“La sanità spezzina merita di uscire dalla profonda crisi in cui è invischiata da anni: mancano infermieri e tecnici ed è urgente riaprire i poli didattici”. Lo chiede il sindacato Nursing Up tornando a denunciare la “carenza strutturale di personale sanitario” in Ats Liguria 5. “Carenze che anno ormai superato il livello di guardia. Non si tratta più soltanto di una temporanea emergenza estiva o di coprire i turni durante le ferie: infermieri, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio, fisioterapisti, operatori socio sanitari sono ormai figure introvabili nel nostro territorio”.
“Una carenza di organico cronica che costringe il personale in servizio a turni asfissianti, rientri forzati e prestazioni aggiuntive che gravano su fondi ormai esauriti. La realtà è drammatica: il sistema ospedaliero della Spezia rischia il collasso definitivo molto prima dell’attivazione del nuovo ospedale Felettino. Non possiamo permetterci di aspettare le mura del futuro se nel frattempo svuotiamo di professionisti i presidi attuali del Sant’Andrea e del San Bartolomeo”, dice il dottor Antonio Maesano, tecnico di radiologia e iscritto a Nursing Up La Spezia che poi lancia un appello ai giovani: “Il futuro della cura è nelle vostre mani”.
I dati nazionali sui test di ammissione del settembre 2026 mostrano un segnale di ripresa, con oltre 75.500 domande per le professioni sanitarie a livello italiano. Corsi come fisioterapia registrano record di attrattività (6,2 domande per posto), e anche infermieristica torna finalmente a crescere. “C’è voglia di futuro, c’è voglia di una professione che garantisca una stabilità occupazionale immediata e una profonda realizzazione umana – dice Maesano -. Ai ragazzi e alle ragazze del nostro territorio va un appello accorato: iscrivetevi alle professioni sanitarie. Scegliere di diventare infermiere o tecnico di radiologia, di laboratorio, fisioterapista non significa solo assicurarsi un impiego sicuro l’indomani della laurea triennale; significa diventare la spina dorsale della comunità, il motore essenziale della salute pubblica. La tecnologia evolve, ma la competenza e il valore umano di chi assiste e diagnostica restano insostituibili”.

“Riaprire i poli didattici alla Spezia è una necessità territoriale non più rimandabile”, l’intervento della dottoressa Daniela Gervasi, infermiera in emodinamica, delegata Nursing Up La Spezia. “La passione dei giovani e le necessità degli ospedali si scontrano però con un ostacolo logistico insostenibile: la chiusura e il depotenziamento dei poli universitari e didattici locali. Chiediamo con forza la riapertura immediata e il potenziamento dei poli formativi della Spezia per le lauree triennali sanitarie. Costringere i giovani spezzini a trasferirsi o a fare i pendolari verso altre province per studiare si traduce in una perdita inevitabile di risorse per il nostro sistema sanitario locale”.
“Formare i professionisti sul territorio significa radicarli qui – sottolinea il dottor Luigi Scialla, infermiere in Utuc e delegato Nursing Up La Spezia – permettendo loro di svolgere i tirocini formativi all’interno dei reparti di Ats Liguria 5 e, di conseguenza, favorire il loro successivo inserimento stabile nei nostri ospedali”.

“Il Felettino non basta: servono le persone e servono ora – afferma la dottoressa Donatella Riccio, infermiera e delegata Nursing Up La Spezia -. Inseguire l’emergenza con soluzioni tampone non basta più. Concentrare l’attenzione mediatica e politica esclusivamente sulla costruzione del nuovo ospedale Felettino è un errore di prospettiva fatale. Una struttura moderna e all’avanguardia non è altro che un guscio vuoto se al suo interno non vi sono professionisti in grado di farla funzionare. Se non si interviene oggi sulle assunzioni stabili, sul miglioramento delle condizioni di lavoro e, soprattutto, sulla formazione locale dei nuovi specialisti, all’inaugurazione del Felettino rischiamo di non avere più un sistema sanitario da trasferirvi”.
“Le istituzioni si attivino subito: riapriamo i poli didattici alla Spezia e salviamo la sanità pubblica spezzina prima che sia troppo tardi – conclude Riccio -. Le assunzioni con concorsi appena i neo laureati nelle professioni sanitarie escono a novembre 2026, sono la priorità per cui in Ats abbiamo richiesto l’indizione di concorsi a tempo determinato e indeterminato. Solo con la sinergia di tutti si può salvare il nostro sistema sanità”.
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