Atc, i sindacati: “In sei giorni saltate 84 corse, servono autisti. Le nuove linee? Creano sovrapposizioni e attese alla fermata”

La discussione sulle nuove linee del trasporto pubblico locale, introdotte con l’orario invernale dopo le modifiche elaborate da Atc nei mesi scorsi, si è scontrata con una questione preliminare: la disponibilità di autisti e la capacità dell’azienda di garantire il servizio. È il tema emerso con forza nella commissione che si è svolta oggi pomeriggio a Palazzo civico, dove i rappresentanti sindacali hanno contestato le sovrapposizioni tra i percorsi, le corse saltate e le difficoltà organizzative, chiedendo una revisione complessiva della rete.

A chiedere che il confronto si concentrasse sulle modifiche alle linee, più che sull’elenco dei disservizi, è stato il presidente Matteo Basso, che, citando la richiesta dell’ex membro di commissione Marco Raffaelli, ha avviato una accesa discussione sull’ordine dei lavori con Gabriella Crovara e, soprattutto, con Fabio Cenerini. Ma proprio i problemi quotidiani del servizio hanno finito per occupare buona parte della seduta. Avviando il giro delle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali, Daniele Lodola, per i Cobas, ha aperto il proprio intervento elencando le corse non effettuate, mettendo in dubbio l’utilità di parlare di nuovi percorsi in assenza di personale sufficiente. “Negli ultimi 6 giorni sono mancate oltre 84 corse urbane e suburbane. È inutile parlare di rimodulazione o di linee nuove se non ci sono autisti”, è stata la sostanza della sua posizione. Lodola ha anche lamentato l’assenza dell’assessore alla Mobilità Kristopher Casati: “Gli avrei chiesto di passare in deposito per fargli vedere come funziona il Tpl, magari gli avremmo potuto dare qualche consiglio. Presto verrà a inaugurare i mezzi full electric, ma sarà il caso che si porti una prolunga perché il cavo disponibile non è sufficientemente lungo per caricare i mezzi”.

Sulla necessità di mettere in ordine le priorità si è espresso con fermezza anche Francesco Richicchi, di Uiltrasporti. “Non ci sono le condizioni per rimodulare. La condizione minima è la regolarità del servizio, ma la situazione attuale è fatta di ritardi e soppressioni quotidiane, con tensioni che finiscono per scaricarsi sul personale”. La causa principale è stata indicata nella carenza di organico e la prima risposta dovrebbe essere una rimodulazione del servizio sulla base degli autisti effettivamente disponibili.

Alessandro Leopardi, per Cub Trasporti, ha posto una serie di interrogativi sulla sostenibilità delle modifiche. “Come si può discutere seriamente di linee senza il personale che le deve garantire? Occorre capire con quali risorse umane si vuole fare il servizio. Possiamo disegnare le linee più belle del mondo, ma ne è stata verificata la fattibilità?”. Leopardi ha però messo in guardia anche dal rischio opposto: la mancanza di personale, ha sottolineato, non può diventare un alibi per non affrontare le criticità di Atc. Da qui la richiesta di iniziative da parte dell’azienda per rendere il lavoro più dignitoso e favorire la permanenza degli autisti.

Per Mario Bonafiglia, della Fit Cisl, le modifiche vanno lette nel quadro degli interventi legati al progetto Mit, che all’inizio dell’estate hanno interessato le linee 1, 2, 3, 5, 12 e 14. Un lavoro che, secondo l’esponente Cisl, è stato portato avanti soltanto in parte, creando difficoltà nell’organizzazione del servizio. “In centro – ha sottolineato – la frequenza di transito era 7-8 minuti, mentre ora si verificano sovrapposizioni tra autobus alternate a lunghi intervalli nei quali non passa alcun mezzo. Occorre riorganizzare l’intera rete, ripristinando frequenze adeguate e rivedendo i tempi di percorrenza, ormai datati. Serve inoltre un nuovo punto di interscambio dopo la soppressione di piazza Chiodo”. Anche per Bonafiglia, comunque, il problema del personale resta centrale e occorre intervenire sulle condizioni di lavoro.

Andrea Sturlese, per l’Ugl, ha insistito sul fatto che le modifiche non possono essere affrontate in maniera isolata: i percorsi si accavallano e la revisione non deve limitarsi alla città, ma riguardare il servizio a 360 gradi.
Stefano Viani, della Faisa Cisal, ha richiamato invece le difficoltà legate al piazzale della stazione centrale, dove non c’è spazio sufficiente per ospitare autobus e taxi. Alle carenze di personale si sommano le sovrapposizioni determinate dai nuovi itinerari: “L’estate è andata male, soprattutto nella zona di Mazzetta, e anche i primi riscontri sull’orario invernale non sono positivi”.
Viani ha inoltre contestato i numeri relativi alle assunzioni, sostenendo che non risulta un equilibrio tra pensionamenti, dimissioni e nuovi ingressi. Inoltre ha puntato il dito contro le corse che non vengono effettuate e, soprattutto, sulla mancata comunicazione all’utenza, un comportamento giudicato irrispettoso nei confronti dei passeggeri che restano in attesa alla fermata.

Nel confronto è emerso anche il nodo della condivisione delle scelte. Crovara ha chiesto ai sindacati se la rimodulazione fosse stata concordata con loro. La risposta è stata che le modifiche erano previste dal bando Mit e che i percorsi possono comunque essere rivisti, ma le organizzazioni sindacali non sono state interpellate nel merito. Un’esclusione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, ha contribuito a lasciare irrisolti problemi concreti. Tra gli esempi portati in commissione, quello degli autobus da 18 metri: a causa delle sovrapposizioni tra le linee, spesso viaggiano quasi vuoti. E a questo si aggiungono difficoltà di viabilità e carenze nella segnaletica.

E ancora: sono stati necessari due mesi per far realizzare una linea tratteggiata lungo il nuovo percorso della linea 12, richiesta per evitare di infrangere il Codice della strada nella manovra di svolta richiesta dal nuovo itinerario e per scongiurare situazioni rischiose per gli autisti e possibili conseguenze sulla patente. La segnaletica, hanno aggiunto, resta in parte inadeguata e la linea continua presente in un punto del percorso costringe ancora oggi a commettere un’infrazione. Per i rappresentanti dei lavoratori, il problema è anche il mancato ascolto delle segnalazioni provenienti da chi guida quotidianamente gli autobus. La revisione della rete, hanno ricordato, non dipende soltanto da Atc, che eroga il servizio, ma deve coinvolgere anche la Provincia e i rappresentanti del Comune. In passato esisteva una commissione tecnica con i referenti di Palazzo civico e l’assessore, sede nella quale affrontare le modifiche ai percorsi. Da alcuni anni non si riunisce più.

Il consigliere Andrea Massalongo ha chiesto chiarimenti sulle criticità della stazione centrale, osservando che quanto emerso dal confronto rafforza le ragioni per un commissariamento della Provincia sul tema del trasporto pubblico locale. I sindacati hanno descritto una situazione caratterizzata dalla mancanza di spazi, con l’aggiunta di auto private che sostano nell’area del piazzale e veicoli incolonnati davanti al parcheggio sotterraneo, aggravando le difficoltà di manovra e di accesso per i mezzi pubblici.

Claudio Tancredi, per la maggioranza, ha chiesto se le modifiche fossero state sottoposte all’attenzione dell’azienda. I rappresentanti sindacali hanno ricordato che in passato si svolgevano due riunioni tecniche al mese, poi sospese durante gli anni della gestione di Francesco Masinelli. Gli incontri sono stati reintrodotti soltanto dopo le richieste avanzate da tutte le organizzazioni, ma con una frequenza molto ridotta. Un altro elemento di criticità indicato dai sindacati ed emerso nella discussione riguarda la difficoltà di ottenere le ferie.

In chiusura, Dino Falugiani ha chiesto aggiornamenti sull’elettrificazione della linea verso la stazione di Migliarina e sulle interferenze provocate dal traffico dei bus turistici. Sul primo punto, la risposta dei sindacati è che i lavori sono completati, ma manca ancora il collaudo: l’entrata a regime è attesa in primavera. Quanto ai pullman turistici, le criticità si concentrano nelle aree delle stazioni, dove parcheggiano spesso oltre i limiti degli stalli, complicando il transito dei mezzi pubblici. “Sarebbe sufficiente un presidio della Polizia locale negli orari di arrivo e di ripartenza dei bus, due momenti nei quali le interferenze con il traffico risultano più rilevanti”, hanno spiegato i sindacati.

La discussione ha dunque fatto emergere un vasto ventaglio di problematiche che i lavoratori, e l’utenza di Atc, vivono sulla loro pelle ogni giorno. Criticità sulle quali sono state avanzate altrettante richieste di soluzione. Tra una settimana la dirigenza dell’azienda siederà di fronte ai consiglieri e si vedrà quali saranno le risposte.

The post Atc, i sindacati: “In sei giorni saltate 84 corse, servono autisti. Le nuove linee? Creano sovrapposizioni e attese alla fermata” appeared first on Città della Spezia.

TRASMISSIONI

PODCAST

Intervista a Matteo Berrettini sul suo nuovo fidanzamento con Re Emanuela​