Amianto sulle navi della Marina, 17 imputati nell’inchiesta spezzina: due sindacati chiedono di partecipare al processo

Diciassette persone coinvolte e due filoni d’indagine, uno relativo alla gestione di aree demaniali militari e l’altro alle bonifiche dall’amianto su 15 unità navali della Marina militare. È il procedimento penale al centro dell’udienza preliminare che si è svolta il 13 ottobre al Tribunale della Spezia, nel quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio degli indagati. Tra le contestazioni figurano presunte false attestazioni, irregolarità nelle bonifiche, falsificazione di certificazioni e corruzione. Nel procedimento sono coinvolti ufficiali e funzionari della Marina, oltre a imprenditori, amministratori e dipendenti di società appaltatrici.

Il primo filone riguarda le permute di aree del demanio militare, in particolare il Capannone 61 e il Piazzale Martellotta. Secondo le ipotesi accusatorie riportate nella documentazione, false attestazioni di una condizione di “urgenza qualificata” avrebbero consentito a soggetti privati di occupare anticipatamente spazi militari. Le condotte contestate avrebbero comportato un danno per l’Erario e violazioni delle norme urbanistiche e delle procedure per la dismissione e l’utilizzo del patrimonio pubblico.

Il secondo filone riguarda invece le bonifiche dai materiali contenenti amianto effettuate su 15 unità navali. L’ipotesi della Procura è che i materiali pericolosi non siano stati rimossi correttamente e che siano stati installati componenti non certificati o non conformi, con una successiva copertura delle lavorazioni attraverso documentazione tecnica artefatta e false certificazioni di avvenuta bonifica. A un ufficiale superiore viene contestato di aver ricevuto somme di denaro mensili in cambio dell’omissione dei controlli e della facilitazione dei pagamenti alla ditta esecutrice, nell’ambito di un’ipotesi di corruzione.

Le unità interessate dalle presunte irregolarità sono le navi Grecale, Scirocco, Vesuvio, Numana, Milazzo, Libeccio, Gaeta, Chioggia, Termoli, Maestrale, Sapri, Anteo, Viareggio e Bersagliere, oltre al bacino galleggiante GR-J 524.

Nel procedimento sono coinvolte anche due organizzazioni sindacali militari, entrambe indicate come persone offese. Il Sindacato dei Militari, rappresentato dal segretario generale Luca Marco Comellini, è assistito dall’avvocato Piero Santantonio, del Foro di Forlì-Cesena. Il Siulm Marina ha invece presentato richiesta di costituzione di parte civile in occasione dell’udienza preliminare del 13 ottobre, attraverso gli avvocati Mimmo Lardiello e Serena Visconti. La richiesta dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento.

La vicenda dell’amianto sulle navi militari era già arrivata al centro di una controversia sull’accesso agli atti nel gennaio 2020. Il 7 gennaio di quell’anno Comellini – riporta il Sindacato dei Militari – aveva presentato al ministero della Difesa e allo stato maggiore della Marina un’istanza di accesso civico generalizzato per ottenere la mappatura dell’amianto sulle unità navali, sui sommergibili e negli Arsenali militari marittimi della Spezia, Taranto, Augusta e Brindisi. L’amministrazione aveva accolto solo parzialmente la richiesta per quanto riguardava gli arsenali e aveva negato l’accesso alla documentazione sulle navi e sui sommergibili, richiamando esigenze di riservatezza e sicurezza nazionale, oltre all’ampiezza della richiesta.

Il 13 febbraio 2020 il sindacato aveva chiesto il riesame del diniego, confermato il 4 marzo dal responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del ministero della Difesa. La questione era stata sottoposta anche all’Anac, in relazione alla mancata pubblicazione delle mappature nella sezione dedicata alle informazioni ambientali. Il ministero aveva sostenuto che quei documenti non rientrassero negli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa sulle informazioni ambientali.

A distanza di oltre sei anni, la vicenda è approdata al procedimento penale che dovrà accertare le contestazioni relative alle aree demaniali e alle lavorazioni sulle unità navali.

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