Fiati, tonfi, rimbalzi, schiocchi, colpi, battiti: il Natale delle società sportive spezzine nasce lì, al palazzetto dello sport. Brindisi e strette di mano mentre bambini e ragazzi pigolano, scricchiolano, esultano, si abbattono, si rialzano. Ogni corrimano diventa una sbarra per le piccole danzatrici; ogni canestro un’ovazione e l’aria è satura di sudore. Il sindaco Pierluigi Peracchini giunge alla tradizionale celebrazione senza palco stringendo tante mani nel piacevole fermento da spogliatoio. “È ormai un rituale ritrovarsi qui. Sono giornate piene di impegni agonistici e conviviali – ha detto ieri all’aperitivo ginnico Alessandro Ribolini, presidente della società Attiva Sportutility –. Molte società non hanno potuto presenziare ma è come se ci fossero. Ringrazio i soci di Attiva per l’anno passato assieme, Csi, Uisp, la cooperativa Maris, Aics,… l’anno scorso abbiamo brindato parlando dei cantieri approfitto per chiedere al sindaco cosa ci aspettiamo per il 2026”. “Lo sport spezzino avrà le strutture che merita: nel 2026 andranno a regime tante situazioni”, assicura il primo cittadino, che approfitta per ringraziare gli sforzi delle società sportive: “Lo sport serve per dare regole utili alla vita, insegna ad accettare le sconfitte, a gestire le vittorie. Come amministrazione vogliamo continuare a investire e lo dimostriamo nell’inauguranda pista di pattinaggio, la nuova palestra e la piscina adiacenti al PalaMariotti,… sarà un anno importante”. E, aggiunge l’assessore allo spot Alberto Giarelli, “non dimentichiamo anche gli investimenti al Montagna. I 10mila di atletica saranno il fiore all’occhiello dell’anno”.
I gridolini che provengono dai vari spazi del PalaMariotti riportano alla concretezza della situazione sportiva locale, dal tennis tavolo del piano superiore alle arti marziali al piano di sotto. A colpo d’occhio la struttura di via Federici avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione. Il tema delle strutture ma anche le burocrazie e la mancanza di bambini sono termini molto ricorrenti tra chi si trova a crescere gli sportivi di domani. “Siamo la prima squadra in Liguria, non abbiamo un settore femminile, è già difficile così, viste le stringenti pratiche burocratiche, le responsabilità societarie”, ha sorriso Danilo Caluri, presidente Spezia Basket Club Tarros. “Come pallavolo abbiamo sempre il boom di tesseramenti dopo i Mondiali – ha dichiarato Renzo Grippino, ex arbitro di ruolo nella serie A della pallavolo e figura di spicco del volley ligure –. Però manca la continuazione, l’innamoramento dello sport. Ci lasciano presto, soprattutto nel settore maschile. Eppure siamo una realtà importante, le partite sono seguite, lo dicono i numeri, in Liguria abbiamo due squadre in serie B, una a Spezia e una a Savona. Proprio qui ci son state partite importanti, all’inaugurazione del palazzetto abbiamo assistito all’incontro tra Italia e Cuba”. Eppure le nazionali maschili e femminili vincono, piacciono. “Non abbastanza”. Inoltre, il mutato contesto sociale e scolastico ha ridotto la disponibilità di tempo dedicabile allo sport giovanile: “I bambini sono impegnati. Fanno canto, catechismo, provano tante discipline. E lo sport necessita di pratica costante e qualche sacrificio”. Lo dice con il sorriso, ricordando il suo periodo arbitrale in serie A ogni fine settimana in una città diversa, ricordando gli allenamenti in palestre dove una volta manca il riscaldamento, la volta dopo la chiave non apre la porta, quella dopo ancora c’è un angolo allagato.
Fanno eco alle sue parole quelle di Manuela e Wilmer, cinque volte campioni del mondo di danze standard, coppia in pista e nella vita. “Trentasette anni di carriera con mio marito. Trentasette anni a rincorrere competizioni in tutto il mondo, pensare ai vestiti, ad allenarci”. Oggi l’augurio è quello di mandare altre coppie a vincere, ma “è cambiata l’idea del sacrificio. E avere da allenare le coppie significa mettere insieme famiglie diverse, raccordare ballerini e genitori. Non è semplice”. Gli iscritti alla palestra di Montepertico includono 13enni, 15enni e poi la forbice che va da 35 agli 80 anni. “Ci vorrebbero più ragazzi: mancano maschi e femmine”. E anche un piccolo cambiamento di mentalità: “Sesso la nostra disciplina non è considerata come sport. Eppure 10 minuti di swing possono far bruciare quanto un’ora di corsa”. Manuela viene dalla pallacanestro: “c’era stata qualche incompatibilità: se non l’avessi avuta, probabilmente non avrei mai ballato”. Discipline maggiori e minori, sottorappresentate, in cerca di testimonial. “Io vengo dall’apnea – interviene Marzia Panigati, del Gruppo Sub Ospedali –: la mancanza di clamore o entusiasmi per i record non ne riduce il valore sportivo”. Precisione, controllo, gestione del limite sott’acqua. Milanese appassionata di mare, trasferita a La Spezia per amore, Marzia ha trovato la sua dimensione tra i sub. “Questo per noi è un periodo molto attivo: abbiamo già allestito il presepe in passeggiata Morin, domenica siamo in via Cavour con crêpes e rinfresco, poi saremo pronti per rinnovare la magia del Natale subacqueo”. La sottorappresentazione si combatte anche così, con un po’ di scenografia. Uno spazio piccolo, ma essenziale.