Accordo tra porto e Polo della Subacquea, qui sarà addestrata l’intelligenza artificiale fisica per gli abissi

Il porto della Spezia si affida al Polo nazionale della dimensione subacquea per aprirsi alle future tecnologie che permetteranno di garantire la sicurezza degli scali da atti di sabotaggio e la sorveglianza dell’ambiente marino. L’Autorità portuale del Mar Ligure Orientale ha siglato questa mattina quello che potrebbe diventare un accordo pilota con la Fondazione Polo nazionale della dimensione subacquea per sviluppare assieme progetti di ricerca nel campo della blue economy, analisi dei rischi, monitoraggio dell’ambiente e formazione. Il polo ci metterà il know how di cui è collettore e il porto la disponibilità a testarlo e i propri dati per addestrare l’intelligenza artificiale fisica su cui si gioca una fetta importante dell’indipendenza tecnologica italiana ed europea di domani.

“Lo scopo fondamentale del Polo della subacquea è la difesa delle infrastrutture sottomarine critiche – ha illustrato la senatrice Roberta Pinotti, presidente della Fondazione PNS – e i porti ne sono la centralità. Come mettere in sicurezza ciò che succede sottacqua? Crediamo di poter creare alla Spezia un modello che risponda a questa domanda e che possa essere esportato in altri porti italiani ed europei”. Droni, reti di sensori, protocolli di comunicazione e sistemi di navigazione di precisione abissali sono tra le direttrici di ricerca su cui il polo lavora dalla sua fondazione e che la prossima estate vedrà le prime prove fisiche sia a San Bartolomeo che all’interno dell’area di test abissale che Saipem sta mettendo a punto al largo della città. “Parliamo di difesa, ma anche di monitoraggio ambientale perché i sensori sviluppati dal Polo possono percepire per esempio l’inquinamento – continua Pinotti -. Punteremo infine sul tema della formazione. Esistono tante nuove esigenze, dal livello tecnico a quello post universitario, e vogliamo candidarci a soddisfarle”.




Protocollo tra PNS e Adsp


 

L’accordo segue una visita recente che il presidente dell’Adsp Bruno Pisano, ha svolto insieme alla segretaria generale Federica Montaresi presso la sede della Fondazione PNS. “Il momento fortunato di questo territorio è legato alla blue economy in crescita – sintetizza Pisano -. Un tessuto diversificato che conta tante eccellenze, con altrettante opportunità di crescita sia occupazionale che tecnologica. Il nostro è un porto che ha visibilità internazionale per l’attività commerciale, ma anche in virtù della crescita della crocieristica e della nautica. Sviluppare nuove realtà legate alla protezione di questo contesto e poterlo fare con una realtà che lavora nel nostro golfo è una grande occasione. Saremo particolarmente attenti all’aspetto della formazione perché non siamo più nell’epoca in cui le competenze si trasmettono tra generazioni, oggi spesso sono i giovani colleghi laureati a insegnare ai vecchi”.

Il protocollo ha durata triennale. Entro il 30 giugno di ogni anno le parti si troveranno davanti a un tavolo per stendere il calendario delle attività dei dodici mesi successivi. Ogni progetto avrà un proprio contratto attuativo che regolerà la proprietà intellettuale, aspetto questo che occupa l’articolo più lungo del documento sottoscritto oggi insieme ai vincoli di segretezza.




Polo Nazionale della dimensione Subacquea


 

D’altra parte il PNS per propria natura lavora come interfaccia tra il mondo della ricerca, anche universitaria, l’industria privata e il contesto militare, a partire dalla Marina Militare che offre personale, spazi e strumenti. “Siamo un unicum mondiale, perché a una sistema pubblico-privato abbiamo affiancato la fondazione – spiega il contrammiraglio Giulio Marino Cappelletti, direttore della struttura operativa del PNS -. Siamo avanti rispetto a tante altre nazioni che oggi guardano con interesse al nostro modello”. L’ufficiale è appena tornato dal Portogallo dove si è tenuto Surface Warships, workshop internazionale in cui ha potuto esporre l’attività del centro di San Bartolomeo. “L’innovazione tecnologica deve essere sostenibile e questo penso sia evidente dal modo in cui confezioniamo i nostri bandi – sottolinea Cappelletti -. Parliamo di tecnologie che possono aiutarci a difendere la biologia marina ma la natura stessa delle nostre ricerche, che si concentrano molto sui sensori passivi, va nella direzione di un impatto minimo sull’ecosistema”.

L’ammiraglio sottolinea come la physical AI, l’intelligenza artificiale applicata agli oggetti, sia il campo su cui si dovrà provare a fare la differenza. “La battaglia dell’intelligenza artificiale testuale è già vinta da USA e Cina. Su quella fisica però possiamo competere. I dati con cui addestrarla sono oro, e la Spezia è davvero un contesto interessantissimo in questo senso – conferma -. Pensate che persino le aree dei mitilicoltori sono strumentate per registrare temperatura, salinità e altri parametri. Il mare deve diventare nei prossimi decenni trasparente esattamente come lo è lo spazio aereo”.




Protocollo tra PNS e Adsp


 

Gli spazi del Polo sono già tutti assegnati a università e aziende che hanno vinto i bandi emessi a partire dal 2024, mentre nella stessa area di San Bartolomeo, accanto alla presenza storica del Centro di supporto e sperimentazione navale e del Centre for maritime research and experimentation, si lavora per accogliere il futuro Underwater Centre of excellence Nato che il prossimo mese organizzerà una demo nelle acque del Golfo e che dovrebbe ottenere l’accreditamento entro il maggio del 2027. “Abbiamo già incontrato il direttore del CMRE – spiega Pinotti – e abbiamo visto le grandi sinergie che possiamo creare tra le nostre attività. Non intendiamo sovrapporci, ma fare in modo che il loro lavoro possa essere di supporto al nostro e viceversa. E’ una grande potenzialità e una grande ricchezza poter collaborare con loro”.

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