Liridi, le cui meteore entrano generalmente in atmosfera a velocità più elevate, intorno ai 45 km/s. Il corpo si è completamente disintegrato in atmosfera, estinguendosi a circa 50 chilometri di quota. Per questo motivo non sono attese meteoriti al suolo: asteroide sì, meteoriti no.

Immagine scientifica PRISMA: Istituto Culturale Astrofili Spezzini / INAF

In termini scientifici, un bolide è una meteora particolarmente luminosa. La meteora è il fenomeno luminoso generato quando un frammento di asteroide o cometa entra nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità. La compressione e il riscaldamento dell’aria davanti al corpo producono vaporizzazione, ionizzazione e il bagliore visibile dalla superficie terrestre. Solo quando una parte del corpo sopravvive al passaggio atmosferico e raggiunge il suolo si parla di meteorite. In questo caso, tuttavia, la completa disintegrazione in atmosfera esclude la caduta di frammenti.

La camera PRISMA installata presso il Parco Scientifico di Monte Viseggi fa parte della rete nazionale di camere all-sky dedicate al monitoraggio continuo del cielo notturno. Questi strumenti consentono di registrare il passaggio dei bolidi, calcolarne la traiettoria, stimarne l’orbita originaria e valutare l’eventuale possibilità di caduta di meteoriti. L’installazione della camera è stata possibile grazie al sostegno dell’azienda Superfici Scrl, che ha finanziato l’acquisto dello strumento credendo nel valore scientifico del Parco Scientifico di Monte Viseggi e nell’attività svolta dagli Astrofili Spezzini.

L’Istituto Culturale Astrofili Spezzini desidera ringraziare in modo particolare Valeria Gnarini e Lorenzo Natali, primi osservatori visuali del fenomeno; Daria Guidetti e Albino Carbognani di INAF / Sorvegliati Spaziali per il lavoro di analisi e divulgazione scientifica; e l’azienda Superfici Scrl per il fondamentale contributo che ha reso possibile l’acquisizione della camera PRISMA. Eventi spettacolari come il bolide ligure mostrano quanto sia preziosa la collaborazione tra ricerca professionale, osservazione amatoriale qualificata e sostegno del territorio. Grazie a questa rete di competenze, un fenomeno luminoso di pochi secondi può trasformarsi in un’importante occasione di studio dei piccoli corpi del Sistema Solare e dei processi fisici che avvengono durante il loro ingresso nell’atmosfera terrestre.

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